Per saper rispondere a chi obietta, ma soprattutto
per FARE
SEMPRE MEGLIO
Senza
le scuole paritarie lo Stato spenderebbe 6 milioni di
Euro in più
Rapporto
dell’Agesc sui costi della scuola pubblica e di quella paritaria
ROMA, martedì, 16 ottobre 2007 (ZENIT.org).- L’Associazione genitori delle scuole
cattoliche (Agesc) ha appena
pubblicato un Rapporto da cui risulta che le scuole paritarie, oltre a
contribuire al progetto educativo, fanno risparmiare allo Stato sei milioni e
duecentomila Euro.
Contrariamente a quanto si pensi, infatti, per lo
Stato i costi delle scuole paritarie sono inferiori a quelli delle scuole
pubbliche.
Il rapporto dell’Agesc prende in esame gli stanziamenti concessi alla scuola
paritaria in un arco di tempo che va dal 1996 al 2006.
In base ai risultati, un bambino costa 6.116 Euro se va alla scuola materna
statale, mentre costa 584 Euro se va a quella paritaria; un alunno della
primaria statale costa 7.366 euro, contro gli 866 Euro della paritaria; uno
studente delle medie statali 7.688 euro, contro i 106 euro di uno studente di
una scuola media paritaria; così come uno delle superiori
statali costa 8.108 euro, contro i 51 Euro se va in una paritaria.
Secondo i calcoli pubblicati nel Rapporto, a fronte di un investimento di 566
milioni di Euro per le scuole paritarie, lo Stato risparmia 6 milioni e 245
mila Euro.
Non gestendo il milione di studenti degli istituti paritari, lo Stato risparmia
3.436 miliardi di Euro alle materne, 1.202 miliardi alle elementari, 496
milioni per le medie e 1.110 miliardi alle superiori, per un totale di 6
miliardi e 245 milioni di euro.
Queste cifre – ha sottolineato Maria Grazia Colombo, Presidente dcell’Agesc in
una intervista ad Avvenire pubblicata l’11 ottobre scorso – “evidenziano
la convenienza della nostra esistenza per lo Stato. Un’evidenza così chiara che
non si comprende come non passi l’idea che occorra evitare l’estinzione di
questa realtà educativa”, se non altro per motivi economici.
Per questo l’Agesc chiede per
In merito al riconoscimento della parità scolastica monsignor Angelo Bagnasco,
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in una intervista
a “Tempo pieno”, la rivista dell’Agesc, ha affermato che la via “è quella di
riconoscere la libertà di educazione dei genitori […] che sono i soggetti primi
ed insostituibili”.
“E ciò significa anche rispondere con interventi e politiche di tipo economico
adeguate affinché questo diritto riconosciuto possa realizzarsi”, ha aggiunto.
Un dato significativo che conferma la volontà popolare di andare in questa
direzione è il fallimento del referendum abrogativo che si è svolto nella
provincia di Trento.
Gli oppositori delle scuole paritarie avevano chiesto l’abrogazione della legge
provinciale n. 5 del 2006 sul “Sistema educativo di istruzione e formazione del
Trentino”, relativa ai finanziamenti agli istituti scolastici paritari.
Tuttavia, con una affluenza inferiore al 19% il referendum è fallito e la legge
in questione è rimasta in vigore.