I l   b l o g   d a   l u g l i o   a   n o v e m b r e

Che cosa sarebbe la vita senza amore?
Il nostro sito tratta, direttamente o indirettamente questioni di cuore, in particolare quando l’amore configge con la “Legge” ecclesiastica. Trattiamo il tema, allora, nella sua complessità, risalendo ai principi.
Che cosa sarebbe la vita senza amore? Sarebbe vuota e senza significato. Nemmeno i travagli e le sofferenze possono rendere la vita insopportabile se c’è amore. Ma quante domande restano senza risposta:
• Chi può garantire che l’amore non possa essere illusorio, sia in noi stessi sia in coloro che ce lo danno? E qual è la differenza tra illusione e realtà nell’amore?
• Quale rapporto ha l’amore con le regole che governano il nostro vivere associato? Quale è la responsabilità etica di fronte a noi stessi? E’ proprio vero che l’amore ha sempre diritto di esprimersi in qualsiasi condizione?
• Come fare quando si è fatta la promessa o il voto di dare l’amore solo a Dio?
Descrivi, se vuoi, l’incantevole bellezza dell’amore….
Se credi, aggiungi altre domande. Ma non mancare di rispondere agli interrogativi proposti

 


 

Inviato da mairamelia il 05/10/07 @ 20:25 via WEB

Sono molto lieta di questo nuovo argomento che mi tocca nel profondo del cuore.... L'amore è tutto nella vita, ma quante domande e problemi e tormenti, fino al punto che liberarmi di un amore è stato per me una beatitudine. ma perché mi cerco gli uomini sbagliati.... e veramente non li cerco, ma mi capitano... Vorrei dire ora che ho fatto alcune esperienze che l'amore è incantevole  ma menzognero, non da quello che promette. si vorrebbe la felicità nell'amore, ma io o capito che la felicità deve essere duratura e l'incanto invece è passeggero. La legge? Forse può aiutare ad evitare colpi di testa, a raffreddare ciò che nell'euforia non si capisce, e l'euforia non la intendo come fragile innamoramento, parlo di amore. l'amore prima o poi finisce, e la felicità va trovata..... dove? Me lo dica qualcuno.sono la vostra amica Maira Amelia

 

Inviato da bruna.00 il 07/10/07 @ 22:28 via WEB

Io ho amato tanto e forse amo ancora, ma l'amore per me è un tormento. non posso spiegare bene la mia situazione con un prete che è un bambinone in quanto ad amare, sa fare e dire bene tutto, ma non sa amare. Amerà il suo Dio, ma le donne no. A me non ha detto mai di amarmi eppure m'incatena a sé e ci sta attento a non farmi fuggire come vorrei e non posso. L'amore negato? Sì, per me si tratta di amore negato, ma non ho voglia di confidarmi con questa o con quella, voglio la pace che non riesco a darmi, voglio trovare la capacità di amare un atro. Ma voglio anche restare legata, perchè sono come drogata, l'amore è irresistibile.... Dove fuggire? cosa fare' Vi saluto, Bruna

 

Inviato da Lea il 22/10/07 @ 20:24 via WEB

Scappa, per esperienza personale ti dico, scappa. Trovati degli interessi, incontra gente, dai energia al tuo lavoro, ma scappa ti prego da quell'uomo. Scappa perche' promettono e non danno, scrivono frasi d'amore e nascondono vacuita' ed egoismo, scappa perche' sono egocentrici e tu non sarai mai alla pari perche' sarai sempre e solo uno strumento mai una compagna di viaggio con la quale condividere, ma la giustificazione per quanto non sono riusciti a ottenere. Scappa ti prego il tempo passa e ti trovi come me, sola, abbandonata, senza poter piu' aver figli per averlo aspettato troppo, senza l'amore degli amici, senza qualcuno da amare. Scappa. Credevo di essere forte e di poter continuare l'intera vita a fare d'amante...mi paragonavo ad altre realta' che credevo peggioi...ma ora ti dico sorellina scappa Scappa scappa lo devi a te stessa, scappa. Non hanno mai incontrato Dio, ma solo l'effimero, cio' che chiamano Dio e' una banale e schifosissima ambizione di essere e di apparire. Sono inconsistenti, lunatici, inaffidabili, fragili, insicuri, incapaci di scelta, fanno scegliere agli altri, finche' sarai tu ad abbandonare perche' non ce la fai piu' e ti rendi conto di esser solo il giocattolino. Scappa sorellina scappa ti prego. Meglio sola ora che sola per tutta la vita come me. A me non resta che il dolore l'invecchiare in solitudine. Sei in tempo scappa!!!! Lea

 

Inviato da Anna il 13/10/07 @ 09:17 via WEB

Io ho amato un prete che che prendeva tutto e non dava niente. incapace di amare in modo personale, incapace di mettersi in discussione. Ho avuto il coraggio di lasciarlo quando mi sono resa conto che stava calpestando la mia dignità di persona. Io su quello non transigo! Anna
 

Inviato da Darianna il 13/10/07 @ 10:13 via WEB

Mi chiedo se possa avere un senso porre un limite alla infinitezza dimensione dell'Amore, come si può pensare che esso abbia una dimensione esclusiva e, quindi, capace di poter essere ristretto, definito, collocato, condizionato. Se l'amore, come io penso sia, è una scelta totale verso altro da noi, non ha possibilità alcuna di potersi condizionare o fissare. Esso esprime sostanzialmente la totalità della scelta che abbiamo fatto, la quale, per quanto non restringibile ad un solo "oggetto", si pone come una dimensione assoluta. Se l'amore è illusorio non è altro che la trasposizione su altri delle nostre aspettative e dei nostri desideri, cosa che scavalca totalmente la persona o l'oggetto verso il quale noi dovremmo fare la scelta, ma la scelta dettata e contenuta nell'amore è una scelta per la persona o oggetto che si sceglie, e non per noi stesse in modo diretto, poiché la felicità dell'altro da noi è la nostra felicità. Se questo non accade, non accade la scelta. Amare dio???? Ho sempre pensato che fosse dio ad amare me, e che ogni mio tentativo di risposta, non fosse altro che riconoscenza e rendimento di grazie. Bacio Darianna
 

Inviato da Elisa Merlo il 13/10/07 @ 14:59 via WEB

Che cosa significa "promessa o il voto di dare l'amore solo a Dio"? In che senso? L'unico modo corretto, pratico, realistico, ma anche possibile, di dare l'amore a Dio, è di rivolgerlo alle sue creature. Altro tipo di amore è pura illusione. Chiudersi, ad esempio, in un monastero; separarsi dal mondo, nell'illusione che il sacrificio (del tutto inutile) della propria vita, possa far piacere a Dio, è un gravissimo errore. Va contro la ragione, e va contro il Vangelo. Per chiarire meglio il concetto unisco una lettera pubblicata dal "Sole 24 Ore" ............................................ Il Sole 24 Ore 5 ottobre 2007 Clausura Gentile direttore, a Bisceglie un monastero di clausura è stato chiuso a causa dei litigi delle monache. Ma non sarebbe il caso di chiuderli tutti, considerato che l'istituzione della clausura contrasta con la ragione e col vangelo? Lo dimostra in modo chiarissimo un passo dell'Enciclica Deus caritas est di Benedetto XVI. Così, al n. 18:"Se però nella mia vita tralascio completamente l'attenzione per l'altro, volendo essere solamente «pio» e compiere i miei «doveri religiosi», allora s'inaridisce anche il rapporto con Dio...Amore di Dio e amore del prossimo sono inseparabili, sono un unico comandamento...un amore che, per sua natura, deve essere ulteriormente partecipato ad altri". Ora, è chiaro che l'amore per il prossimo tra le mura di un monastero è solamente pura astrazione: allontanarsi dal prossimo, separarsi da esso e "partecipargli" amore è contraddittorio. Del resto, basta ricordare la parabola del buon Samaritano (Lc 10,25s); una monaca di clausura non avrebbe alcuna possibilità di soccorrere il malcapitato percosso dai briganti, per il semplice motivo che non passerebbe mai per quella strada. Gesù, che si appartava solo per brevi periodi, non invitò nessuno a segregarsi per tutta la vita; invitò gli apostoli ad imitarlo: “Ecco: vi mando come pecore in mezzo ai lupi…” (Cf Mt 10,16). Elisa Merlo Risposta di Aldo Carboni "Il Papa conosce il mestiere suo e mi guardo bene dalla presunzione d'insegnarglielo.Del resto, non mi risulta che si diventi monache di clausura per via di una pistola puntata alla tempia. Scelgono quella vita in libertà, non infliggono danni a nessuno. E dunque: perché chiudere i loro conventi?". Replica di Elisa (che non sarà pubblicata ovviamente) Gentile dott. Aldo Carboni, è mia abitudine quando faccio un'affermazione, di portare almeno un paio d'argomenti a sostegno, altrimenti l'affermazione lascia il tempo che trova. La ringrazio quindi per avere pubblicato la lettera, ma mi spiace che, forse per ragioni di spazio, abbia tagliato quasi del tutto proprio quegli argomenti. Mi permetto una replica alle sue parole. La chiusura cui alludevo era un po' una provocazione; giacché non intendevo la chiusura materiale dei monasteri, che potrebbero benissimo essere trasformati in normali conventi, ma l'abolizione della clausura come istituzione approvata e voluta dalla Chiesa. E' sin troppo ovvio che una persona è libera di trascorrere tutta la vita in solitudine anche in una caverna, ma ciò che rimprovero alla Chiesa è di far credere ai fedeli che la clausura sia cosa ragionevole e conforme al vangelo; in qualche modo d'ingannare tante ragazze, le quali, non proprio libere come lei crede (è la verità che fa liberi), entrano in monastero persuase d'essere chiamate da Dio. E non sono poche quelle che si pentono, ma non hanno il coraggio di tornare indietro. Ed ora le chiedo un piccolo sforzo d'immaginazione.Torni indietro di qualche secolo, faccia finta di trovarsi in una piazza gremita di gente che sta assistendo alla morte sul rogo di una giovane donna. Immagini di percepire appena i fiochi lamenti, poiché la donna la voce l'ha persa durante le efferate torture. Ed immagini che io, che sono amica di Aldo Carboni e so che non mi tradirà, gli sussurri all'orecchio: "Come può il Papa permettere questo in nome di Cristo?" E Aldo: "Il Papa conosce il suo mestiere...". Capisce? Il fatto che la Chiesa abbia commesso gravi errori nel passato, non esclude la possibilità che possa commetterne anche nel presente, magari in nome di Cristo. Se c'è qualcuno che possa farglieli notare, ricorrendo proprio alla ragione ed al Vangelo, non è male. Non le sembra? Un saluto cordiale Elisa Merlo
 

Inviato da Daniele il 13/10/07 @ 19:10 via WEB

Sono un sacerdote che ho ricevuto l'amore di mia moglie e ho saputo continuare avanti con il sacerdozio. Ci sono quelli che si scandalizzano. Altri vedono un modello del nuovo metodo di abbracciare la responsabilita' della famiglia e di una comunita'. Daniele
 

Inviato da Anonimo il 15/10/07 @ 12:52 via WEB

Allora, prima di tutto chiarisco che io sono rompi per natura, e c’è qualcuno che gestisce il sito che bene lo sa. vorrei quindi precisare che queste domande si esprimono in un contesto fortemente generale e rischiano di essere banalizzate. Se non avrò l’amore non sarò niente, ma l’amore è quello che tutto sopporta, tutto spera e tutto perdona. Nessuno ci dà la garanzie, l’amore è gettarsi in un burrone e sperare che gli angeli ti sollevino, non è un contratto o un calcolo matematico. Sicuramente stima, innamoramento, affetto, amicizia lo precedono, e solo dopo aver superato queste fasi si può pensare ad amare... affrontare insieme difficoltà, darsi l’un l’altro. Mi chiedo, visto che Dio ha creato uomo e donna insieme (c’è un bellissimo brano di Ildegarda che esprime l’innamoramento di Adamo nel suo sonno quando Eva fu creata) che senso ha dividerli e condannarli? L’amore ha il diritto di esprimersi sempre? Questa è veramente una domanda troppo generica. E problematica, almeno in questo momento. Se lo sapessi non vi avrei mai contattato. Non se offende, non se tradisce, non se è fine a se stesso... ma queste cose non sono dell’amore. E l’amore per l’altro è in misura di quello per se stessi. ‘ama il prossimo tuo come te stesso’ non di più, non di meno. Secondo me però l’amore, quello vero, non offende, anche se può bruciare gli occhi a chi ti sta intorno, anche se ti calunniano, anche se il mondo è rozzo e ignorante. L’amore solo a Dio mi sembra già un controsenso. L’amore parte sicuramente da Dio, ma è diffusivo di sè. Se amare solo Dio significa escludere gli altri non è amore, è una forma di egoismo anche verso l’Altro. Ma sarà che non aveva amici Gesù? E non li amava? Mi pare di averlo letto sul Vangelo. Il nostro essere esseri umani è essere-in-relazione con l’altro. Io mi riconosco, mi delimito quando scopro che c’è qualcun altro che non sono io ma sei tu. Vabbè... non so se ho risposto... vediamo...
 

Inviato da Ritanna il 16/10/07 @ 09:22 via WEB

Nel commento precedente c'è una confusione di fondo, La legge dell'amore iscritta nel nostro cuore ha sue regole al di là delle regole "normate", ma sempre ha delle regole al suo interno (non posso, ad esempio, in nome dell'amore, esprimere atti possessivi per amore, non posso seguire contmporaneamente altre attrazioni amorose eccetera). Altra cosa è parlare delle regole ecclesiastiche, altra ancora è ritenere che l'amore uomo-donna sia al di sopra di ogni idea di amore celibatario: così facendo si fa un'inversione, si passa dall'assurda pretesa della superiorità del celibato sul matrimonio all'assurdità opposta.... Vogliamo fare una cosa seria? Prendano in mano l'argomento i partecipanti attenti e lo spezzino in varie sottospecie. Che ne dice il rompiscatole, non meno della rompiscatole che scrive? Ritanna
 

Inviato da Anonimo il 16/10/07 @ 11:10 via WEB

E' questo che intendevo con confusione, era voluta. Ritanna scrive: "non posso, ad esempio, in nome dell'amore, esprimere atti possessivi per amore, non posso seguire contemporaneamente altre attrazioni amorose eccetera," ma queste cose non fanno parte dell'amore. Almeno non come lo intendevo io. Nessuno mette in dubbio che ognuno possa esprimere la sua chiamata all'amore come meglio crede. E le regole eclesiastiche non c'entrano molto. Ogni uomo decide per la sua vita, si mette in gioco. Se i preti non lasciano la Chiesa è colpa delle scelte di ognuno di loro. Le donne continuano a difenderli, mettendo a giusta posta il fatto che soffrono di pressioni e sensi di colpa, ma la scelta è responsabilità del singolo individuo. Sul fatto che poi magari non siano persone responsabili anche perchè non sono educati ad esserlo non mi esprimo, non ho la competenza sufficiente per fare un'osservazione critica di questo tipo. Per quanto riguarda il commento di pochi minuti fa suggerirei il dialogo per la comprensione del problema e non il giudizio spiccio.
 

Inviato da Anonimo il 17/10/07 @ 10:23 via WEB

Ma perchè fermarsi alle parrocchie? Perchè ci si ostina a guardare solo ciò che si sbatte sul naso? Perchè se si vuole una spiritualità più adulta non si frequenta un corso? Non si prova a frequentare anche un'altra comunità? A me non piacciono i commenti senza proposte. Pane al pano e vino al vino, ma anche volontà e impegno. Anch'io ho visto cose orribili nelle parrocchie, anzi, certe volte nei momenti di scoramento dico che le Arpie donne e compagnia bella (o brutta, direi)sono i peggiori nemici della Chiesa. Ma io mi sono sempre sentita parte di qualcosa di più grande di una semplice parrocchia o di un gruppo di persone, per quanto nutrito. Probabilmente in questo sono fortunata. Ma, mi chiedo, e forse qualcuno può rispondermi, se non si opera da dentro, come si fa a migliorare le cose?
 

Inviato da Arrabbiatissima il 17/10/07 @ 19:37 via WEB

Ci sono solo donne in questo blog che scrivono. L'ennesima prova che i reverendi giocano in doppio ruolo e a loro di parlare, non va proprio, stanno bene al caldo con tanti privilegi. Ogni tanto forse il problema pure se lo pongono credo ma, perche' distrbare la coscienza? In fin dei conti non lasciano. Non e' forse quello che la Chiesa si aspetta? Faccian pure tutte le esperienze, l'importante e' che ritornino a casa. Su questo la Chiesa non si smentisce, e' proprio femmina! Le donne accettano sempre i mariti che tornano. Di amore, mie care amiche, ne vedo anche io molto poco. Siamo alla schizofrenia piu' palese. Quanto e' bello stare con le chiappe su due sedie! Arrabbiatissima
 

Inviato da Ritanna il 17/10/07 @ 22:20 via WEB
Cara arrabbiatissima e cari tutti, anche i rompi, ai quali però dico che non capisco il gusto di questo parlare per sfogo di... "non so definire". E poi non si vogliono i toni assertivi! Certo, chi è vuoto-dentro non ha niente da asserire tranne che cretinate e... porcate. Ma perché non affrontare seriamente un tema così interessante come l'amore? Si vuol capire che altro è l'amore, altro il sesso-per-il-sesso? I preti sono sballati in questo? Che i disoesti se la vedano con la loro coscienza. Ci sranno pure gli onesti. O sappiamo vedere soltanto con gli occhi pieni di fango? Si facciano avanti persone serie, da non scambiare con seriose. Ritanna
 

Inviato da Anonimo il 19/10/07 @ 10:12 via WEB

Vorrei dividere con voi un’esperienza non mia che però mi ha fatto più male ancora di quanto la mia non stia facendo. Una ragazza e un frate si erano sposati in comune. Innamorati, felici. Non si erano sposati per senso del dovere, non c’erano figli in arrivo, solo, semplicemente, si amavano (almeno così credo). A lui hanno rotto le # # # # # così tanto che alla fine (tre questo, non si trovava lavoro e altri casini) lui è tornato dentro. E posso assicurare che adesso non lo trattano bene, lo hanno sbattuto in capo al mondo e lo trattano come un lebbroso. Quanto mi ha fatto piangere questa storia... Ringraziando il cielo la mia è un po’ diversa e si sta evolvendo. Comunque ok, io mi sarei fatta venire un esaurimento che avrebbero dovuto vendere Piazza San Pietro per risarcirmi... però... come si fa ad aiutare? A chi ci si deve rivolgere?

 

Inviato da Ritanna il 21/10/07 @ 05:59 via WEB

Ma chi descrive in questo blog l'incantevole bellezza dell'amore? siamo tutte disperate? io posso dire che nella mia vita ho COSTRUITO l'amore giorno per giorno. Non che non abbia sentimenti e l'entusiasmo nell'amore, ma ad esso ho aggiunto il senso di responsabilità perchè voglio una famiglia. Lo so che questo linguaggio oggi è fuori moda, ma è questo amore solido che bisognerebbe ritrovare nella società nostra decaduta nei costumi. Fa pena sapere che ci sono preti disonesti, ma a me come donna dispiace che le donne non portiamo avanti la campagna dell'amore dignitoso, forte, vissuto fino in fondo, eterno. I preti lo predicano e noi lo vogliamo testimoniare nei fatti. Ricordate, care ragazze innamorate di un prete che dovete "evangelizzarli" voi con la vostra onestà. Ora che ho detto la mia, scagliatemi addosso le pietre, ma io vi parlo di realtà possibile non di inseguire sogni a tutti i costi... Sono la vostra amica Ritanna

 

Inviato da Lulaby il 21/10/07 @ 08:26 via WEB

per otto anni ho cercato, com edici tu di dargli la mia fede la mia fiducia nella famiglia. Visto che lui era lontano, mai ho osato usire con gli altri, nemmeno con gli amici. Ho rotto qualunque ponte per manifestargli l'amore quello Vero, fedele, presente anche nell'assenza. Per otto anni i miei sabati e le mie domeniche erano a casa a continuare a studiare o a lavorare come una disperata, perche' lui vedesse che nessun'altra poteva sopportare tanto....A cosa e' servito? Solo a darmi il ben servito perche' lui ha altro da fare ... Mi spiace, all'amore che evangelizza delle donne ci credo, ma e' nell'uomo che io non credo...Maledetto l'uomo che confida nell'uomo. Lulaby

 

Inviato da Ritanna il 21/10/07 @ 15:41 via WEB

Non puoi immaginare quanto le tue parole fanno presa in chi legge. Sì perchè l'amore sia bello, è necessario essere in due a volere la stessa cosa. Non sei sola ad avere una simile amarezza, e... capita anche agli uomini avere simili delusioni. Ma il tuo caso va tenuto presentissimissimo per sostenere con dignità e fermezza massima che un celibato che si prende gioco delle donne è colpa grave. Ti prometto che io impegnerò la mia vita perché questo passi nell'opinione della gente, nella mentalità degli ottusi anche se credenti, nell'orizzonte di chi difende dall'alto, nella chiesa, tale obbligo senza tener conto delle donne. Come si può tenere in bilico una donna per otto anni? Scrivimi dal sito, ti prego, e ti risponderò personalmente anche per telefono. maè anche ora che le donne ci svegliamo, non sottostando ad una simile schiavitù.Ciao, Ritanna

 

Inviato da Anonimo il 21/10/07 @ 16:28 via WEB

Cara Ritanna, non ti parlero' nel sito ne' per telefono. Mi conosci gia'. La mia rabbia e' passata, rimane passami il termine, l'incazzatura per il fatto che molte donne ci ricadono. Il maschio e' infedele e promiscuo di suo. Vi siete mai chieste perche' una donan riesca a essere amante, sorella, moglie, lavorare, fare 10.000 cose diverse, mentre all'uomo viene sempre chiesta l'esclusivita' per quello che fa? Credete che i prelati non sappiano di non poter competere con l'elasticita' della donna nei confronti della vita? Certo che lo sanno, e' per quello che esiste il celibato, non riuscirebbero a gestire nemmeno quello da soli...infatti ci sono le povere stupide delle suore che fanno le serve dei preti. A volte con questi volti illuminati quando vedono il prete e " oooooohoooohh padre....", sempre pronte a riverirli. Scusate se carico il tutto, ma mi fanno proprio schifo. I nqeusto momento la mancanza di umilta' da parte della Chiesa di farsi aiutare dai laici e' orrenda e per niente pedagogica. C'e' stato un momento in cui si e' chiesto l'aiuto dei diaconi perche' i preti potessero pregare, e farsi aiutare nelle altre funzioni ? Perche' ora non hanno coraggio di dire: Formiamo i laici per essere dei servitori della Parola con noi, facciamoci aiutare a capire perche' la tanto famigerata famiglia si e' sfasciata!". Finche' non ci sara' piu' umilta', dolci signore che scrivete in questo sito....gli uomini vi faranno vedere in ogni modo che son solo loro gli artefici e i promotori della VERITA'...Se non e' bestemmia questa!!!! Comunque mi sono rotta di stare ad ascoltare tutto questo, davvero molto. Non lavorero' per questo schifo di Chiesa se non in modo personale, nel lavoro che faccio e secondo Cristo. Mi fan schifo i preti. Mi fa schifo vederli all'altare perche' so quanta merda c'e' dietro...Mi fan schifo quando fanno i sermoni siulla famiglia e poi si scopano una donna, senza dare ad essa la stessa valenza alla quale da' a quelle donne che sposate e con figli gli leccano il culo per avere cedrti privilegi. Mi fan schifo schifo schifo schifo
 

Inviato da Ernesto il 22/10/07 @ 13:05 via WEB

Ho visto il blog. E' un modo per comunicare in rete. Pongo qualche domanda. Perchè molte donne tacciono e si ritirano quando una storia con un religioso finisce e non denunciano la cosa ai superiori di costui? Perchè molte suore sanno di essere sfruttate e tacciono? Di che cosa queste donne hanno paura? Grazie. ciao ernesto

 

Inviato da Stefania il 22/10/07 @ 17:55 via WEB

Ernesto, scusami, cosa significa denunciare? Secondo te avrebbe senso andare a parlare col superiore di costui? E per dire cosa? Guardi signor superiore che il signor tizio ha avuto una storia con me, ma, siccome poi è scappato via, allora vengo a raccontarlo a lei.E perché? Perché prenda provvedimenti nei suoi confronti? Cioè una vendetta... Io francamente non ritengo che questa sia una cosa sensata. Se c'è una cosa che il prete/religioso teme più della morte è che la cosa esca fuori. Questo è certo. Ciò che secondo me noi donne non dobbiamo accettare è il silenzio, scelto di proposito per "non danneggiare lui" o magari imposto. Questo non significa fare volantinaggio, intendiamoci, ma se veramente nessuna di noi si sente in colpa per provare amore per un prete, non c'è motivo di tenere nascosta questa cosa, magari condividendo con gli amici fidati. Esattamente come si farebbe per ogni altra storia d'amore. Anche noi possiamo e dobbiamo cominciare a vivere queste storie in modo "normale", sottraendoci al ricatto del silenzio e finendola di sentirci in colpa per aver tentato il sacro, che sacro non è. Stefania
 

Inviato da Anonimo il 23/10/07 @ 10:03 via WEB

Ciao Lea, Ciao Ernesto, ciao tutti, io sono l'amante (quell'altro termine non riesco a scriverlo, sorry) del prete, almeno del mio. Non mi ci sento, ma tra me e me dico sempre che sarò bruciata viva a campo dei fiori. Non lo denuncerei mai. Non denuncerei facendolo il suo modo di fare, ma la mia rabbia verso la sua inettitudine. La domanda è un'altra, un uomo, o degli uomini, che sanno mentire così bene, sanno vivere i loro problemi con simile 'tranquillità' (tra virgolette perchè in molti casi è solo facciata, e un dolore forte, e non va assolutamente sminuito), sono veramente consapevoli di ciò che stanno facendo? e se anche un vescovo li richiamasse, mi pare ovvio che non farebbe niente, se non mettere tutto a tacere ecc... Nemmeno i vescovi, o altri vogliono che queste storie escano fuori, e tutti lo sapete meglio di me. O quanto me. Lui verrà allontanato nel migliore dei casi, e poi? Poi niente. La cosa che però non vedo è la responsabilità nei confronti della donna che si ama. O che si sostiene di amare. (io non credo che lui mi ami, per esempio, è difficile da accettare, ma l’amore non è fatto di parole) E mi chiedo, anche alte sfere, ecc..., possibile che non si rendono conto che si tratta di un problema grave? Educare alla responsabilità le persone che dovrebbero exducere (educare e condurre) il popolo di Dio? O anche se dovrebbero stare in mezzo, non vi guardano tutti come un riferimento? E con tutte queste belle parole sulla famiglia, insabbiare il fatto che un uomo si prenda gioco dell’amore di una donna non è...? Non so, ditelo voi cos’è, perchè a me fa solo tanta rabbia.
 

Inviato da Anonimo il 23/10/07 @ 17:07 via WEB

Sono appena andata a trovare la mia migliore amica. Pesa 39 Kg. Non e' rimasto nulla della donna bella, attiva, colta, che ti colpiva per gli occhi luminosi e innamorati, verdi come l'acqua del mare, profondi, accoglienti. Si sta lasciando morire per il suo grande amore, per il prete che dopo molto anni, ad un passo dalla scelta se n'e' andato. Che cos'e' rimasto di quel cervello e di quel corpo che lasciava affascinati? Nulla. Di lei e' rimasto un respiro debole. Nemmeno gli alunni che l'hanno amata riescono a riportarla alla vita. Questa e' la testimonianza di un grande amore. La voglio ricordare bella e felice quando parlava di lui "Sai verra' qui", con i suoi occhi sgranati pieni di passione "L'ho gia' detto ai miei, c'e' voluto tanto coraggio ma mi han capita, siamo pronti ad accoglierlo". E poi la disperazione che voglio dimenticare. Ricordatela nelle vostre preghiere
 

Inviato da Marco il 23/10/07 @ 20:22 via WEB

E' la prima volta che entro e pure per sbaglio in questo blog. Qui piu' che storie d'amore vedo tragedie. La storia qui sorpa mi fa pensare che voi donne DOVETE DENUNCIARE! NON E' AMORE! Marco Trieste

 

Inviato da Emi il 24/10/07 @ 23:29 via WEB

L'Amore muove e fa muovere tutte le cose. E' possibile circoscrivere in un dettato canonistico una realtà che nulla può racchiudere? La negazione di amare con tutta la complessità del proprio essere una persona non conduce che ad un'atrofizzazione di se stessi e ad una aridità sostanziale. Come possiamo annunciare con parole vissute che Dio è Amore? Solo chi vive l'Amore può essere testimone dell'Amore. Emi

 

Inviato da Ritanna il 25/10/07 @ 16:56 via WEB

Si è atrofizzati nell'amore quando non si impara ad amare per davvero, e cioè assumendo l'altro nel proprio cuore e nella propria vita. ma eviterei di generalizzare, negando che si può amora nella verginità vissuta per e con tanto amore. Questa negazione è riduttiva e fa torto alla richiesta di celibato opzionale, tanto da non saper vedere più in su del nostro naso. che ne pensi, Emi? Hai sperimentato certamente la possibilità di amare indipendentemente dall'avere un partner. rispondimi, se credi. Ritanna
 

Inviato da Joelle il 26/10/07 @ 10:16 via WEB

Io non assolutizzerei. Penso sia possibilie amare anche in una condizione celibataria a patto che sia una scelta veramente libera, ossia la persona sia veramente portatrice di questo carisma. Durante la trasmissione su raitre COMINCIAMO BENE, mi ha colpito la solita lista di definizioni da manuale esposti dal monsignore. Eppure esistono preti celibi che si esprimono differentemente. Hanno scelto la vita celibataria perchè ne sono portati e, cosa importantissima, si sentono gioiosi in questa condizione. Qundi, niente sacrificio per un alto ideale, ma una condizione vissuta pienamente e che li realizza. Questa credo sia la differenza tra un celibato subito e che porta a condurre una doppia vita, e un celibato autenticamente scelto (senza lavaggio del cervello, e strategie seminariali per sublimare ciò che è connaturato). Joe
 

Inviato da Emi il 26/10/07 @ 21:42 via WEB

L'Amore tra le sue descrizioni infinite dovrebbe avere anche quella dell'essere imprevedibile. L'Amore ti può sorprendere, ti può trovare impreparato e ti lascia a bocca aperta in quanto scardina qualsiasi progetto che pensavi avessi per la tua vita. Il prete che incontra l'amore per una donna senza dubbio resta sorpreso e non è certamente preparato a questa novità che è pur sempre lo stesso Amore che prima lo aveva attratto verso una vita di esclusiva e totale dedizione a Dio. Ma è sempre lo stesso Amore che supera ogni legge che, in quanto legge, nella sua staticità non può contenere la dinamicità e l'imprevedibilità di ciò che non si può circoscrivere. Emi
 

Inviato da Ritanna il 27/10/07 @ 14:57 via WEB

Prendo questa bellissima testimonianza da "Uomini in cammino" delle comunità di base di Pinerolo: L’AUTORITA’ PER ME Vorrei dire una cosa che mi è tanto difficile mettere in parole quanto mi è facile vivere. Ci provo. Penso spesso a “quale autorità riconosco per me”, perchè sollecitato non solo da letture di donne che narrano le relazioni tra loro, ma anche, e soprattutto, frequentando gruppi di donne e uomini che si interrogano sulla differenza di genere. Io riconosco, da molti anni, l’autorevolezza delle donne del femminismo. Con gioia e gratitudine. Con la consapevolezza che sia conveniente, per la vita del mondo, riconoscerla e praticarla. Non solo: credo con profonda convinzione che, in qualunque modo chiamiamo “l’altro mondo possibile”, la strada per realizzarlo passi, anche per noi uomini, dal riconoscimento dell’ordine simbolico della madre, con tutto ciò che questo significa, in particolare: amore e rispetto, compassione ed empatia, convivialità delle differenze, ascolto e perdono, ecc... Ma l’autorità! Quando abbiamo pensieri diversi, accettare il loro perchè sono donne...! A una pratica simile resisto, spontaneamente convinto: le ascolto e rifletto, leggo, interrogo, rimugino... e, soprattutto, parlo con lei, mia moglie Carla, perché è l’unica donna che incarni l’autorità che riconosco per me. Perché la relazione con lei mi ha fatto incontrare la felicità, frutto di un cammino appassionante, faticoso e bellissimo, fatto di quotidianità condivisa, di percorsi di vita, di letture e di pensieri costantemente scambiati, confrontati sempre: sui sentieri delle Alpi o tornando a casa da un incontro di comunità o dal gruppo “differenza”. Quello che penso e scrivo ha bisogno del suo consenso. Degli altri e, soprattutto, delle altre ho bisogno di conoscere il pensiero, ma mi basta la possibilità di far convivere i miei pensieri accanto ai loro, in uno scambio di ascolto e parola continuo, consapevole, sempre arricchente... Ma i suggerimenti di Carla, i suoi dubbi, le sue attenzioni, sono imperativi per me. Posso dire o scrivere cose poco ortodosse, non allineate... cose che mi attirano critiche e anche rifiuti... ma il mio pensiero libero ha bisogno di incontrarsi con il suo e dal suo farsi contaminare, illuminare, stimolare, mettere in crisi... Perché di lì passa il sentiero della mia felicità. Ecco: la “verità per me” appartiene al percorso della mia felicità. In altre parole: se sono un uomo così felice, credo che ci sia del buono nel cammino di vita che ho fatto finora. E in questo cammino lei mi è madre, sorella, amica, guida. In questo senso la felicità mi sembra un criterio valido per misurare questa “bontà”, il paradigma con cui testare i miei pensieri e le mie pratiche. In loro (Carla e la felicità) ho incontrato altre donne del femminismo e ho imparato a riconoscerne e apprezzarne l’autorevolezza. E vorrei che fosse così per ogni uomo... sarebbe un guadagno incommensurabile per ciascuno di loro, per la vita e per il mondo. Ma l’autorità, quella che àncora la “verità per me” alla felicità, è lei. Carla leggerà queste parole e le pubblicherò solo se mi darà il suo consenso. Beppe Il mio grazie, Ritanna
 

Inviato da mairamelia il 05/11/07 @ 15:51 via WEB

Mi vado convincendo ogni giorno dippiù che le donne siamo accanite nell'amore, è una cosa che può essere bella o brutta. Bisognerebbe che non ci lasciassimo emarginare accettando di fare le........ amanti dei preti. Bisogna resistere resistere resistere. Oppure amarli tanto sapientemente da farli decidere a non stare con due piedi in una scarpa. ci va di mezzo la nostra dignità, provo compassione per quelle che si arrabbiano e se la prendono con questo o con quello. Facciamoci forza vicendevolmente, l'amore è bello, ma l'amore non si svende!!!!!!!!!!!!!, Maira Amelia

 

Inviato da Anonimo il 08/11/07 @ 17:44 via WEB

Basta con queste poesie d'amore zuccherose e senz'altro vere ma...ragazze svegliatevi I nostri preti non ci vogliono e' ora di vedere le cose in faccia, Non ci vogliono. Li amiamo ma la vita potra' offrirci di piu' del loro solipsismo e della loro incapacita' di donarsi. Liberatevi. A me ha fatto un grande bene. Per quanto lo ami, io valgo molto di piu'

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