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IL FATTO
Dare un messaggio forte ai perbenisti e a quanti, al contrario, sono vittime di abusi sessuali da parte del clero "Volevo
diventare suora di clausura, ma adesso mi spoglio per lanciare un
messaggio forte a quanti pensano che la sessualità e la morale siano
due mondi incompatibili": ha le idee chiare Letizia Cerchia, 31
anni, che dopo aver subito molestie da parte di un prete ha cambiato
decisamente idea. E, grazie alla maestria di Alberto Magliozzi,
fotografo molto noto anche all’estero, ha realizzato un calendario
sexy. IL COMMENTO Se la storia è vera:il prete ha una bella responsabilità morale e se la vedrà con la sua coscienza oltrechè con Dio. Se è una montatura pubblicitaria: beh…come trovata non c'è male! Ma – mi chiedo – visto che ha detto tutto, non può completare l'opera e fare anche il nome del prete? Adesso è madre di famiglia: come la pensa suo marito? Mi fermo a commentare la conclusione delle sue dichiarazioni. Non si dà un messaggio forte ai perbenisti posando nuda: i perbenisti – proprio perché tali – sono dei guardoni e vorrebbero che tutti i giorni ci fossero persone che mandano questi "messaggi forti". Le vittime di abusi sessuali del clero, se vogliono fare seriamente il proprio dovere, devono denunciare l'accaduto al magistrato ed avere il coraggio di andare avanti. Questo coraggio Letizia dovrebbe averlo perché se posa in ogni "posa"… Non ci si rende utili mostrando il proprio corpo davanti e di dietro, di sopra e di sotto e"senza malizia" come dice lei perché, da che il mondo è mondo, la parte sessuale del proprio corpo – sia esso maschile o femminile – è fatta per provocare un rapporto che serve come fine ultimo a perpetuare le specie. Non è necessario, qui, scomodare gli etologi a giustificare l'affermazione. Il corpo di Letizia – dice lei – è lo strumento migliore per comunicare la bellezza. Non l'ho vista nuda, ma non penso che sia questa gran Venere o questa bellezza giunonica! Altrimenti avrei sentito parlare da lei da tempo anch'io che non sono uno che corre dietro a seni e sederi. Ernesto Miragoli
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