

Madre dell’Amore, /mostraci / il volto del tuo Figlio,
forma in noi / un cuore simile al Suo, / affinché la nostra vita
irradi la Sua grazia; / porti il Suo messaggio / di amore, di pace, di letizia;
doni speranza, / ad ogni cuore, ad ogni famiglia, / al mondo intero
Madre dell’Amore, intercedi per noi.
Per Natale
In questa notte scura,
qualcuno, nel suo piccolo,
è come quei “LAMPADIERI” che,
camminando innanzi,
tengono la pertica rivolta all’indietro,
appoggiata sulla spalla,
con in cima il lume.
Così, il “lampadiere” vede poco davanti a sé,
ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri.
Qualcuno ci prova.
Non per eroismo o narcisismo,
ma per sentirsi dalla parte buona della vita.
Per quello che si è,
credi.
Tom
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sereno
Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle
Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo
Mi riconosco
immagine
passeggera
Presa in un giro
Immortale
Giuseppe Ungaretti
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Finché una luce senza margini d'ombra illumina l'oscurità del tempo
risale ad uno ad uno i suoi tornanti
e m'accorgo di te entrata nella mia vita neppure mi chiedo da che parte e
e se lo sei o se invece non sei
su dalla sua profondità di notte in notte affiorando
- Che farà qui - mi dico mentre splendi
e sorridi un sorriso anche mio - forse
veglia su di me. Forse affina da sempre il mio pensiero
occupato da troppe cose e monco –
e ti guardo come sei, già nota sebbene mai prima d'ora veduta
e stupisco che l'amore abbia questo volto interno.
mario luzi
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Getta via le formule e le lampade,
E di ciò che tu scorgi nelle tenebre
Dì che è questo o che è quello,
Senza usare i vocaboli corrotti.
Come potrai avanzare in quello spazio, Se dello spazio ignori la follia,
Se ne ignori le allegre procreazioni? Getta via le tue lampade. E che nulla
Sia tra te e le parvenze che tu assumi Quando alle cose si rompe la crosta.
Tu così come sei? Tu sei te stesso. Ma ti sorprende la chitarra azzurra.
wallace stevens
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Quando le luci si spengono –
poco per volta ci si abitua al buio
come quando il vicino, sollevando alto
il lume, sigilla il suo addio –
Dapprima - i passi si muovono incerti
nel buio improvviso –
poi - lo sguardo si abitua alla notte –
e senza incertezza affrontiamo la strada –
Ed è così nelle oscurità più fonde -
in quelle notti lunghe della mente
quando non c'è luna che disveli un suo segno -
quando non c'è stella che - dentro - si accenda –
E i più coraggiosi - per un poco brancolano –
e battono - a volte - dritti in fronte –
contro il tronco di un albero –
ma poi imparano a vedere -
E allora è la notte che si trasforma -oppure un qualcosa nella vista che alla Mezzanotte si conforma -
E la vita riprende quasi senza incertezza.
emily dickinson
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hiudi
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