IL SILENZIO NON SEMPRE E' ORO
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IL FATTO La prima settimana di settembre in diocesi di Como c'era fermento: il giudice aveva convocato, il 3 settembre, mons. Maggiolini (vescovo emerito di Como, costretto in carrozzella), mons. Cantoni (ora vescovo di Crema), mons. Bedetti (vicario generale della diocesi ai tempi di mons. Maggiolini). Il motivo: condannato don Mauro Stefanoni per pedofilia (i suoi avvocati hanno fatto ricorso), il giudice ha aperto un altro fascicolo a carico dei tre responsabili – a suo dire- di aver inquinato le prove per aver comunicato a don Mauro che era in atto un'indagine sulla sua persona per presunti atti di pedofilia. I tre responsabili sono appunto Maggiolini (allora vescovo titolare), Cantoni (allora vicario episcopale per il clero), Bedetti (allora vicario generale). I tre si sono presentati all'appuntamento, ma – assistiti dagli stessi avvocati – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
IL COMMENTO E qui hanno sbagliato. Hanno commesso l'errore più pacchiano della loro storia. Se io fossi stato uno dei tre e davvero avessi comunicato a don Mauro che era in corso un'indagine a suo carico per fatti così gravi, avrei ammesso la "colpa". Perché per me non è una colpa. Ragioniamo: sono vescovo di una diocesi e sono "padre" dei miei miei fedeli (preti, frati, suore e laici). Un mio prete abusa (qui non mi limito al discorso sessuale, ma parlo in generale) di un mio fedele che, per mandato, affido alle sue cure. Lo vengo a sapere: è chiaro che voglio spiegazioni! E' chiaro che lo riprendo severamente! E' chiaro che lo sospendo dalle funzioni sacerdotali e dalla cura d'anime fino a quando il tribunale non ha pronunciato la sentenza! Devo fare il mio dovere perché :"…è più giusto obbedire a Dio che agli uomini" (Atti 4,19). Se il giudice mi rimprovera per questo fatto…beh…devo essere disposto a pagare. Quanto a fare il nome della talpa del tribunale che mi ha passato la notizia…sì…anche questo farei, perché è giusto che atti segreti, siano segreti. No. I tre hanno scelto il silenzio, forse per imitare Gesù che (Mt. 26,63)…taceva. I tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere per non incorrere in sanzioni penali, in nome di quello stupido principio del diritto che ritiene un diritto del reo non ammettere una colpa che gli viene attribuita facendo silenzio. E hanno sbagliato. Anche perché, così facendo, risulta evidente che davvero hanno comunicato la cosa a don Mauro. Se non l'avessero fatto…avrebbero dichiarato che – pur a conoscenza dell'indagine riservata – non hanno passato nessuna informazione. No. Hanno scelto di passare dove l'acqua è bassa. Hanno scelto la strada che probabilmente avrà consigliato loro l'avvocato, mostrando di non avere spina dorsale e lagnandosi, dopo l'udienza, di essere schiaffati sui giornali come colpevoli o presunti tali in totale violazione della loro privacy. Ernesto Miragoli |