MATRIMONIO NEGATO

IL FATTO

La notizia è del 18 gennaio 2008. Sandra, ex trans ora donna, si vuole sposare in chiesa. Ma il cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze, taglia di netto con “no!” le sue speranze. E così dopo aver subito il divieto dei cappellani di farla andare a messa, e l´esclusione dalla comunione, come figlia di un Dio minore, ecco un altro no. Si chiede Sandra: «Mi sento come una malata, una tenuta a distanza. Ma perché?». Se qualcuno che crede in Dio ancora c´è, bisognerà che prima o poi risponda alle domande di Sandra e a quelle delle persone che vivono la sua stessa situazione.

 

IL COMMENTO

Da credente in Dio cerco di rispondere alle domande di Sandra. Schematicamente come richiede il senso di questa rubrica.

1.Il matrimonio per noi cattolici è sacramento, cioè uno dei sette segni visibili dell'amore di Dio per l'uomo.

2.Gesù non ha fondato il sacramento del matrimonio (vi ha presenziato a Cana, all'inizio della sua vita pubblica) e, al riguardo, ha fatto affermazioni un po' contraddittorie, che lasciano perplessi:

            - "perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna ed i due saranno una carne sola"

            - "vi sono eunuchi che sono tali dalla nascita, altri che sono stati resi tali dagli uomini, altri ancora che si fanno tali per il regno dei cieli"

            - a proposito della famiglia, quando gli dicono che c'è la madre ed i fratelli, risponde:"chi è mia madre? Chi sono i miei fratelli? Chiunque fa la volontà di Dio è per me fratello, sorella e madre"

3.Lungo i secoli, adeguandosi ad una mentalità corrente che è rispondente alla legge naturale, la comunità cristiana ha pensato di santificare l'unione fra uomo e donna definendola segno dell'amore di Dio, evidenziando che l'unione coniugale che è aperta al dono della vita è partecipazione all'opera della creazione divina, bollando come contro natura (e quindi contro Dio) ogni unione che non fosse fra maschio e femmina e ogni rapporto sessuale che non fosse naturale (quindi il coito anale, orale, fra esseri del medesimo sesso…). Non solo: la comunità cristiana, recependo quanto culturalmente veniva dalla civiltà occidentale in cui è nata e cresciuta, ha ritenuto essere "contro natura" ogni sensibilità sessuale che fosse "diversa" da quella tipica della sessualità del soggetto (un maschio che si sentisse femmina – o viceversa – possiede qualche malformazione congenita). Da qui la proibizione per matrimoni fra persone dello stesso sesso e la condanna per chi, nato maschio o femmina, mette in atto mezzi per trasformarsi nel sesso opposto.

4.Vengo a Sandra. Se è credente e praticante soffre per essere esclusa dalla vita della comunità cristiana, ma penso anche che soffrirà perché si sentirà esclusa o guardata male anche da chi cristiano non è (ex amici, colleghi di lavoro….). Da credente nel Dio di Cristo sa che Egli non condanna ("neppure io ti condanno"…."chi è senza peccato, scagli la prima pietra…."), ma deve riconoscere che una società (e quella ecclesiale è una società) deve darsi delle leggi. Leggi che possono essere cambiate, rivoluzionate, ma che vanno rispettate quando sono vigenti. Il cardinale non poteva fare diversamente. Ma lei sì. Lei può celebrare il suo matrimonio di coscienza, può vivere la vita con il suo compagno secondo la legge di Dio, possono entrambi essere segno dell'amore di Dio per l'uomo, possono mostrare come coppia che sono aperti all'aiuto e sensibili verso i più deboli, possono avere figli che cresceranno nell'amore di Dio….e saranno un segno profetico per questa chiesa. Sarà Dio a giudicare, quando sarà il momento. E i sentieri di Dio non sono i nostri sentieri, i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri

5 Dal punto di vista giuridico, poi, si pone un problema: se è donna riconosciuta tale dall'anagrafe (a seguito di operazioni chirurgiche o altro...) e sposa un uomo…per sé…la cosa non dovrebbe interessare…