Le "donne co-sì" (=
contro
il
silenzio) si presentano ancora
Donne contro quale silenzio? Contro
il silenzio che ammanta il vivere quotidiano delle donne in rapporto al
sacro. Di fatto prendiamo in seria considerazione quei soggetti che entrano
per qualsiasi motivo in conflittualità con l’istituzione-Chiesa, allo scopo di
proporre a questa ponti che avvicinino e non sbarre che separino.
Riteniamo che la nostra
tematica richieda il concorso o almeno la condivisione ideale di tutte le altre
donne (senza escludere gli uomini volenterosi) che hanno raggiunto la
consapevolezza della propria dignità.
E’ triste dirlo, ma è il caso di
ribadirlo, che troviamo scarsa (o nessuna) accoglienza presso le persone
inserite a pieno titolo nei “luoghi” ecclesiali. Invece un dialogo, a nostro
parere, sarebbe estremamente utile a tutti. Anche perché chi vive nelle
certezze istituzionali ricaverebbe vantaggio nel confrontarsi con chi vive
nella società laica senza alcuna patente di appartenenza ecclesiale, pur aderendo
ai valori umani, espliciti o impliciti nel cristianesimo.
Desideriamo coagulare intorno
al nostro gruppo altre donne che facciano propria la sfida che questo terreno
minato rappresenta per i più, indipendentemente dalla professionalità, convinte
come siamo che solo parlando tra donne di problemi di donne si riesca a
creare una cultura del femminile che nella nostra chiesa può essere
compromessa da immagini stereotipe come quelle della Vergine, di Eva
tentatrice, di altre. Siamo convinte di rendere così un servizio alla società,
oltre che alla chiesa, perché ciò che impedisce
l'evoluzione verso la liberazione sono spesso tabù paralizzanti.
Rafforzare vincoli di
fraternità e sororità umana è quanto mai urgente soprattutto oggi, in un
momento in cui si avvia un percorso interculturale ad ampio spettro. E poiché
per raggiungere i grandi obiettivi bisogna cominciare da quelli concreti e
parziali, la nostra lotta contro il silenzio dell'emarginazione subita e
nascosta, non è fuori corso.