Benvenuti al sito Donne Contro il Silenzio ipocrita. Il nostro scopo è creare un'opinione pubblica ben informata, e ridare voce a chi, tra le donne, vive l'oppressione del sacro coniugato al potere maschile

Estate 2006

Comunicato Stampa
ALLA CHIESA ITALIANA RADUNATA IN VERONA.
 

 

Comunicato Stampa
Redatto dalle persone impegnate attorno al sito

Fausto Marinetti, Don Zeno, obbedientissimo ribelle

Nadìr Giuseppe Perìn: "Uomini senza collare"

La corrispondenza continuerà durante l’estate ininterrottamente

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La parola ai lettori...

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Siamo nel mese in cui molti programmano la propria vacanza e – nonostante la crisi economica – sembra che molti italiani riducano i giorni di vacanza, ma non vi rinuncino.
Ritenendo cosa sacrosanta il periodo di riposo, ci permettiamo di suggerire un modo diverso di vivere il riposo festivo ed estivo. Non saremo così radicali da sconsigliare mete abituali quali il mare, la montagna, le città d’arte i centri di benessere o i villaggi turistici, ma vorremmo suggerire di riservare uno spazio al Silenzio ed alla Parola.
Il Silenzio è solo un sostantivo che, nella nostra società contemporanea, viene relegato negli ammuffiti vocabolari. Abbiamo il terrore del silenzio. Proviamo a pensare: spesso nelle nostre case tutto il giorno è accesa la TV; se saliamo in auto con l’accensione del motore parte la musica della radio; i giovani (e non solo essi ) girano per la città con le cuffiette nelle orecchie e persino nelle liturgie domenicali non c’è un momento di silenzio. Se il barocco aveva l’horror vacui, la società contemporanea ha l’horror silentii.
Ricuperare l’atteggiamento silenzioso, invece, serve. Si rientra in se stessi, si può valutare meglio la propria vita, il proprio lavoro, il proprio rapporto con il partner, i figli, gli amici. Vivere il silenzio significa saper creare attorno a noi un momento in cui non suona il cellulare, non funziona la radio, non parla la TV, non c’è il frastuono delle auto. Ci si chiederà dove è possibile trovare un luogo così senza andare nella foresta amazzonica. I luoghi ci sono: in ogni parte d’Italia c’è una chiesa di un convento. In genere sono discoste dall’abitato, vuote nel pomeriggio, silenziose al punto che si sente l’eco dei propri passi. Ma il primo luogo da cercare è dentro noi stessi: occorre chiudere il rubinetto dei pensieri che girano a gogo, spegnere la radio del nostro cuore che è deflagrato in mille pezzi e frastornato da cento pensieri. Spegnere anche solo per due ore le emozioni che ogni giorno ci aggrediscono è un gesto che ci darà pace.
Potremo allora non solo sentire, ma ascoltare. Ascoltare il silenzio di quella chiesa o di quella campagna aperta. Il canto degli uccelli, lo stormire delle foglie, il frinire delle cicale, saranno un suono strano, velato, smorzato che all’inizio ci parrà assordante. Se avremo la costanza di non fuggire potremo ascoltare il nostro cuore che ci parlerà di come ci rapportiamo con noi stessi, il nostro partner, i nostri figli, i colleghi di lavoro e gli amici.
Un consiglio che potrebbe seguire anche chi non è religioso: portiamoci un vangelo. Tutti nelle case ne abbiamo uno. Apriamolo a caso: ascolteremo la Parola. Possiamo leggerla, rileggerla, rileggerla ancora. Sarà un aiuto per capire come continuare a vivere in modo diverso la quotidianità assordante che dopo quelle due o tre ore dovremo affrontare.
Buone vacanze
Joelle Cerfoglia, Ernesto Miragoli, Ausilia Riggi, Giuseppe Zanon

 

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Guida alla lettura delle rubriche nel sito rinnovato

NOTA: Nella homepage  sono scritte con caratteri in rosso nostre produzioni inedite

ma abbiamo messo lo zampino in tutti gli articoli

Leggi i numeri precedenti in archivio

a)“Vi parliamo così” e cioè secondo lo spirito che ci anima, indicando lo sfondo nel quale ci muoviamo. Anche questa volta un intervento sul silenzio ci è giunto anonimo. Come vedete, abbiamo bisogno di parlare di silenzio perché il nostro essere-contro l’ipocrisia e la fuga dalla responsabilità si traduce in un essere-per la verità e la chiarezza interiore ed esteriore.

b) “Lezioni di vita” presenta pensieri e figure che hanno da insegnarci qualcosa, come  GiovanniXXIII, e Etti Hillesum, la meravigliosa ragazza ebrea che dal caos sentimentale giunge, nella prova estrema, a farsi dono agli altri; e poi ancora contenuti che ci spingono a delineare sempre più e meglio la nostra linea, di aiuto reciproco, di impegno a trionfare della prova per costruire la novità evangelica in noi e attorno a noi.

c) “In dialogo”: Una corrispondenza di vario tipo, perché vogliamo accogliere le sollecitazioni di persone che in certo qual modo si collegano alla nostra esperienza; non tutto si può “firmare”, ma a tutto, possibilmente, è bene dare spazio. Un prete sposato aggiunge la sua ad altre lettere che ogni tanto ci fanno giungere persone che si rivolgono al papa: che avvenga il miracolo, ed una colomba gliela consegni? Siamo liete di corrispondere con “Marea”. Sempre pregnanti le lettere di ragazze che ci aprono il loro cuore.

d)“La questione celibataria” riporta documenti lunghi - uno lunghissimo - su ciò che il Magistero non finisce di produrre in difesa del celibato presbiterale. Ad esaminarli non manca qualche contributo di grosso spessore del nostro G. Perìn Nadìr. Un gioiello è il dialogo – brevissimo – nel quale un celibe DOC riesce ad essere convincente: parla di celibato vissuto in prima persona, senza vanterie, in tutta umiltà…. Un celibato simile auguriamo a “quelli che restano”; e un matrimonio santo auspichiamo a “quelli che non possono restare” perché il loro carisma, altrettanto “nobile” quanto il celibato.

e) “Dibattito Arcobaleno”: una breve news puntualizza il senso della nostra ricerca sul DISCEPOLATO IMPEGNATO. Un’interessante corrispondenza ci mostra quanto sia illuminante il tema riguardante la vita religiosa, se trattato “ad extra”.  Chiediamo dialogo dialogo dialogo. Intanto offriamo alla lettura documenti molto validi, su cui meditare.

f) “Recensioni e segnalazioni” privilegia le produzioni che possano essere di aiuto a guardare la realtà con occhio attento, soprattutto per aspetti in cui ci riconosciamo. “Il codice da Vinci”, essendo di grande attualità, ve lo presentiamo in tutte le salse. Le ultime due recensioni sono “nostre”.

g) “Noi e il femminismo” è una rubrica che presenta lati sempre vari sull’argomento che ci riguarda da vicino: collegarci con la ricerca femminile è un nostro dovere. Cimentarsi con letture impegnate è segno di serietà.

h) “Diritti umani e Chiesa”: Ci è sembrato opportuno accostare l’argomento sui diritti umani, quasi sempre associato a quello dei “trasgressori classici” per la condizione di “diversi”, all’atteggiamento circospetto della Chiesa, dato che talvolta il guardare troppo in avanti è “a rischio”... La prima lettera-testimonianza gronda verità e sofferenza indicibile: un grazie ad Anna che non ha avuto remore a permetterci di renderla pubblica. L’argomento dei PACS in rapporto con i diritti della famiglia, oggi molto discusso, riporta qualche nostra opinione, perché vogliamo sottolineare dove è il “rischio”, di cui sopra.


 

Buona lettura!

 


“Donne-contro-il-silenzio” riapre con la solita attenzione alla realtà della Chiesa-dal-basso al femminile, caratterizzata da trascorse, vive esperienze di rapporto con l’Istituzione, spesso segnate da traumatiche fratture, motivo di sofferenza. La schiera delle, come degli ex, è spesso tabuizzata dagli stessi soggetti, che forse ne hanno motivo per accantonare ricordi molesti del passato. Ed è a motivo delle remore di costoro che evitiamo di usare questa fastidiosa (per loro) paroletta “ex”.

·        Ci pare molto importante aiutarli a dirottare i propri talenti in modo nuovo e creativo nel discepolato impegnato o nella comune vita laica.

·        Ci pare essenziale promuovere iniziative di aiuto materiale, premessa indispensabile di riscatto umano (vedi interessanti precisazioni alla voce “Aiuti” (Rete di solidarietà)

·        Si affacciano insistentemente nel sito altre figure di confine (tra dentro e fuori dell’istituzione): eterni indecisi o disorientati, o peggio caduti nel compromesso. Ci interessiamo di loro perché la piena comprensione di situazioni di disagio può provenire soprattutto da chi è passato dalla prova del fuoco.

·        Agire a partire da uno specifico settore sociale, soprattutto se emarginato, per noi significa aver di mira la crescita globale della società umana: una cellula sana è in grado di sanare le malate.

·        Un grazie vivissimo, dunque, a chi si rende partecipe del nostro progetto. Tutte e tutti sono le e i benvenuti: chi ha bisogno di aiuto e chi vuol darlo.
 

·        Le lettere che riceviamo – ne abbiamo fatto l’abitudine – provengono prevalentemente da donne lacerate da amori impossibili o clandestini a motivo del celibato ecclesiale. E spesso ci tocca di dover fare da cirenei; ma lo facciamo con vero amore. Non mancano lettere meravigliose, soprattutto di donne LIBERATE o di preti sposati onesti, i quali, dopo aver fatto il passaggio allo stato laicale imposto dal canone celibatario, sopportano angherie davvero impietose, che “gridano vendetta al cospetto di Dio”. Vendetta che non invochiamo. L’unica via che ci pare degna per chi vuole il riconoscimento della propria dignità, è quella della chiarezza. E’ giusto dire la verità. Farla conoscere. Sostituirla a tabù collettivi omologanti e bloccanti.
 

·        Immettere il seme della crescita nelle istituzioni come la Chiesa comporta un cambiamento che pervada – prima ancora di esplodere all’esterno – le coscienze, la mentalità, il costume. E’ in questa direzione che noi ci muoviamo.

·        N. B. Questo sito, si sa, è contro il silenzio. Contro tutti i silenzi ipocriti. Sappiamo che può essere difficile fidarsi noi. La rete è un mondo meraviglioso, ma può essere una trappola. Invitiamo comunque tutti coloro che soffrono in silenzio a causa di leggi ecclesiastiche anodine a comunicare con noi. Possono scegliere la forma dell'anonimato o chiederci di osservare il più rigoroso riserbo. Se vi fidate... noi siamo con voi. Perché anche noi abbiamo passato momenti come i vostri e tormenti uguali ai vostri.



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