LE FOLLE DI RATZINGER

IL FATTO

Il 3 gennaio scorso il Vaticano ha dato le cifre della partecipazione alle udienze papali del 2007.Sono stati quasi tre milioni i fedeli ed i pellegrini che hanno partecipato agli incontri pubblici con il Santo Padre Benedetto XVI in Vaticano e nella Residenza Estiva di Castel Gandolfo. Fra tutte le cifre riportate, risaltano i 729.100 fedeli che hanno partecipato in Piazza San Pietro o nell'Aula Paolo VI alle Udienze Generali del Mercoledì negli ultimi dodici mesi, cifra che non include le migliaia di persone sprovviste di biglietto per accedere ai settori riservati, che hanno partecipato ugualmente.Per la recita dell'Angelus domenicale, nel corso del 2007, sono convenute in Piazza San Pietro 1.450.000 persone - 155.000 in più rispetto all'anno precedente - e 442.000 sono i fedeli che hanno partecipato alle Celebrazioni Liturgiche. Nell'aprile scorso, durante il quale cadeva la Settimana Santa, è stata registrata la maggiore affluenza di fedeli alle Udienze Generali del Mercoledì ed alle Celebrazioni Liturgiche: rispettivamente 130.000 e 250.000.

Altri osservatori hanno commentato che neppure Giovanni Paolo II aveva raggiunto simili records.

 

IL COMMENTO

Personalmente sono contento per la particolare simpatia che nutro per Benedetto XVI. Ma vorrei cercare di andare a fondo e capire il perché.

Anzitutto va detto che questo papa si muove meno dell’altro: non è un tipo che ama i viaggi ed i bagni di folla, non fa gesti istrionici, non sbaciucchia tutti i suoli dove atterra (il gesto del baciare la terra è serio e va calibrato. Lo iniziò Paolo VI che baciò la terra quando fu “promosso” alla diocesi di Milano e poi, da papa, quando andò in Terrasanta) e non è disposto a molti “volemose bene”. E’ chiaro che, non andando Maometto alla montagna, è la montagna che va da Maometto.

Ma allora ci si deve chiedere perché questa montagna si muove verso Roma.

Le risposte sono diverse: Roma è un centro turistico e, negli ingredienti di una visita, non possono mancare i Musei Vaticani e il papa. Va anche detto che lo stile del papa è rassicurante: teologo di profonda cultura, prudente nei gesti e nei pronunciamenti, non sembra quello che farà rivoluzioni ecclesiali e questo rassicura moltissimi cattolici che più che “tradizionalisti” definirei “tradizionali”.

Si deve aggiungere che parla poco, chiaro, bene ed è comprensibile. Le catechesi del mercoledì, per esempio, sono semplici, abbordabili da tutti.

Infine direi che Benedetto XVI fa tenerezza. E’ sempre timido. Quando saluta la folla fa fatica a sbracciarsi, ha un sorriso quasi forzato e vergognoso. Sembra quasi che chieda scusa di essere papa. E questo ha molta presa sulla gente. Non appare come uomo di potere.