Le espressioni di fuoco di Paola D’Anna

richiamano alla mente la frase evangelica: E’ necessario che gli scandali avvengano, ma guai a chi scandalizza uno di questi piccoli…..

Vorremmo trasformare le giuste recriminazioni con la preghiera

 

Continuano a giungere notizie di cronaca nera a sfondo sessuale che vedono coinvolti preti della Chiesa Cattolica.
Gli ultimi due casi, quello del sottosegretario della Conferenza episcopale venezuelana trovato morto dopo quello che sembra essere un incontro con un prostituto, e quello, ancora più terribile, del parroco messicano che ha strangolato e fatto a pezzi la sua amante perché era in cinta, pongono ancora di più al centro della riflessione la questione della formazione a cui i preti cattolici sono sottoposti prima della loro ordinazione al ministero.
Certo gli ultimi due casi sono casi limite. Per fortuna non tutti i preti che mettono in cinta le donne con le quali vivono la loro affettività le ammazzano per salvare il posto di lavoro ed una facciata di ipocrita rispettabilità. Spesso ci è capitato di avere notizia di donne costrette ad abortire dal prete con cui intrattenevano una relazione. In genere la stragrande maggioranza le sposa e, una volta abbandonato il ministero, conduce poi una vita esemplare e alla luce del sole. Anche i preti omosessuali che non reprimono la loro sessualità, e ce ne sono tanti, in genere mantengono relazioni stabili e rifuggono dal ricorso alla prostituzione.
Ma proprio questi ultimi due casi limite, mettono vieppiù in rilievo la deformazione mentale a cui sono sottoposti i preti nel corso della loro formazione ed in particolare la sessuofobia a cui vengono educati. Tutto ciò che è sesso è peccato, l’omosessualità è peccato, le donne sono l’incarnazione del demonio e via dicendo. Viene insegnato persino la posizione da assumere durante il sonno, per evitare le polluzioni notturne. L’ipocrisia, poi, domina su tutte le scelte: basta che si salvino le apparenze tutto può essere fatto. Purché nessuno sappia, si possono intrattenere tutte le relazioni sessuali che si vuole. Il prete viene formato non ad essere un umile servitore della comunità, ma una sorta di essere superiore che, nel passato, godeva di prestigio e potere personale, soprattutto nei piccoli paesi.
E’ evidente che la responsabilità degli atti delittuosi che vengono commessi dai preti, come per tutti gli altri esseri umani, è personale. Sarà il parroco messicano ad essere condannato per il duplice omicidio della donna e del bambino che portava in seno. Ma è altrettanto indubbio che nel loro caso la formazione o meglio la deformazione a cui sono stati sottoposti è responsabilità della gerarchia ecclesiastica che è corresponsabile, per lo meno moralmente, delle mostruosità commesse dai propri preti. Ma, questa è la nostra amara esperienza, nessuno di quelli che hanno tali responsabilità ha mai perso il sonno per tutto il male che hanno messo in circolazione nella chiesa e nel mondo attraverso l’imposizione di regole che negano il comandamento dell’amore lasciatoci da Gesù. Paola D’Anna

(dal sito “Il Dialogo”, 26/04/06)

 

Vieni, Santo Spirito

 

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina

 

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.

 

 

 

La denunzia del male è un dovere, la preghiera perché lo Spirito trasformi i cuori degli uomini è medicina che sana