Dibattito alla “Sette” su
Chiesa ed omosessualità
Questa volta davvero la trasmissione è stata davvero interessante
con affermazioni lapidarie e quasi sempre VERE
che non portano a conclusioni solide, ma aprono piste di ricerca da
più punti di vista
La chiesa, la morale,
il sesso: dopo il documento di Papa Ratzinger contro i preti gay si è accesa la
polemica.
La testimonianza di padre
Daley, attivo nello stato di New York, è a questo proposito del tutto
particolare: prete da 30 anni, il 5 marzo del
"Credo che il documento sui preti gay sia doloroso e datato, i preti gay
sono stati presi come capro espiatorio dei preti pedofili. Il
problema, quindi non è l'orientamento sessuale ma la maturità sessuale, il
saper vivere il celibato. L'orientamento sessuale non cambia, e
non si può cambiare, è insito in noi già da piccoli. E non capisco perché il
sesso sia considerato un peccato così grave per
In studio ne parlano Luigi
Amicone, direttore del settimanale Tempi, il romanziere Aldo Busi,
Daniele Capezzone, segretario dei Radicali ed Elisabetta Gardini,
portavoce di Forza Italia.
Amicone, cosa può succedere a Padre Frederick
per essersi dichiarato?
"Ne ha parlato con le autorità della Chiesa, è un caso singolare ed
eccezionale. Il problema non è la sessualità, ma la persona.
Mi pare legittima da parte della Chiesa un'impostazione educativa, perché il
vero problema è concepire la sessualità all'interno della vita. Il sacerdote ha
un compito prima di tutto educativo".
Gli risponde animatamente Aldo Busi: "Non sono più sensibile a
queste fisime, non capisco che senso abbia voler dichiarare il proprio
orientamento sessuale in un'istituzione religiosa e sessuofoba che ha
calpestato e umiliato la sessualità da San Paolo in avanti. Quel sacerdote è un
povero diavolo, fa pena, mi sembra una piattola demoniaca. E poi perché non
intervistare un prete italiano? Io frequento saune gay, ed è pieno di preti
gay, c'è anche un Cardinale. Ieri ho ricevuto la confidenza di un giovanotto
che è stato abbordato da un prete proprio in piazza San Pietro, durante la
veglia per Wojtyla".
Capezzone,
pensa che la chiesa sia davvero sessuofoba?
"Credo che la sessuofobia sia l'altro volto della sessuomania. La
gerarchia ecclesiastica si comporta così perché ha terrore del sesso, ne è
terribilmente ossessionata".
Aggiunge Busi: "Io non credo che la sessualità non sia centrale in
una persona, soprattutto se è un maschio. La sessualità degli uomini può essere
orientata in base a una particolare situazione sociale in cui una persona si
trova, come quando si è in galera".
Amicone: "Non credo che, come dice Busi, il cristianesimo sia la
negazione della sessualità: il cristianesimo è l'esaltazione di tutto ciò che è
umano e quindi anche di ciò che concerne il sesso".
Busi: "Basterebbe leggere "Storia criminale del
cristianesimo" di Karlheinz Deschner, che tra l'altro non è stato
recensito da nessuno in Italia: racconta le barbarie della chiesa cattolica,
dall'omofobia alla conquista del Messico, la chiesa è una banda di gangster.
Papa Ratzinger, che ha militato nella Hitlerjugend, ha molte più cose da farsi
perdonare da noi, che noi da lui. La chiesa ha reso l'essere umano più infelice
di quanto non fosse prima".
La parola ai politici.
Elisabetta Gardini: "Sono sconcertata da questa presa di posizione
di Busi. E poi sono sempre colpita da questo sciorinare un sacco di preconcetti
e luoghi comuni sul mondo cattolico. Quando il celibato lo si chiede ai preti
buddisti nessuno fa una piega, se lo si chiede ai preti cattolici è uno
scandalo. C'è un'attenzione eccessiva verso il rapporto tra
Capezzone: "Io sono impressionato dal documento della Chiesa. Entro
nel dramma di una persona che vorrebbe servire la sua chiesa e il suo Dio e si
trova la porta sbarrata. L'avete letto il documento? Come si può accertare se
una persona ha una tendenza omosessuale radicata da tre anni? Che inquisizione
è? È la prima volta che non si condanna un atto impuro, ma una condizione che
viene considerata impura. Ma la cosa che mi fa più vergogna è che in questo
modo si fa l'equazione tra omosessualità e violenza sui minori: il Vaticano fa
trapelare che siccome ci sono stati degli scandali di abusi sessuali da parte
di preti pedofili, allora bisogna impedire ai preti omosessuali di avere a che
fare con i bambini ed educarli. In questo paese, quando si parla di pedofilia,
si nasconde un dato del Censis: su 100 violenze sessuali nei confronti dei
bambini, 90 avvengono in famiglia,
Leonardo Ranieri
è stato testimone di Geova per trent'anni, ha sempre negato la sua
omosessualità, poi, quando si è dichiarato apertamente, lo hanno cacciato,
nonostante fosse diventato una personalità di spicco all'interno
dell'organizzazione.
"Sono consapevole della mia omosessualità da sempre. Mi sono sempre
chiesto come mia madre non lo abbia mai capito. Mi sono fidanzato per finta un
paio volte, poi, prima del matrimonio, scappavo. Quello che ho fatto per 30
anni, l'ho fatto perché ci credevo. Poi, nel momento in cui sono venuti a
mancare dei valori umani all'interno del gruppo, ho deciso di esternare la mia
omosessualità, così sono stato espulso. Il primo tribunale interno mi aveva
assolto, ma poi la seconda volta, quando ho portato avanti la mia omosessualità
sono stato cacciato. Le conseguenze dell'espulsione sono state terrificanti da
un punto di vista psicologico, e ho anche perso il lavoro".
Busi: "Questa persona è stata cacciata perché ha ammesso di essere
omosessuale, non per esserlo effettivamente. Comunque hanno fatto benissimo a
cacciarla, perché non esiste peggiore perversione di un omosessuale
credente".
Replica Ranieri: "Non sono d'accordo, si può essere credenti ed
essere omosessuali, però non credo si possa rivestire un ruolo ufficiale
all'interno di un'istituzione religiosa perché si ha una responsabilità
educativa".
Capezzone:
"C'è un altro capitolo che va aperto: se noi non tolleriamo
Amicone:
"Busi dovrebbe ringraziare il cristianesimo, nonostante tutti i suoi
errori: se fosse in un posto del mondo dove non c'è il cristianesimo, come
Un'altra storia,
un'altra testimonianza fuori dal comune, quella di Beatrice e Gianmarco:
sposati da un anno e mezzo, hanno scelto di essere casti prima del matrimonio.
Beatrice: "Prima d'intraprendere il cammino spirituale che mi ha
portato ha questa scelta, ho avuto delle esperienze sessuali. Questa esperienza
mi è servita perché mi sono resa conto di non stare bene con me stessa, mi
sentivo sporca, mi sembrava di non rispettare l'altro e nemmeno me stessa. Mi
sono avvicinata a Dio dopo una tragedia familiare, e mi sono resa conto che
quello che stavo facendo era sbagliato".
Gianmarco: "Io ho avuto un passato turbolento, anche se non ho
esperienze di droga o cose simili. Nessuno mi ha forzato o plagiato. Anzi,
prima ritenevo coloro che andavano in chiesa degli sfigati e oggi sono felice.
E i diversi siamo noi e non loro. La nostra è una scelta antropologica, ed il
mio è stato un cammino spirituale che mi ha portato a delle conclusioni e non a
un plagio. Mi sono reso conto che la mia castità andava di pari passo con la
mia umanità: il dono più bello che Beatrice aveva da darmi, e che
Elisabetta Gardini: "Spero che la loro scelta, che è in vera
controtendenza rispetto a tutto, li porti a un lungo matrimonio. Io mi sento
ingannata, perché la rivoluzione del '68 ci ha portato a rinnegare tutto ciò
che era la famiglia, sembrava che tutti i mali fossero rappresentati
dall'istituzione familiare. L'unica libertà, secondo questa concezione, è il
libertinaggio, è fare quello che vogliamo".
Ranieri,
cosa pensa di questo dibattito? Cosa gli ha lasciato?
"Sinceramente non so cosa pensare. Ho chiesto delle cose a Dio e non sono
arrivate delle risposte. Forse ho truffato delle persone, forse ho truffato la
mia coscienza. Dopo questa trasmissione so solo che c'è un caos terribile nella
vita di tutti noi. E io che pensavo di essere l'unico pazzo..."
fonte La7, Le
Invasioni Barbarich