John Holloway
"Cambiare il mondo senza prendere il potere"
Il significato della
rivoluzione oggi
CARTA: Intra Moenia,
312 pagine, 15 euro

Viviamo in un mondo che non ci piace. Come possiamo cambiarlo? Dobbiamo cominciare dal grido, dal rifiuto, dalla negazione, dice John Holloway. E il suo libro, «Cambiare il mondo senza prendere il potere», serve appunto a rafforzare il grido. Tutte le esperienze rivoluzionarie del secolo scorso miravano a cambiare la società attraverso la conquista del potere dello stato, con mezzi pacifici o mezzi violenti. Non hanno avuto successo e non hanno costruito le relazioni sociali diverse che avevano sognato. Eppure, Holloway pensa che sia possibile riscattare l’idea di rivoluzione dalle sconfitte passate.Ma si può cambiare il mondo senza prendere il potere? È una domanda che si pongono in pochi, ad esempio gli zapatisti. Non conosciamo la risposta, ma adesso sappiamo quanto sia necessario e urgente. L’intento della ricerca di Holloway è di aprire una discussione, a partire dal fatto che nella società capitalista il termine «potere» occulta due significati e due movimenti diametralmente opposti.«Cambiare il mondo senza prendere il potere» è già uscito in Inghilterra, Spagna, Argentina, Germania, Brasile, Corea del Sud e in Italia [una coedizione del settimanale Carta con Intra Moenia e l’Università di Puebla]. Sono in via di traduzione anche le edizioni francese, greca e turca. La severa e rigorosa analisi del pensiero della tradizione marxista ortodossa e la polemica con le tesi sostenute in «Impero» da Antonio Negri e Michael Hardt hanno suscitato uno straordinario e acceso dibattito in tutto il mondo.
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