Ci permettiamo aggiungere il nostro commento

A Il commento al Vangelo di Papa Benedetto XVI
Sin
dalle origini,
La
conversione non è mai una volta per sempre, ma è un processo, un cammino
interiore di tutta la nostra vita. Questo itinerario di conversione evangelica
non può certo limitarsi ad un periodo particolare dell’anno: è un cammino di ogni giorno, che deve abbracciare l’intero arco
dell’esistenza, ogni giorno della nostra vita... Convertirsi, che cos’è in
realtà? Convertirsi vuol dire cercare Dio, andare con Dio,
seguire docilmente gli insegnamenti del suo Figlio, di Gesù
Cristo; convertirsi non è uno sforzo per autorealizzare
se stessi, perché l’essere umano non è l’architetto del proprio destino eterno.
Non siamo noi che abbiamo fatto noi stessi. Perciò l’autorealizzazione è una contraddizione ed è anche troppo
poco per noi. Abbiamo una destinazione più alta. Potremmo dire che la
conversione consiste proprio nel non considerarsi i “creatori” di se stessi e
così scoprire la verità, perché non siamo autori di noi stessi. Conversione
consiste nell’accettare liberamente e con amore di dipendere in tutto da Dio,
il vero nostro Creatore, di dipendere dall’amore. Questa non è dipendenza ma
libertà.
Udienza generale del
21/02/07 (© Libreria Editrice Vaticana)
B Il nostro commento
Desideriamo che la nostra conversione sia profonda e che, nello
stesso tempo, sia intenzionalmente rivolta, oltre che a renderci più fedeli
alla sequela Cristi, ad auspicare la fecondità espansiva nell’annuncio della
Buona Novella. Ci sentiamo UNUM col
mondo intero, e non possiamo indugiare a pensare alla nostra “salvezza”, senza
sentirci coinvolti con le sofferenze atroci che colpiscono i poveri della
terra, e senza aspirare a quella comunione ecclesiale che renda
visibile sulla terra la presenza del Cristo povero, amante dell’umanità fino al
punto di far suo, senza esclusione di sorta, ogni essere umano, figlio di Dio.