DAL VELO A "SENZA VELI"

 

 IL FATTO

 

Dare un messaggio forte ai perbenisti e a quanti, al contrario, sono vittime di abusi sessuali da parte del clero

 "Volevo diventare suora di clausura, ma adesso mi spoglio per lanciare un messaggio forte a quanti pensano che la sessualità e la morale siano due mondi incompatibili": ha le idee chiare Letizia Cerchia, 31 anni, che dopo aver subito molestie da parte di un prete ha cambiato decisamente idea. E, grazie alla maestria di Alberto Magliozzi, fotografo molto noto anche all’estero, ha realizzato un calendario sexy.
Senza veli, sguardo accattivante, capelli al vento, Letizia confessa a Tgcom per la prima volta i motivi che l’hanno spinta a posare completamente nuda. “La mia vita era già stabilita da quando ero piccola. Vengo da una famiglia cattolica, mia madre è molto praticante e ad Anzio, dove ci eravavamo trasferiti da Todi, frequentavo ogni giorno catechismo e oratorio. Avevo deciso di farmi suora di clausura per dedicarmi completamente alla preghiera, non pensavo a nulla fuorché alla mia vita da religiosa” sottolinea Letizia. Poi l’evento che le ha cambiato tutta la prospettiva. "Avevo sedici anni e il prete con cui mi confidavo ha abusato di me - ricorda - Non lo credevo possibile, di lui mi fidavo, era il mio punto di riferimento lungo la strada che avevo deciso di intraprendere. Mi sono sentita preso in giro". Da quel momento Letizia, figlia unica di un militare della Guardia di Finanza, ha deciso di rompere definitivamente con la chiesa e con la religione. “Di questa vicenda non ne ho mai parlato con nessuno - ribadisce a Tgcom- neanche coi miei. Mia madre mi ha più volte chiesto i motivi della mia repentina decisione, ma per anni ho tenuto per me questo segreto. Mi sono sentita in colpa, mi vergognavo del mio corpo. Mi sono buttata nello studio e mi sono laurata in Biologia”. A farle ritrovare la fiducia in sé è stato l’amore: Letizia si è sposata e oggi ha una bambina di 4 anni, Ilaria. “Dentro di me però ho serbato sempre il sogno di dare un messaggio forte ai perbenisti e a quanti, al contrario, sono vittime di abusi sessuali da parte del clero. Volevo rendermi utile e mettere la mia esperienza a servizio di chi ancora soffre in silenzio - conclude - Credo che il mio corpo sia lo strumento migliore per comunicare che la bellezza è un dono da mostrare e guardare senza malizia”.

IL COMMENTO

Se la storia è vera:il prete ha una bella responsabilità morale e se la vedrà con la sua coscienza oltrechè con Dio.

Se è una montatura pubblicitaria: beh…come trovata non c'è male! Ma – mi chiedo – visto che ha detto tutto, non può completare l'opera e  fare anche il nome del prete?

Adesso è madre di famiglia: come la pensa suo marito?

Mi fermo a commentare la conclusione delle sue dichiarazioni. Non si dà un messaggio forte ai perbenisti posando nuda: i perbenisti – proprio perché tali – sono dei guardoni e vorrebbero che tutti i giorni ci fossero persone che mandano questi "messaggi forti". Le vittime di abusi sessuali del clero, se vogliono fare seriamente il proprio dovere, devono denunciare l'accaduto al magistrato ed avere il coraggio di andare avanti. Questo coraggio Letizia dovrebbe averlo perché se posa in ogni "posa"…

Non ci si rende utili mostrando il proprio corpo davanti e di dietro, di sopra e di sotto e"senza malizia" come dice lei perché, da che il mondo è mondo, la parte sessuale del proprio corpo – sia esso maschile o femminile – è fatta per provocare un rapporto che serve come fine ultimo a perpetuare le specie. Non è necessario, qui, scomodare gli etologi a giustificare l'affermazione.

Il corpo di Letizia – dice lei – è lo strumento migliore per comunicare la bellezza. Non l'ho vista nuda, ma non penso che sia questa gran Venere o questa bellezza giunonica! Altrimenti avrei sentito parlare da lei da tempo anch'io che non sono uno che corre dietro a seni e sederi.

                                                                                                                                                                                                                                           Ernesto Miragoli