Dibattito alla “Sette” su

Chiesa ed omosessualità

Questa volta davvero la trasmissione è stata davvero interessante con affermazioni lapidarie e quasi sempre VERE

che non portano a conclusioni solide, ma aprono piste di ricerca da più punti di vista

 

La chiesa, la morale, il sesso: dopo il documento di Papa Ratzinger contro i preti gay si è accesa la polemica.

La testimonianza di padre Daley, attivo nello stato di New York, è a questo proposito del tutto particolare: prete da 30 anni, il 5 marzo del 2004 ha dichiarato pubblicamente la sua omosessualità.
"Credo che il documento sui preti gay sia doloroso e datato, i preti gay sono stati presi come capro espiatorio dei preti pedofili.
Il problema, quindi non è l'orientamento sessuale ma la maturità sessuale, il saper vivere il celibato. L'orientamento sessuale non cambia, e non si può cambiare, è insito in noi già da piccoli. E non capisco perché il sesso sia considerato un peccato così grave per la Chiesa. Gesù non ne ha mai parlato, mentre la Chiesa sembra esserne ossessionata. L'unica maniera per vivere pacificamente una vita casta è esprimere le proprie energie sessuali in una realtà più ampia, in una prospettiva d'amore più ampia. Conosco molti preti eterosessuali e omosessuali che hanno relazioni stabili da anni e senza quelle relazioni avrebbero abbandonato il ministero da anni. Il mio orientamento sessuale non posso cambiarlo, sono come Dio mi ha creato e benedico la sua volontà".

In studio ne parlano Luigi Amicone, direttore del settimanale Tempi, il romanziere Aldo Busi, Daniele Capezzone, segretario dei Radicali ed Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia.

Amicone, cosa può succedere a Padre Frederick per essersi dichiarato?
"Ne ha parlato con le autorità della Chiesa, è un caso singolare ed eccezionale.
Il problema non è la sessualità, ma la persona. Mi pare legittima da parte della Chiesa un'impostazione educativa, perché il vero problema è concepire la sessualità all'interno della vita. Il sacerdote ha un compito prima di tutto educativo".
Gli risponde animatamente Aldo Busi: "Non sono più sensibile a queste fisime, non capisco che senso abbia voler dichiarare il proprio orientamento sessuale in un'istituzione religiosa e sessuofoba che ha calpestato e umiliato la sessualità da San Paolo in avanti. Quel sacerdote è un povero diavolo, fa pena, mi sembra una piattola demoniaca. E poi perché non intervistare un prete italiano? Io frequento saune gay, ed è pieno di preti gay, c'è anche un Cardinale. Ieri ho ricevuto la confidenza di un giovanotto che è stato abbordato da un prete proprio in piazza San Pietro, durante la veglia per Wojtyla".

Capezzone, pensa che la chiesa sia davvero sessuofoba?
"Credo che la sessuofobia sia l'altro volto della sessuomania. La gerarchia ecclesiastica si comporta così perché ha terrore del sesso, ne è terribilmente ossessionata".
Aggiunge Busi: "Io non credo che la sessualità non sia centrale in una persona, soprattutto se è un maschio. La sessualità degli uomini può essere orientata in base a una particolare situazione sociale in cui una persona si trova, come quando si è in galera".
Amicone: "Non credo che, come dice Busi, il cristianesimo sia la negazione della sessualità: il cristianesimo è l'esaltazione di tutto ciò che è umano e quindi anche di ciò che concerne il sesso".
Busi: "Basterebbe leggere "Storia criminale del cristianesimo" di Karlheinz Deschner, che tra l'altro non è stato recensito da nessuno in Italia: racconta le barbarie della chiesa cattolica, dall'omofobia alla conquista del Messico, la chiesa è una banda di gangster. Papa Ratzinger, che ha militato nella Hitlerjugend, ha molte più cose da farsi perdonare da noi, che noi da lui. La chiesa ha reso l'essere umano più infelice di quanto non fosse prima".

La parola ai politici.
Elisabetta Gardini: "Sono sconcertata da questa presa di posizione di Busi. E poi sono sempre colpita da questo sciorinare un sacco di preconcetti e luoghi comuni sul mondo cattolico. Quando il celibato lo si chiede ai preti buddisti nessuno fa una piega, se lo si chiede ai preti cattolici è uno scandalo. C'è un'attenzione eccessiva verso il rapporto tra la Chiesa e il sesso, e così facendo ci allontaniamo dal dare un senso alla vita".
Capezzone: "Io sono impressionato dal documento della Chiesa. Entro nel dramma di una persona che vorrebbe servire la sua chiesa e il suo Dio e si trova la porta sbarrata. L'avete letto il documento? Come si può accertare se una persona ha una tendenza omosessuale radicata da tre anni? Che inquisizione è? È la prima volta che non si condanna un atto impuro, ma una condizione che viene considerata impura. Ma la cosa che mi fa più vergogna è che in questo modo si fa l'equazione tra omosessualità e violenza sui minori: il Vaticano fa trapelare che siccome ci sono stati degli scandali di abusi sessuali da parte di preti pedofili, allora bisogna impedire ai preti omosessuali di avere a che fare con i bambini ed educarli. In questo paese, quando si parla di pedofilia, si nasconde un dato del Censis: su 100 violenze sessuali nei confronti dei bambini, 90 avvengono in famiglia, 8 a scuola, in parrocchia, in luoghi di vita sociale, e solo 2 da parte di estranei. Io dico, apriamo gli occhi sulla realtà".

Leonardo Ranieri è stato testimone di Geova per trent'anni, ha sempre negato la sua omosessualità, poi, quando si è dichiarato apertamente, lo hanno cacciato, nonostante fosse diventato una personalità di spicco all'interno dell'organizzazione.
"Sono consapevole della mia omosessualità da sempre. Mi sono sempre chiesto come mia madre non lo abbia mai capito. Mi sono fidanzato per finta un paio volte, poi, prima del matrimonio, scappavo. Quello che ho fatto per 30 anni, l'ho fatto perché ci credevo. Poi, nel momento in cui sono venuti a mancare dei valori umani all'interno del gruppo, ho deciso di esternare la mia omosessualità, così sono stato espulso. Il primo tribunale interno mi aveva assolto, ma poi la seconda volta, quando ho portato avanti la mia omosessualità sono stato cacciato. Le conseguenze dell'espulsione sono state terrificanti da un punto di vista psicologico, e ho anche perso il lavoro".
Busi: "Questa persona è stata cacciata perché ha ammesso di essere omosessuale, non per esserlo effettivamente. Comunque hanno fatto benissimo a cacciarla, perché non esiste peggiore perversione di un omosessuale credente".
Replica Ranieri: "Non sono d'accordo, si può essere credenti ed essere omosessuali, però non credo si possa rivestire un ruolo ufficiale all'interno di un'istituzione religiosa perché si ha una responsabilità educativa".

Capezzone: "C'è un altro capitolo che va aperto: se noi non tolleriamo la Sharia, ovvero l'ingresso delle leggi religiose all'interno della vita civile, non vedo perché qui lasciamo che Ruini entri a gamba tesa nella vita civile. Il problema è anche quello dei politici che si genuflettono alla Chiesa, che sono contro il divorzio e poi hanno due famiglie, che sono contro le droghe e poi se entra un cane antidroga a Montecitorio, è il cane ad arrendersi".

Amicone: "Busi dovrebbe ringraziare il cristianesimo, nonostante tutti i suoi errori: se fosse in un posto del mondo dove non c'è il cristianesimo, come la Cina o l'Iran, ad esempio, lo avrebbero già condannato a morte. Negli ultimi due secoli, quando il problema sembrava essere solo quello di liberarci dal cristianesimo, sono stati fatti milioni e milioni di morti. Se voi foste a capo della Chiesa della libertà non ci sarebbe posto per nessuno, perché tutti i rivoluzionari e i libertari hanno creato semplicemente il deserto. È evidente che questa fobia anticlericale nasce perché la Chiesa non si adatta e non adotta la sua morale al business e alle mode. La Chiesa dice che non si può usare l'uomo come merce, e ha una lunghissima storia di tutela della dignità umana. Busi, invece, ha una pulsione totalitaria".

Un'altra storia, un'altra testimonianza fuori dal comune, quella di Beatrice e Gianmarco: sposati da un anno e mezzo, hanno scelto di essere casti prima del matrimonio.
Beatrice: "Prima d'intraprendere il cammino spirituale che mi ha portato ha questa scelta, ho avuto delle esperienze sessuali. Questa esperienza mi è servita perché mi sono resa conto di non stare bene con me stessa, mi sentivo sporca, mi sembrava di non rispettare l'altro e nemmeno me stessa. Mi sono avvicinata a Dio dopo una tragedia familiare, e mi sono resa conto che quello che stavo facendo era sbagliato".
Gianmarco: "Io ho avuto un passato turbolento, anche se non ho esperienze di droga o cose simili. Nessuno mi ha forzato o plagiato. Anzi, prima ritenevo coloro che andavano in chiesa degli sfigati e oggi sono felice. E i diversi siamo noi e non loro. La nostra è una scelta antropologica, ed il mio è stato un cammino spirituale che mi ha portato a delle conclusioni e non a un plagio. Mi sono reso conto che la mia castità andava di pari passo con la mia umanità: il dono più bello che Beatrice aveva da darmi, e che la Chiesa esalta all'interno del matrimonio, l'abbiamo goduto dopo il matrimonio".
Elisabetta Gardini: "Spero che la loro scelta, che è in vera controtendenza rispetto a tutto, li porti a un lungo matrimonio. Io mi sento ingannata, perché la rivoluzione del '68 ci ha portato a rinnegare tutto ciò che era la famiglia, sembrava che tutti i mali fossero rappresentati dall'istituzione familiare. L'unica libertà, secondo questa concezione, è il libertinaggio, è fare quello che vogliamo".

Ranieri, cosa pensa di questo dibattito? Cosa gli ha lasciato?
"Sinceramente non so cosa pensare. Ho chiesto delle cose a Dio e non sono arrivate delle risposte. Forse ho truffato delle persone, forse ho truffato la mia coscienza. Dopo questa trasmissione so solo che c'è un caos terribile nella vita di tutti noi. E io che pensavo di essere l'unico pazzo..."

fonte La7, Le Invasioni Barbarich