Benedetto XVI e la famiglia

 

(leggi anche alla fine il nostro parere)

 

CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI è tornato a difendere la famiglia fondata sul matrimonio contro le unioni di fatto e il crescente laicismo che vuole ridurre la vita religiosa a un fatto puramente privato. Lo ha fatto in

occasione della presentazione delle credenziali del nuovo ambasciatore del Messico presso la Santa Sede, Luis Felipe Bravo Mena, questa mattina al Palazzo apostolico di Castelgandolfo.

LA «SCOMUNICA» - Le parole pronunciate dal Papa sono suonate come una nuova «scomunica» verso le coppie di fatto eterosessuali e gay. Allo stesso tempo Ratzinger ha difeso il ruolo essenziale della Chiesa nella difesa dei principi della dignità della persona. «Di fronte al crescente laicismo che pretende ridurre la vita religiosa dei cittadini alla sfera privata senza che possa manifestarsi mai nella vita sociale e pubblica - ha detto Ratzinger - la Chiesa sa molto bene che il messaggio cristiano rafforza e illumina i principi basilari di ogni convivenza, come il dono sacro della vita, la dignità della persona insieme all'uguaglianza e inviolabilità dei suoi diritti, il valore irrinunciabile del matrimonio e della famiglia che non può essere equiparato né confuso con altre forme di unioni umane».

«APPOGGIO ALLA FAMIGLIA» - «L'istituto della famiglia - ha aggiunto ancora Benedetto XVI, parlando della società messicana e delle società moderne in genere - necessita di un appoggio speciale, perché va perdendo progressivamente la sua vitalità e il suo ruolo fondamentale, non solo a causa delle trasformazioni culturali, ma anche per il fenomeno delle migrazioni con le conseguenti e gravi difficoltà di diversa natura, in particolare per le donne, i bambini e i giovani». Il Papa ha quindi ribadito che uno Stato laico deve garantire pienamente il rispetto dell'esercizio della libertà religiosa.

Corriere, 23 settembre 2005

 

Un nostro parere

Se è vero, come è vero, che uno Stato laico deve garantire pienamente il rispetto dell'esercizio della libertà religiosa, è anche vero che uno “Stato cattolico” (e già suona male l’accostamento di questi due termini: contrasta con il concetto di laicità rivendicato da Benedetto XVI) deve garantire pienamente il rispetto dell’esercizio della laicità nello Stato: il che implica il riconoscimento dei diritti fondamentali delle “unioni umane”. E, a scanso di equivoco, non parliamo di un loro eventuale diritto a mimetizzare la sacralità del matrimonio.