Violenza antidonna? La fede direbbe no.
PER E POLIS sul 26 novembre 2007
Ieri giornata contro la violenza sulle donne.
Ogni violenza è orribile, quella maschile sulle donne lo è al doppio. Dicono che
“luogo” privilegiato ne è la famiglia. Sì, ma solo perché in famiglia passiamo
in genere due terzi della vita. Ma si può accusare la famiglia “fondata sul
matrimonio” di essere come tale la causa principale della violenza contro le
donne? Non pare proprio. Quante donne subiscono violenza dal “compagno” o “amico
di turno”, “ragazzo”, “fidanzato” o “spasimante” più o meno ufficiale? Non si
evita la violenza sulle donne scardinando la famiglia e mettendo sullo stesso
piano del “matrimonio” ogni tipo di coppia più o meno stabile, etero o omo che
sia. Dire che “Dico” o “Cus”, non si limitino a tutelare i diritti delle
persone, ma in alternativa al matrimonio diano valore istituzionale alla
semplice coppia di fatto diminuirebbe le violenze maschili sulle donne è dire il
falso.
La radice di quelle violenze è profonda, perché tutte le culture purtroppo hanno da sempre valenza maschilista e antifemminile. Ricordo qui che nella Bibbia la prima colpa risale ad Eva, col serpente e la mela, ma il mito greco tirava in ballo Pandora e i serpenti, e la leggenda omerica Elena e ancora la mela. L’antifemminismo è radicato nei millenni. Ci vorrebbe, se ci fosse spazio, un’antologia di testi mesopotamici, ebraici, greci e latini precristiani, e poi non solo cristiani, ma anche rigorosamente laici, p. es. da Voltaire a Marx, da Mazzini a Moravia: capiremmo quanto è profondo il male.
Ebbene: nella rivelazione cristiana originale la parola e l’esempio di Gesù di Nazaret sono eccezione assoluta. Il cristianesimo vero, quello fedele all’esempio di Cristo, ha costituito nei secoli la vera origine della liberazione delle donne. Basterà guardare, dai Vangeli, come Lui si è riferito alle donne, da sua Madre alle peccatrici che ha salvato e consolato. I suoi discepoli, uomini con i loro limiti, fino ad oggi, hanno talora ripreso i cattivi usi dell’antifemminismo di principio, abusando anche della religione, ma se lo hanno fatto hanno tradito la genuinità della fede. Fin dal primo libro della Bibbia, del resto, l’immagine vera di Dio non è solo l’uomo-maschio, ma l’uomo e la donna: “Dio creò l’uomo a sua immagine somigliantissima: lo creò maschio e femmina…E vide che la cosa era molto buona!” E nella fede cristiana l’umanità è perfetta non solo in Gesù di Nazaret, ma anche in Maria, e il pegno della salvezza eterna non è solo Cristo risorto e asceso al Cielo, ma anche Maria assunta in Cielo con tutta la sua umanità femminile. Se i cristiani lo ricordassero di più, anche la violenza maschile sulle donne sarebbe un male meno dilagante. Non è poco.
GIOVANNI GENNARI
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