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anche alla fine il nostro parere)
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CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI è tornato a difendere la famiglia fondata sul matrimonio contro le unioni di fatto e il crescente laicismo che vuole ridurre la vita religiosa a un fatto puramente privato. Lo ha fatto in occasione della presentazione delle credenziali del nuovo
ambasciatore del Messico presso
LA
«SCOMUNICA» - Le parole pronunciate dal Papa sono suonate come una
nuova «scomunica» verso le coppie di fatto eterosessuali e
gay. Allo stesso tempo Ratzinger ha difeso
il ruolo essenziale della Chiesa nella difesa dei principi della
dignità della persona. «Di fronte al crescente laicismo che pretende
ridurre la vita religiosa dei cittadini alla sfera privata senza che possa
manifestarsi mai nella vita sociale e pubblica - ha detto Ratzinger -
«APPOGGIO ALLA FAMIGLIA» - «L'istituto della famiglia - ha aggiunto ancora Benedetto XVI, parlando della società messicana e delle società moderne in genere - necessita di un appoggio speciale, perché va perdendo progressivamente la sua vitalità e il suo ruolo fondamentale, non solo a causa delle trasformazioni culturali, ma anche per il fenomeno delle migrazioni con le conseguenti e gravi difficoltà di diversa natura, in particolare per le donne, i bambini e i giovani». Il Papa ha quindi ribadito che uno Stato laico deve garantire pienamente il rispetto dell'esercizio della libertà religiosa. Corriere, 23 settembre 2005 Un nostro parere Se
è vero, come è vero, che uno
Stato laico deve garantire pienamente il rispetto dell'esercizio della
libertà religiosa, è anche vero che uno “Stato
cattolico” (e già suona male l’accostamento di questi due termini:
contrasta con il concetto di laicità rivendicato da Benedetto XVI) deve
garantire pienamente il rispetto dell’esercizio della laicità nello Stato: il
che implica il riconoscimento dei diritti fondamentali delle “unioni
umane”. E, a scanso di equivoco, non
parliamo di un loro eventuale diritto a mimetizzare la sacralità del
matrimonio. |