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IL FATTO La vita monastica e' in crisi profonda, anzi attraversa ''un'ora di grande difficolta', un'ora non di decadenza spirituale, ma di poverta' e di debolezza'', con comunita' ''che si avviano dolorosamente verso una diminuzione e anche una fine''. E' quanto ha spiegato il Cardinale Franc Rode', Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Societa' di vita apostolica, intervenendo all'inaugurazione della plenaria convocata dal suo dicastero e dedicata alla vita monastica e al ''suo significato nella Chiesa e nel mondo''. Il calo di vocazioni colpisce ormai in modo pesante l'antica tradizione dei monasteri, in particolare in Europa e America del nord e se e' vero che dai continenti di nuova evangelizzazione arriva qualche segno di ripresa, va rilevato che il grosso delle comunita' monastiche si trova nel vecchio continente, cioe' nell'area del mondo che fa registra in tutti i settori del clero le cadute piu' significative di vocazioni e di abbandono del sacerdozio e della vita religiosa in generale. I punti dolenti sono quelli che riguardano il clero in generale amplificati dalla difficolta' di vivere fino in fondo la radicalita' della scelta monastica. Quindi ancora il celibato e l'eccesso di attivismo missionario, cioe' l'azione nel sociale che si sostituisce alla vita spiritualita'. Non a caso il Cardinale ha sviluppato in tre punti la sua riflessione: - vivere il celibato e la vita comune in modo radicale, - guardarsi dal pericolo dell'attivismo, - prestare attenzione alla formazione per ritrovare una teologia sapienziale.
IL COMMENTO Mi scuso, ma non capisco. La vita monastica è in crisi perché non si vive in modo radicale il celibato, c'è iperattivismo, manca spiritualità? Ma non sono proprio questi i cardini della vita monastica? Voglio dire: un prete secolare come me o una suora secolare come una suora paolina PROMETTONO di essere fedeli al celibato o alla verginità consacrata ma non SI VOTANO alla povertà, castità ed obbedienza. Cosa che invece fanno i monaci e le monache. Se in un monastero non si prega e non si medita, che si fa? Se in un monastero viene l'uzzola di andare a fare apostolato fra i tossici, non viene il dubbio che sia una cosa bella e legittima e sacrosanta, ma non molto rispondente alla vocazione monastica? C'è un po' di confusione in giro. Ernesto Miragoli
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