Rflessioni sulla bellezza
di Enzo Biagi
Alla fine una nostra
Ho
visto, non c'è tanto da scegliere, la trasmissione che
Questa gara è stata una conquista
della democrazia: nel 1947 quando dilagava la voglia di vivere fu un altro
segnale che la guerra, e un'epoca erano finite. Allora vinse la commessa di una
pasticceria di Milano, Lucia Bosè e damigelle d'onore
erano state nientemeno Gina Lollobrigida, Eleonora
Rossi Drago e Gianna Maria Canale, che diventarono poi dive del cinema. All'ultimo momento mancò
Silvana Mangano, bloccata dall'emozione. Lucia Bosè
figlia di povera gente che lavorava in campagna, a San Giuliano Milanese e già
le sembrava una fortuna stare dietro a un banco a
vendere meringhe. Poi l'incontro con Luchino Visconti. Può darsi che io abbia un temperamento fatuo e conciliante: un po' di
letteratura e un po' di gambe, ma condivido l'opinione del grande Florenz Ziegfeld, che di pregi
femminili si intendeva, e nel suo vecchio teatro, a New York, con l'elenco delle
più clamorose 'fanciulle delle follie' aveva fatto
stampare un motto: "Chi onora la bellezza onora la verità". "Cos'è la
bellezza?", chiesi una volta al commediografo André Roussin. "È una cosa che non
si discute" disse. "La bellezza, come il genio, ha una dimensione eccezionale, colpisce subito. In un secondo
tempo la si può anche analizzare, scomporre i suoi
elementi, discuterne l'armonia e l'equilibrio estetico. A prima vista è una cosa
che sconvolge, che lascia senza fiato, e di cui non ci si domanda neppure il
perchè. Il fascino è un'altra cosa. Una persona può essere molto seducente senza
essere bella. Il fascino è intelligenza. La bellezza si impone esteriormente, il fascino è una cosa interiore; si
può essere bellissimi ma privi di fascino. La bellezza provoca
l'ammirazione immediata, il fascino è più sottile, più riflessivo. Il
serpente, che è un animale ripugnante, affascina. Perché?
Perché è satanico: Satana è intelligente, furbo, e
quindi affascinante".
Una volta nelle inserzioni dei giornali, alla voce 'Offerte di lavoro', appariva regolarmente una clausola, in particolare
se a quel posto era destinata una donna: indispensabile 'la
bella presenza'. Ora è scomparsa, anche perché è
cambiato il concetto, l'idea dell'avvenenza, la figura dell'ammaliatrice. Anche i difetti vengono valorizzati,
e nessuno si stupirebbe più per la predilezione del filosofo Cartesio, che si
innamorava a ogni incontro con una dama strabica, perché da piccolo aveva avuto
una dolcissima zia con un occhio non perfetto.
Si sono imposte, invece delle leggiadre, i 'tipi' come le attrici Glenda Jackson, o l'indossatrice Twiggy, o la cantante Barbra Streisand. Neppure le hostess o le modelle debbono aver determinati requisiti fisici: ha preso il sopravvento il concetto che conta assai di più essere 'interessanti' e soprattutto intelligenti.
Il trucco, la chirurgia, il costume hanno offerto validi soccorsi: è permesso esibirsi nude e si può raddrizzare il naso, mentre la chimica offre indumenti che valorizzano a buon mercato. Abbiamo assistito così ad autentici prodigi: Maria Callas possedeva una voce d'angelo e un corpo afflitto dall'obesità, e le diete e le sarte l'aiutarono a trasformarsi in una regina della scena. Irene d'Olanda era una insignificante persona: le insegnarono a mangiare, a vestirsi e a pettinarsi, e diventò graziosa e irriconoscibile.
Secondo il regista Alfred Hitchcock il sex-appeal non muta con gli anni, l'epoca e la moda. Spariscono soltanto le forme più appariscenti della lusinga, la maliarda si adegua: lo svenimento simulato o il fazzoletto lasciato cadere ad arte non contano più. L'arte di Circe non si può imparare: sirene si nasce.
Esistono però delle regole, delle qualità indispensabili per essere ammirate e amate ed egli le ha condensate in cinque punti: 1. il buon senso; 2. il buon gusto; 3. la personalità brillante; 4. la comprensione per i problemi di un uomo, i suoi affari, le cose in cui si sente impegnato; 5. una certa valorizzazione delle risorse naturali, ma fatta in modo discreto. Per me ciò che conta è l'armonia nel cuore. Del resto anche la storia offre validi elementi a riprova della teoria: l'inquietante sorriso della 'Gioconda' di Leonardo non esprime forse un mistero dell'animo? E le donne del Botticelli, del Giorgione o di Cranach, leggiadre, opulente o sottili, non infrangono la rigidità dei canoni? Probabilmente regge ancora la citatissima definizione di Stendhal, che conosceva i segreti dell'amore: "Bellezza è una promessa di felicità".
C’è una forma di ascesi che fa diventare
belli: non sforzandosi di apparire, non curando i “modi” di accalappiare
l’attenzione: insomma tutto il contrario di ciò che fanno solitamente le ragazze
quando si mettono in mostra.
Esito della semplicità: si accostano le persone per quello che si è.
Nessuna la quale lavori su se stessa per migliorare nel modo di ESSERE è considerata brutta; semmai sarà considerata BELLA….