Un dialogo convincente
 

 

sul celibato umile 

 


Tanto convincente da poter essere associato ad un discorso sul matrimonio

D’altra parte i discepoli di Gesù avevano capito (almeno in questo caso), fino a chiedersi se, data la serietà dell’impegno nel matrimonio,

non fosse meglio non sposarsi.

C’è da ricavare, per chi vuol essere vero cristiano (forse si può dire anche “vero uomo”), che l’amore umano deve essere responsabile, e che l’esercizio della sessualità va preso in considerazione nella misura dell’entità dell’amore                         

[si prega di cogliere il senso giusto di quanto si legge…]

 

Dialogo tra Padre Thomas Keating e Andrew Cohen

La nostra aspirazione, in ogni numero della rivista What is Enlightenment?”, è presentare ai nostri lettori individui sinceri e appassionati che hanno profondamente a cuore gli altri esseri umani e accettano con coraggio, come loro onere personale, le più profonde aspirazioni spirituali della razza. Incontrare esseri simili è sempre un privilegio, ma talvolta accade, come nel caso di padre Thomas Keating, che il calore, l’amore, la dignità e la semplice umanità che sperimentiamo alla loro presenza superino le nostre aspettative, e possiamo solo meravigliarci per aver avuto la fortuna di includere le loro intuizioni, le loro idee e il loro spirito nella nostra continua esplorazione della natura e il significato dell’illuminazione.

Padre Keating, che è stato per venti anni abate dell’abbazia di San Giuseppe, un monastero trappista a Spencer, nel Massachusetts, è ora, all’età di settantaquattro anni, la figura leader di un movimento interconfessionale finalizzato a dare nuova vita alla pratica contemplativa cristiana nota come preghiera di centratura. Egli è cofondatore di Contemplative Outreach, un’organizzazione sorta per diffondere le pratiche contemplative cristiane tra i laici di tutte le fedi, ed è autore di molti libri, tra cui Invito all'amore e Intimacy with God, che descrivono il processo di sviluppo spirituale che tali pratiche dovrebbero catalizzare.

Sin dall’inizio delle attività di Outreach, padre Keating ha condiviso con molti colleghi la conduzione dei ritiri e dei seminari sulla contemplazione. Tuttavia, per la maggior parte delle numerose persone che hanno tratto beneficio dal loro lavoro, è Keating, grazie al suo calore e alla sua umiltà straordinari, a esemplificare e personificare il potenziale trasformativo della preghiera di centratura. Come risultato, egli è un richiestissimo conferenziere e conduttore di seminari, e ogni anno, nonostante la sua fragile salute, mantiene un fitto programma di impegni che lo porta di città in città. Keating è noto anche per il suo interesse aperto e disponibile verso le pratiche contemplative e meditative delle altre tradizioni religiose. Ha studiato con molti insegnanti spirituali di diverse tradizioni induiste e buddiste e ha contribuito a creare, quindici anni fa, la Snowmass Interreligious Conference, dove si incontrano regolarmente insegnanti di tradizioni diverse per confrontare le proprie concezioni e idee, oltre che per valutare oggettivamente i benefici e gli svantaggi delle rispettive pratiche.

In mezzo a tutte queste attività, si potrebbe pensare che il celibato di padre Keating sia – come lui dice che fosse durante gli anni di noviziato – qualcosa di scontato, da considerarsi solo all’interno di un contesto fatto di molti, pressanti impegni. Ma durante i suoi trentatré anni di castità monacale – molti dei quali trascorsi a guidare gli altri nella pratica – padre Keating ha chiaramente riflettuto molto sull’importante funzione che il celibato può svolgere nella vita dei sinceri aspiranti spirituali, ed è prova della sua apertura mentale il fatto che, tra tutti gli autorevoli fautori della castità intervistati in questo numero, nessuno ha detto con la sua sincerità che il celibato non deve mai essere considerato come qualcosa di intrinsecamente superiore o indispensabile al raggiungimento della meta spirituale suprema. Il fine del celibato, sostiene Keating con vigore, è “un’umiltà e una purezza di cuore ancora maggiori… L’abbandono dell’orgoglio e del falso io, in modo che Dio possa essere Dio in noi”.

Fondamentale nel suo approccio è il riconoscimento che solo attraverso la pratica di queste qualità – umiltà e purezza – oltre che attraverso un processo di “purificazione interiore” piuttosto che di “osservanza esteriore”, è possibile realizzare il potenziale di trasformazione autentica e duratura di ogni pratica spirituale.

Padre Keating ha condiviso le sue idee con l’insegnante spirituale Andrew Cohen, al telefono, dal suo eremo montano del monastero di S. Benedetto a Snowmass, in Colorado.

(dalla rivista “What is Enlightenment?”)