Chi ci rappresenta?

 

 

Una diatriba nella quale anche noi abbiamo corrisposto, sia pure con mezze frasi. Ma davvero noi Donne-contro-il-silenzio non chiediamo di essere rappresentate e di rappresentare nessuno tra loro. Per mancanza di dialogo? No, perché le tematiche che noi affrontiamo sono altre: Per noi il celibato dei preti interessa per le sofferenze che si ripercuotono sulle donne vivamente, pesantemente; e per il modo di essere nella chiesa. Certo ci piacerebbe che qualcuno rappresentasse il problema da parte dei preti, sposati o non, e assieme alle donne che si associano a loro. Ma siamo stanche di essere inglobate in contesti che ci vedono o adorate o ‘velate’. Per ora. Non escludiamo e non ripudiamo nulla, cerchiamo di camminare con le nostre gambe e accanto a chi, tra gli uomini, ha una mentalità davvero libera. Chiediamo scusa per le annotazioni che facciamo dietro ogni intervento. Ausilia Riggi, rappresentante di “Donne contro il silenzio”

 

 

 

Dialogo di gennaio 2008

 

Desidero comunicare una breve considerazione. Se non interessa, scusate.

Certamente i cattolici come noi sono divisi. Divisi nei mille rivoli della rete, divisi dalla distanza, divisi da quello che intendiamo per Chiesa. E questo è un problema serio.

Ma ciò che più mi preoccupa è quando qualcuno parla a nome di tutti. Allora penso che sia mille volte meglio il Vaticano, che sarà anche incapace di ascoltare, ma almeno è un autorità riconosciuta.

Io vorrei sapere quanta gente rappresenta uno come Milingo. O preti come P. o Sguotti. E poi, visto che rappresentano solo sé stessi, vorrei che qualcuno, possibilmente loro stessi, lo dicesse. Perché mi rompe terribilmente vederli in tv e sentirli parlare a mio nome.

Io in tv non sono invitato e non ci tengo particolarmente, però non voglio che qualcuno che non conosco e di cui non condivido le idee si faccia mio portavoce per il solo fatto che qualche emittente lo ha chiamato.

La tv appiattisce, omologa, rende tutto bianco e nero, buono e cattivo, giusto e ingiusto. Ma la realtà è più complessa e semplificandola all’estremo non le si fa un gran servizio.

Una tv che parla nelle ore di punta del libro di don Sante Sgotti e non fa mai il minimo riferimento ad un movimento come Noi Siamo Chiesa che raccoglie 2 milioni e mezzo di firme per il rinnovamento della Chiesa, non fa un gran servizio. Usa le nostre miserie per tirare a campare. E noi non dobbiamo stare a questo gioco.

Quando qualcuno organizzerà un Vaffa day sull’informazione religiosa?

Scusate, ma oggi mi sono alzato storto…

Mauro Borghesi

 

Condividiamo: “D. C.”

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Carissimi Ernesto e Mauro,

Certo che il vostro appello interessa tutti ed anche me, tuttavia non farei grossi problemi se qualcuno parla anche a nome di tutti e se non riusciamo ad esprimerci all'unisono (e con più efficacia). Mi spiego.

Che Milingo, don Sguotti e P. parlino anche a nome nostro (dei preti sposati italiani) non ci si  può far niente per contrastarli sul piano giuridico (l'hai spiegato bene tu Ernesto), e allora... ma sì, che parlino !

Con un po’ di realismo, con un po’ più di cinismo, io lascerei che sparino le loro cannonate maldestre...; qualche bersaglio lo centreranno, qualche buco nella siepe faranno in modo che poi passiamo anche tutti noi. Non potrebbe darsi che con tutti i nostri discorsi ben fatti, noi facciamo solo solletico ?

 Quello che ci sarebbe da fare, sarebbe che tutti i gruppi e i movimenti fossero uniti e dicessero la loro, marciando (e colpendo) uniti, per farsi sentire così con più autorità. Sarebbe opportuno, ma, ritengo io, non necessario: ogni gruppo esprime la sua vitalità, dice quanto macinato all'interno tra i vari componenti, lo dice in modo proprio e con originalità.

 E se proprio si vuol fare un discorso comune su un dato argomento, qualcuno proponga un comunicato a tutti gli altri, domandando sottoscrizione ed osservazioni. Ad esempio, come sta facendo il sito Dialogo a proposito del razzismo.

 Pur evitando argomenti scottanti (la Messa di don Sante e Milingo a Padova chi rappresenta? Cosa diciamo?), veniamo all'argomento del giorno, i fatti dell'università Sapienza.

Chi si prende la briga di fare un comunicato che raccolga quanto detto da voi due per e-mail (non ancora nel sito, mi sembra) con il Comunicato di Noi siamo Chiesa (E' giusto che Benedetto...), con il Comunicato delle Comunità di Base (Superate tutte le caste..), con il testo redazionale del Dialogo (Inquietudine per la verità..), con il pezzo in argomento del sito Chiesaincammino (Due papi e la Sapienza-uno all'inferno) ?

Quanto lavoro ci vorrebbe! e lavoro di limatura e di diplomazia:la sostanza pressappoco è la stessa, ma le sfumature sono diverse, ma i toni soprattutto sono diversi (i toni ! così cari ad ogni gruppo!).

Una chiacchierata per dialogare e, se volete, per sottolineare quanto sia quello che ci unisce.

Un carissimo saluto a tutti, Giuseppe Zanon

 

Noi ci dissociamo dalle “cannonate maldestre”, accette se dette tra di noi per solidarietà con chi soffre, ma non, se sparate attraverso i media…”D.C.”

 

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Carissimo Giuseppe:

Sono in pieno accordo con te di lasciar che tutti dicano la loro; la libertà democratica ci deve essere ed è sacrosanta, ma che un individuo (magari anche senza un’organizzazione vera e propria alle spalle) si aut- proclami rappresentate di tutti … questo non e’ democratico, civile, e tanto meno cristiano.

Ecco il mio parere. Sul piano democratico, ognuno può dire quello che vuole, ma sul piano civile e mediatico, le cose sono e devono essere rimediate o si cade nel caos!

Saluti, Umberto Lenzi

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Vedo al volo questa mail di Mauro mentre sono impegnato in altre cose e debbo dire che ne sono felice. Nella mia mail a voi di qualche giorno fa volevo dire le stesse cose, anche se la mia riflessione era dettata più dall'amarezza che dall'incazzatura. Mauro è più giovane e fa bene ad incavolarsi, io ho smesso da un po'. Rimane il fatto che continuiamo a camminare divisi alla meta, come dicevo qualche giorno fa, e non riesco a trovare una soluzione.

Ogni tanto viaggio in Internet anche sui siti della cosiddetta destra cattolica. La settimana scorsa ho appreso che il papa ha ricevuto mons. Fellay è stato ricevuto da Benedetto XVI. Mia riflessione: un movimento del genere che ha fatto un casino infame negli anni postconciliari, che ha un capo che a suo tempo definì Giovanni Paolo II e l'allora card. Ratzinger gente che ha perduto il bene dell'intelletto, ha avuto udienza dal papa. Movimenti come NSC, di preti sposati ecc mendicano un'udienza da qualcuno ed è una grazia se ti ricevono.

Divisi alla meta è il leitmotiv che accompagna gruppi che camminano verso un sentire comune, ma non trovano un centro di coordinamento.

Prometto che penso a qualcosa di serio.

Ciao, Ernesto Miragoli

 

Non dimenticare che prometti, “D. C”.

 

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Cari Amici,

Il problema si presta molto ad essere dibattuto ma anche ad assumere iniziative per nuove proposte.....Vi ringrazio di avermi coinvolto e di non avermi escluso... anche se partecipo come laico, non insensibile a certe problematiche. Allora cari Ernesto, Umberto, Ausilia, Mauro (che non ho ancora il piacere di conoscere, ho fatto visito al tuo spazio che gestisci con Ernesto nel sito “Donne Così”... succoso, fatto bene... e rispettoso...), condivido in parte la vs indignazione che credo sincera, umanamente provocata e cristianamente ispirata.

Non ho però capito bene se il problema del primato o della rappresentanza, per noi e per voi, venga prima della necessità di dialogare in profondità, senza pregiudiziali, e della necessità di far chiarezza, in ogni modo.

Ho l'impressione che tutti parlino (io sono un po' fuori.....) perché non vi è un ascoltatore ufficiale autorizzato.... ma i veri interlocutori siamo tutti noi che dialoghiamo e partecipiamo alla vita di questo sito dialogato e problematico.

A volte mi date l'impressione di persone seriose, che dicono cose sagge, scrivono verità pesanti, raccontano storie non banali.... ma che si sono ritagliate i propri spazi mediatici, a cui siete rimasti attaccati e quasi vi sentite scippati se qualcun altro osa addentrarsi in sentieri che voi non avete percorso.

Penso che le lamentate incomprensioni di Ernesto siano sincere e di lunga data.... Ma che cosa hanno in comune le esperienze di Ernesto con la vicenda personale di don Sante? La modernità e il populismo mediatico ha contagiato molti.... Anche noi, anche voi.... Intendo dire: riuscire ad andare in TV, perché l'immagine mediatica raccoglie adesioni e consensi al contenuto di ciò che dico...., credere che l'immagine crei automaticamente adesione ai contenuti proposti.... Credo che sia un grande errore... .E qui sono d'accordo con Ernesto.... Allora chi da anni ha lavorato sodo e in silenzio per creare una visione alternativa?

Non riduciamo però il problema della rappresentanza, che per voi che siete  sulla breccia da tanti anni è certamente importante nella forma  e nei contenuti, ad una guerra tra poveri, che nasconderebbe in questo modo la eterna e sottile questione del primato...apostolico alla rovescia... cioè di chi deve sedere alla destra o alla sinistra... del Padre.

Mi sembra importante invece far notare ciò che dice Mauro e cioè che le adesioni al gruppo Noi siamo chiesa superano oltre due milioni... un dato oggettivo che si può citare e d è confortante, più delle sovraesposizioni del parroco di Monterosso di Abano Terme.....

Però, scusate: chi di noi ha raccolto il grande sfogo di lacrime di don Sante? Chi di noi ha stimolato alla pazienza evangelica anche il suo vescovo, che invece è in perfetta sintonia con il diritto canonico? Ho letto il Diario di Mazzolari: quante lacrime ha versato quel giovane.... Cosa che nemmeno immaginavo... Non possiamo esigere che i percorsi di ognuno siano tutti eguali..... sarebbe pazzesco..... e disumano.

Ma non per questo mi sento di buttare via alcune delle battaglie che forse in solitudine ha condotto: la politica dei soldi gestita dalle curie; le connivenze con persone senza scrupoli; (anche se non vogliamo ignorare le case a lui intestate, e cc. ecc.); la questione della gestione del seminario di Tencarola e altro. Quindi non fermiamoci all'immagine mediatica ma andiamo oltre. Giuseppe faceva notare che certe parti del libro sulla formazione nei seminari è tutta da valorizzare....Non importa se non vi siano grosse novità rispetto a quello che voi avete già detto e scritto... L'importante è salvare il dialogo a tutti i costi....... "veritatem facientes in charitate".... Non ricordo più dove l'ho presa.....

Concludo con una proposta: perché non ci diamo da fare per allestire un altro incontro (a Maguzzano o altra ridente località), magari con Ernesto, Ausilia, Mauro, Giuseppe e Umberto, sempre nelle vesti di primi-attori e animatori responsabili. Di capacità ne avete da vendere..... ma anche con la presenza di don Sante, come fratello uditore alla pari, con diritto di parola....... Ernesto non guardarmi male....

Potrebbe essere un primo passo verso la ricerca di una maggiore unità....

Mi scuso per l'intrusione

Un abbraccio da Carlo Castellini

 

Grazie! Ma non sognare incontri idillici che ci sono sempre stati. Meglio usare l’aggettivo ‘costruttivi’ (come si dice a parole) “D. C”.