Tutta al femminile l’edizione 2008
del Sinodo della Chiesa valdese
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Qualcuno l’ha definito il «Sinodo delle donne»: quest’anno infatti il Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste, tenutosi dal 24 al 29 agosto a Torre Pellice, ha visto in primo piano la componente femminile della piccola, ma tenace realtà protestante nostrana. Per la prima volta i lavori assembleari sono stati presieduti da una donna, Alessandra Trotta, direttrice del Centro diaconale "La Noce" di Palermo, mentre sono state ben tre le donne consacrate al ministero pastorale: con le teologhe Giuseppina Bagnato, Caterina Griffante e Joylin Galapon il corpo pastorale delle Chiese valdesi e metodiste è costituito ormai per quasi un terzo da donne. E poi c’è la pastora Maria Bonafede, rieletta per il quarto anno consecutivo a "moderatora" della Tavola valdese. È lei che tra un sinodo e l’altro è a capo di quello che è l’organo esecutivo dell’Unione delle Chiese valdesi e metodiste. L’importante appuntamento della più antica comunità protestante italiana ha visto 180 delegati – pastori e laici in ugual numero – discutere di tematiche legate non solo alla vita della Chiesa, ma anche alla testimonianza evangelica nell’Italia di oggi. In particolare, tra i temi in discussione c’è stato quello del contributo culturale che il protestantesimo può offrire al Paese. «Qualcuno può ritenere che per una piccola minoranza come la nostra possa essere una pretesa velleitaria», ha commentato Bonafede. «Non la pensiamo così. In tanti momenti decisivi della vita civile del Paese, le minoranze valdesi, metodiste e protestanti in generale hanno saputo dire parole importanti sui temi della democrazia, della laicità, del pluralismo, dei diritti. Lo abbiamo fatto anche quest’anno ricordando, ad esempio, i sessant’anni di quella Costituzione democratica che ha finalmente riconosciuto fondamentali diritti di libertà religiosa e di culto». All’attenzione del Sinodo vi sono stati anche temi sociali quali le politiche migratorie e i diritti civili: «Su queste questioni siamo ripetutamente intervenuti anche nei mesi scorsi», ha dichiarato Bonafede, «per esprimere la nostra preoccupazione. Sì, perché siamo preoccupati per quel clima di paura, di sospetto e di chiusura che si sta determinando nei confronti degli immigrati. L’Evangelo che vogliamo annunciare ci libera da questi sentimenti e ci spinge verso un sistema di relazioni basato su altre logiche, quelle dell’incontro, dello scambio, dell’amore». Alle Chiese valdesi e metodiste in Italia fa capo una popolazione complessiva di circa 20 mila persone, distribuita in 150 Chiese locali. Le amministrazioni ecclesiastiche gestiscono una serie di istituzioni culturali, educative e assistenziali, tra cui la Facoltà valdese di teologia a Roma, la casa editrice Claudiana a Torino, il settimanale Riforma. Dal 1984 i rapporti tra le Chiese valdo-metodiste e lo Stato italiano sono regolati da una Intesa, sulla base dell’art. 8 della Costituzione. Gaëlle Courtens
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