NON CAVALCARE LA PROTESTA

IL FATTO

A Firenze un indiano senza tetto è  morto di freddo. Don Santoro: "Siamo tutti colpevoli. Va ripensata l'accoglienza". 

 

IL COMMENTO

Prendo spunto da questo fatto per un discorso più ampio. Mi chiedo dove siamo come cattolici (quelli che contano, cioè papa, cardinali, vescovi, preti conosciuti….) quando succedono fatti come quello accennato sopra, oppure il problema della "monnezza" a Napoli ed altri fatti simili.

Mi spiego: a volte mi sembra che come cattolici cerchiamo le occasioni che danno molta visibilità e stigmatizziamo i fenomeni che accadono pronunciando parole emozionanti e toccanti, ma non abbiamo il coraggio di fare il discorso "a monte".

Ho scritto "cattolici che contano",cioè cattolici che sono in vista. Non che io che scrivo o voi che leggete non contiamo nulla, ma se parlo io…a Prodi o al sindaco di Firenze o a quello di Napoli "non gliene può fregar de meno". Se parlano il papa,  Sepe, Bagnasco, Ciotti,Mazzi… le cose sono diverse. Ma debbono denunciare PRIMA.

Ho visto un sacerdote dire messa fra l'immondizia di Napoli. E' finito in TV. Per forza! Fa scena! Ma perché non denunciare prima chi non voleva gli inceneritori, chi imboscava l'immondizia in anfratti impensabili!

Perché non scendere in piazza prima, affinchè un comune si organizzi per i senza tetto. O, meglio ancora, prendere una canonica dismessa, arredarla alla bene e meglio e dare ospitalità provvisoria a chi è senza tetto coinvolgendo le autorità?