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Marina e Mauro sul commento all’enciclica
Caro Mauro, sono una lettrice di donne-così e dal momento che rendi pubblico il tuo e_mail mi permetto di scriverti direttamente.
Ho apprezzato molto il tuo commento alla seconda enciclica del papa fino a quando sono arrivata alle seguenti righe:
La Chiesa che condivide in mille forme la vita degli ultimi, nei paesi poveri, nelle caritas, nel volontariato, non è un segno di speranza da sottolineare? I movimenti ecclesiali, con la loro capacità di coinvolgere e incidere sulla vita di tanti milioni di giovani, non sono un segno di speranza? I numerosi santi, anche laici, canonizzati negli ultimi decenni, non sono un segno di speranza? E il fatto che anche noi siamo ancora qui, che leggiamo, critichiamo, apprezziamo, ci scorniamo tra noi e con il crocifisso, nonostante il nostro passato di sofferenza, la nostra visione delle cose così distante da quella ufficiale… non è un segno di speranza?
Qui sono cascate le braccia anche a me! Si, siamo in due (almeno) con le braccia a terra.
E' mai possibile che, in alternativa alle preghiere, ai digiuni e alla sofferenza, la speranza ce la possono nutrire soltanto i movimenti ecclesiali, i santi e quelli che stanno a confrontarsi sulla chiesa?!! E il volontariato laico , i movimenti per la salvaguardia del creato, per una più equa distribuzione delle ricchezze del pianeta, quelli che lottano per una maggiore giustizia, le donne che cercano di costruire una identità e una dignità femminile sempre negata soprattutto dalla chiesa? Tutto questo non è speranza in atto che contagia? Cerchiamo di guardare anche fuori dei soliti perimetri.
Con un po' di speranza e cercando di risollevare le braccia ti saluto cordialmente.
Marina
La risposta di Mauro
ciao Marina
sono Mauro Borghesi e ho appena letto la tua email riguardo al mio commento all'enciclica.
Mi sembra giusta la tua osservazione, forse in quel passaggio sono andato un pò di corsa senza riflettere molto. Sono comunque d’accordo che i segni di speranza sono anche fuori dai nostri confini. E' quello che sostiene il Concilio, oltretutto.
Ti chiederei solo di non drammatizzare troppo ("sono cascate le braccia anche a me!") in fondo la mia è una semplice opinione scritta dopo una giornata lavorativa. Vedrò di correggere alcune parti di quella riflessione per l'uscita di gennaio.
Nel frattempo se vedi altre cose che non ti piacciono, dimmele pure. Ciao!
Mauro