Dio oppure l’uso del
sesso?
Ma perché l’aut-aut?
Questa pagina da leggere esprime, in termini lontani dal sapore
mistico-cristiano, una verità: l’amore per Dio e il prossimo non sono in contrasto con l’uso della sessualità all’interno
della coppia umana, tanto più se benedetta sacramentalmente. E’ ora di smontare
certi tabù nascosti dietro l’esaltazione celibataria
Quando, in quali condizioni, l'amore e la
sessualità ci stimolano e ci fanno volare verso il divino? Quando, in quali
condizioni un amore sessuale ci eleva, ci perfeziona,
ci espande? Come un rapporto ci può aiutare a crescere, ad evolvere?
La storia ci aiuta poco, o sembra dirci il contrario: se una persona si vuole dedicare a Dio ed al prossimo, ecco che è stata sempre richiesta la castità, ecco che è sempre stato detto che il formare una famiglia non è molto compatibile con un impegno, con una vocazione. Parliamo delle religioni istituzionali tradizionali, ma parliamo anche in fondo di qualsiasi grande impegno creativo, scientifico, artistico o sociale, che in quanto tale sembra possa essere disturbato dal vivere un grande amore, un intenso rapporto. Come mai ?
Questi amori sembrano nascere fragili, insicuri, e le gelosie ed i sospetti sembrano spesso rendere incompatibili diversi grandi amori, anche quando questi possono riguardare contemporaneamente, l'amore per se stessi, l'amore per una o diverse persone, l'amore per Dio o per un ideale creativo.
Noi siamo tutti fatti di corpo, mente e spirito, e questi dovrebbero armonizzarsi nell'evoluzione di una persona, nella tensione della realizzazione di quell'individualità unica che ogni uomo è chiamato a formare, plasmare e manifestare.
Ogni amore vola quindi attraverso il corpo, attraverso la mente, attraverso
lo spirito. L'amore offre entusiasmo, felicità, lievità, voglia di cantare al
mondo la bellezza dell'amato, voglia di cantare al
mondo la pienezza emozionale corporale spirituale che si sente, voglia di
cantare al mondo la bellezza dell'infinito divino! La sessualità diventa il
vortice, il motore, la traduzione espansiva di questo entusiasmo
creatore. Ecco allora che un
vero rapporto di amore, un vero amore sessuale, aprono
una creatività dinamica, aprono, accendono amori, ispirazioni, progetti, creazioni,
slanci.
Spesso leghiamo giustamente la sessualità alla relazione con
l'altro, ma dovremmo sentirla viverla prima di tutto come esplosione di una
forza contemporaneamente corporale, emozionale, ed interiore, che si espande e
sale attraverso la pienezza di un amore per se stessi e per il divino, che si
alimenta di potenza, di coraggio, di mistero, di donazione, di
abbandono. Ecco allora che fondendoci poi con l'altro, potremo
effettivamente donargli un universo di amore e di
entusiasmo.
Erotismo ed eroismo, coraggio e cuore: strane queste iniziali comuni. Se riportiamo la spinta sessuale a questa spinta creativa, che nasce proprio insieme alla massima apertura di un desiderio sessuale di amore e di fusione, allora chiaramente non esisteranno, non esisterebbero incompatibilità, fra un amore personale interpersonale ed una missione sovrapersonale, transpersonale.
Che cosa succede
allora ? Perché tanti amori che si credono emancipati,
razionali, moderni, ricadono nella separazione fra l'amore e la creatività, fra
la sessualità ed il misticismo ? Abbiamo forse troppo tollerato il peso
della materialità, della sicurezza, della negatività, ed ecco che queste ci
hanno abituato a possedere le persone che amiamo. Ci siamo abituati a chiudere
gli amanti nel cassetto, di qualsiasi amore si tratti.
Ci siamo abituati a controllare il fuoco, ma lo controlliamo
spesso facendolo spegnere, facendolo morire. Forse addirittura abbiamo perso il
ricordo di veri fuochi accesi.
In questo modo ci fermiamo, rallentiamo,
aspettiamo, soddisfiamo qualsiasi bisogno di materialità e di sicurezza, in noi
stessi e nell'altro. Ma possesso e
sicurezza chiudono, pretendono, vincolano. In questo modo gli obiettivi primari
diventano la sopravvivenza di un sistema consumistico ed
egoistico, la sicurezza di un possesso stabile, si perdono di vista
l'evoluzione e la creatività. Abbiamo allora un amore inferiore, una sessualità
comune, dediti a rispettare i ruoli sociali, ad accompagnare con piccoli
eventuali piaceri e con soporifere sicurezze abitudinarie, una vita di
controllo, di staticità, di separazione.
Non si possono possedere le persone, non si può possedere neanche
se stessi. Se crescere vuole dire realizzare al
massimo le proprie potenzialità, attraversare fasi di morte e di rinascita,
trasformarsi nel flusso della creazione permanente, ecco che un rapporto si
sviluppa creativamente se tutti e due gli amanti
entrano in questa dimensione.
Ecco allora che si
possono coniugare l'amore e la coscienza, ecco allora che l'amore e la
sessualità diventano un fuoco divino, l'entusiasmo della creazione irrompe e
parla di una felicità cosmica.
Si possono creare nuovi sentimenti, nuovi
rapporti, nuove emozioni, nuove sessualità, nuovi amori, lontano dalle
abitudini storiche e psicologiche, lontano dal conosciuto, verso l'esplorazione
della meraviglia, dell'incanto, della beatitudine.
http://spazioinwind.libero.it/risvegliodiadamo/riflessioni_sulla_sessualita%201.htm