Alberto quando era posto di fronte ad un bivio
dal carteggio con i Superiori
(Lasciamo il commento a chi legge)
Milano, 24 febbraio 2003
Ciao Bernardo,
al telefono mi hai detto che il prossimo 6 marzo il Consiglio di Presidenza della nostra Congregazione vorrà definire la mia situazione. La volontà è quella di espellermi dall’Ordine Cistercense.
Sono d’accordo: ci sono delle regole e chi le infrange, come nelle partite di calcio, dopo una o due ammonizioni viene espulso.
Il procedimento fila, non fa una grinza.
Come ho cercato di esprimere nelle lettere precedenti, a mio avviso, però, il problema è a monte e, cioè, se le regole del gioco vadano ancora bene. Il mio sentire è che si debba ormai passare da un monachesimo e da un cristianesimo istituzionale, dogmatico, dottrinale ad uno, per così dire, più esistenziale e più vicino alla gente, disposto ad imparare dalle persone a vedere il mondo con occhi nuovi.
Ma è solo un mio sentire e il problema è di dimensioni così vaste che non è certo mio compito quello di affrontarlo.
A me non resta che fare la mia parte.
Pertanto, ritengo sia giunta l’ora di prendere una decisione.
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L ’alternativa di fronte alla quale sono posto, come sai, non è tra Dio ed Elena, tra il seguire la mia vocazione e il rinunciare ad essa: questa è solo apparenza.
La scelta reale è tra una vocazione sentita sempre più vera, anche se con caratteristiche finora inedite, ed una legge umana ed ecclesiastica che oggi non prevede e non permette uno sviluppo vocazionale come il mio.
Interiormente mi vedo incamminato su di un’unica strada, solo esteriormente mi trovo davanti ad un bivio: senza di Elena potrei rimanere monaco e prete, con lei, no.
Come se per cercare Dio e mantenere il patentino per predicare il Suo amore fosse necessario sacrificare Elena e recidere in me l’amore per lei.
No, non posso seguire questa strada.
Avrei l’autorizzazione ma non l’autorevolezza per parlare, perché mi ritroverei tra coloro di cui Gesù diceva: "Dicono e non fanno".
Tra il rispetto di una legge e l’amore per una persona , scelgo quest’ultimo. E se oggi non posso vivere all’interno della Congregazione ciò che sento, lo vivrò al di fuori di essa.
Continuerò a portarvi nel cuore,
Fra Alberto