Ruth L. Ozeki, CARNE, Einaudi, Torino 2001

 

 

Un romanzo sul nostro corpo, un invito appassionato a volerci bene, a prenderci cura di noi con la consapevolezza che ciò significa prenderci cura anche degli animali e di tutta la natura, altrimenti ci si ammala e si muore, noi e il pianeta.

Due donne, una in USA e l’altra in Giappone, sono legate e si raccontano grazie ad un’indagine televisiva sul modo di allevare, produrre e cucinare la carne negli Stati Uniti, con l’intenzione dichiarata di convincere le massaie giapponesi ad imitarle, garantendo così un notevole incremento di reddito non solo ad allevatori e produttori statunitensi, ma anche agli importatori giapponesi. La regista, spinta dalla curiosità di sapere fino in fondo, riesce ad incontrare e filmare, a poco a poco, non solo ricette di arrosti appetitosi, ma, attraverso l’incontro con corpi sofferenti di donne, di bambine e anche di uomini, riesce a penetrare e filmare l’orrore degli allevamenti e dei macelli industriali, degli ormoni e degli antibiotici somministrati in dosi sempre più massicce e con consapevolezza criminale, in barba ai divieti e ai limiti imposti dalle leggi.

Prendendosi cura di sé, aiuta anche quella donna sconosciuta, vittima in Giappone di un marito violento e grande manager, a ribellarsi e sottrarsi finalmente alle leggi schiavizzanti del patriarcato dominante. Partire da sé e volersi bene, cercare di star davvero bene, è una strada di liberazione a 360 gradi. Su questa strada Jane Takagi-Little, la protagonista regista, è accompagnata anche da alcuni uomini che condividono i suoi ideali e i suoi desideri di salute, di felicità e di maternità e, sostenendosi a vicenda, conducono in porto il progetto: “Non so cosa penserà la gente del mio libro, ma lo renderò pubblico, lo darò risolutamente alla luce. Non c’è altro da fare, nella nostra epoca moderna”. Così conclude Jane.

E Ruth, l’autora del romanzo, riporta in appendice la bibliografia delle fonti che ha utilizzato per costruirne la trama. Perché non è fiction, non è solo un romanzo: è un documento prezioso, una denuncia documentata e coraggiosa di una delle derive più ignobili e pericolose del capitalismo sfrenato dei nostri giorni. “Dalla saggezza delle mogli di tutto il mondo”, ci dice Ruth Ozeki nei ringraziamenti finali, dalla loro capacità di stare in relazione e di fare lobby per tutelare la salute propria e dei propri figli, può nascere una strada di salvezza universale.

a cura di Beppe

DA “Uomini in cammino”, 4 2007

 

 


Stampa questa pagina
 

Chiudi questa pagina