G u a
r d a n d o i
l m o n d o
Contro il gusto dell’eccesso…..
Shanghai
Così sprofonda
Siamo tremila automobilisti,
imprigionati nei nostri gusci di lamiera,
asfissiati nello smog che gli enormi ventilatori della galleria faticano ad
aspirare. Avanziamo impercettibilmente nel tunnel della via
Yan'an, a una lentezza esasperante.
Per passare sotto il
fiume Huangpu e rivedere la luce sull'altra sponda
forse dovremo aspettare un'ora. Invisibile ma opprimente, sopra di noi c'è Shanghai. La scintillante New York dell'Asia. I suoi 20 milioni di abitanti.
Le sue foreste di grattacieli, ormai molto più numerosi che
a Manhattan. Che ci
sprofondano addosso, inesorabilmente.
Perché
un'armata infinita di gru continua a innalzare edifici che puntano dritti
verso la stratosfera, e il peso di quelle formidabili colate di cemento sulle
nostre teste risucchia Shanghai sempre più giù. Nulla potrà
fermare questa discesa nelle viscere della terra.
La buona notizia — perché in
Cina si preferiscono le buone notizie — è
che le autorità municipali ci terranno informati. In questa megalopoli sta
per partire un esperimento straordinario. «Una task force di geologi —
annuncia il Shanghai Daily
— si è appena messa al lavoro per preparare una nuova mappa tridimensionale
della città, che riveli in tempi record tutti i segreti dei suoi sotterranei:
6.700 chilometri quadrati di zone sommerse».
Mentre procede questa esplorazione hi-tech delle profondità, i numerosi
tunnel che passano sotto il fiume verranno dotati di speciali dispositivi di
allerta: videocamere, sensori elettronici. Un nuovo sistema nervoso sarà
all'erta negli intestini di Shanghai. Pronto ad avvisarci
se è in arrivo il crollo improvviso. Così noi tremila automobilisti,
a passo di lumaca nei nostri gusci metallici, sapremo.
La tortura del
maxi-ingorgo è un'esperienza quotidiana per chi vive a Shanghai. Nonostante
il sistema delle «aste competitive» con cui il municipio mette in vendita
ogni mese una quantità limitata di targhe — di fatto una supertassa di
migliaia di euro per razionare le immatricolazioni
— la motorizzazione privata continua la sua crescita esponenziale. Una volta prigionieri del traffico, è difficile
sottrarsi alla tortura claustrofobica dei tunnel.
Prima o poi devi infilarti sottoterra per passare
dal centro storico, dalla zona del Bund e degli
eleganti edifici coloniali stile Art Déco, e
arrivare nell'immensa area di Pudong
dove sorgono i centri direzionali,
Proprio quando sei
incolonnato in galleria, l'autoradio ti infligge la
paurosa diagnosi degli esperti. Wei Zixin, direttore dell'Istituto di Ricerche geologiche, ha
misurato la velocità dello sprofondamento. In media è "solo" di
Ma
ci sono le complicazioni. «Nei casi più seri — annuncia Wei
Zixin—abbiamo avuto vaste frane
del terreno, scivolato all'ingiù di 2,6 metri». Una direttrice
del metrò è finita nella lista dei "casi
seri": la linea
La malattia di Shanghai
ha origini antiche. Questa città portuale è sorta nel delta alluvionale
dello Yangze (in cui confluisce lo Huangpu) in una zona lagunosa, su terre di antichi acquitrini, strutturalmente
instabili. Ma il cedimento costante del terreno è
stato aggravato dal boom urbanistico degli ultimi decenni, dalla formidabile
crescita economica cinese di cui Shanghai si considera la vera locomotiva.
E
nonostante i moniti dei geologi, nulla può rallentare la febbre della
costruzione. Neppure gli editti del governo centrale di
Pechino, sempre più preoccupato della "bolla speculativa"
immobiliare. Sono grida che si disperdono nel fracasso assordante
delle betoniere, delle scavatrici e delle pale
meccaniche. Su Shanghai converge il traffico fluviale che viene da tutto
l'entroterra industriale.
Lungo lo Yangze a valle della diga delle Tre Gole navigano le
petroliere e le portacontainer che vengono da Chongqing: 30 milioni di abitanti.
L'Expo Universale 2010 è l'ennesimo pretesto per abbattere il vecchio e
costruire il post-moderno, aprire nuovi cantieri, scavare fondamenta sempre
più profonde e innalzare impalcature e tralicci sempre più in alto.
La fragilità del
sottosuolo non impedisce che si continui a trivellare, a trapanare senza
sosta anche verso il basso. Un mese fa è stato inaugurato un immenso gasdotto
sotterraneo, il terminale di un'opera titanica che trasporterà 12 miliardi
di metri cubi di gas naturale dallo Sichuan, per soddisfare la sete insaziabile di energia
di questa città. E questo è solo il primo dei
cinque «tunnel del gas» che sono in costruzione sotto il fiume Yangze.
Anche
le linee della metropolitana continuano ad allungarsi. Come non
bastasse, fiorisce il nuovo business escogitato dalle autorità comunali: sopra
ogni futura stazione del metrò spunterà uno shopping mall,
i palazzinari e le multinazionali della grande distribuzione
hanno già ottenuto tutti i permessi edili. La
stazione vicina allo stadio di calcio Hongkou, per
esempio, avrà un centro commerciale da
Il gusto per l'eccesso è
segnato nel destino di questa città.
Negli anni Trenta fu detta
Quando Deng
Xiaoping volle lanciare
A Pudong,
su un'area industriale otto volte più larga del Canary Wharf di Londra, hanno
aperto le loro sedi Volkswagen e General Motors, Philips e Kodak. Da Shanghai è
venuto Jiang Zemin detto
“l’amerikano", numero uno del partito
comunista prima di Hu Jintao.
E tuttora Pechino deve
trattare con i guanti la "mafia di
Shanghai", un conglomerato d'interessi in cui confluiscono la
nomenklatura comunista e la nuova borghesia imprenditoriale. L'anno scorso
fu arrestato il segretario comunista locale, per aver depredato il fondo
pensione dei dipendenti comunali. Ma al suo posto Hu Jintao è stato costretto a
mettere un fedelissimo di Jiang Zemin,
tanta è la forza dei clan locali. E'
Federico Rampini, Repubblica, 26-11-07