Se chi mi dice: "Seguimi"  è Gesù

La parola è usata come un imperativo che si può interpretare come esortativo.

E' impensabile che Gesù scelga alcuni a stargli più vicini per… esserne affiancato ed assicurarsi la continuazione della sua missione.

Gesù rivolge il suo invito a seguirlo a persone ben diverse tra loro, né si preoccupa di dar loro un codice definito di comportamento.

Ma che cosa chiede con il suo "Seguimi" ?

Null'altro che quanto lui faceva: annunziare il Regno di Dio facendo sì che ognuno scoprisse di essere anzitutto figlio di Dio, o, detto in altro modo, che sapesse cercare, oltre il pane materiale, un di più, sepolto nel fondo del cuore di tutti. E c'è da dedurre dal "metodo" di Gesù che non volesse alcuna forzatura: il se vuoi", sta ad indicare la libertà che rispetta nelle persone.

Distinguere tra comando e consiglio nel seguire Gesù, può dar luogo ad equivoche interpretazioni. Ciò che lui vuole è che qualcuno lo aiuti ad incontrarsi con ogni sofferenza ed anomalia umana perché ciascuno ritrovi in sé uno spazio di trascendenza.

Questo è il compito di ogni cristiano.

L'esempio del giovane che si rifiuta di seguirlo, ci dice che non sempre si accetta di essere "cristiani", cioè suoi seguaci.

Il mondo è fatto di diversi in tutta la gamma delle differenze, a partire da quelle materiali a quelle spirituali (e si potrebbe allargare il discorso, includendo le varie forme religiose). Non rispondere alla Chiamata forse è non trovare in sé le condizioni morali per farlo. E' umano che quel Gesù dei Vangeli venga descritto come dispiaciuto del rifiuto; ma, appunto, è soltanto umano.

Guai a pensare di meritare di stare in Cielo alla sua destra e alla sua sinistra per essere suoi coadiutori!!!

Chi vuole, può far ciò che è chiamato ad essere, in maniera più radicale, cioè sviluppando, o meglio liberando potenzialità che alcuni lasciano sepolte dentro di sé per accidia, per quieto vivere, per motivi egoistici. Aver fatto del cristianesimo una religione severa che condanna al premio o alla dannazione eterna è disprezzare l'atto creativo, considerandolo irrimediabilmente corrotto senza le condizioni imposte dalla nuova Legge, che è Legge di amore.

Non si diventa discepoli facendosi maestri di libertà da una cattedra fatta di verità definite; bensì avvicinandosi ai criteri di Lui, partendo sempre da ciò che il singolo ha di diverso e rispettandolo tanto, da non omologarlo ad un presunto "cristiano tipo"; da valorizzarlo per quello che è.

E siccome non ci si libera mai da soli, ma insieme agli altri, e perfino insieme al mondo della materia, il "Seguimi" di Gesù può acquistare un significato ampio e profondo, tale che diventi messaggio di salvezza dal male. Il male che è connesso a quel nulla senza confini, data la sua insignificanza, che è un indefinibile sfondo dell'azione di Dio. Tutti noi, quando ci troviamo sperduti in esso, siamo nelle condizioni di scorgervi l'ombra, caliginosa, insopportabile del Male, da vincere per raggiungere il divino.

Certo è che Gesù ha bisogno di persone che lo aiutino in questo processo di salvezza, di liberazione. Non vuol dare loro un’insegna, né una decorazione che qualifichi "il grado" della sequela.

Ma come è delizioso seguire le tracce di Lui!

Suor Benedetta