Cari amici;

Vi informo che, acquistando il libro insieme, un certo quantitativo, si ha lo sconto del 30%. Chi lo vuole, quindi, può inviare a me l’ordine ed io lo giro all’editrice. Il libro sarà disponibile solo tra un paio di settimane. Di seguito un commento di Giovanna Romualdi.

L’amore ordinato

di Giancarla Codrignani, 136 pagine, 13 euro

“L’Amore ordinato, (e già il titolo può essere letto in tanti modi) riguarda il celibato dei preti, una norma che sembra ormai giunta al capolinea.

Cominciare a leggere l’ultimo libro di Giancarla Codrignani e commentare fra me e me: sarebbe da consigliarne la lettura al Papa e a quante/quanti continuano a dar valore ai suoi (ma quelli del suo predecessore erano gli stessi) auspici per un riconoscimento della pari dignità della donna nella Chiesa!

Eppure l’Amore ordinato (e già il titolo può essere letto in tanti modi) riguarda il celibato dei preti, una norma che sembra ormai “giunta al capolinea”, e se leggiamo la prefazione dello storico Alberto Melloni “quello che Giancarla Codrignani offre ai lettori è un racconto delicato anche quando tocca temi delicati”: “storie d’amore ‘vietate’” come sembra se si legge la quarta di copertina? Perché allora prenderlo e leggerlo con attenzione?

Perché Giancarla Codrignani guarda sì a queste storie con grande rispetto ed umanità - anche con emozione quando si accosta ai racconti delle donne - ma il divieto, “la desertificazione affettiva degli ecclesiastici”, lo guarda non come un diritto negato - come spesso viene fatto da chi affronta il problema - piuttosto come la cartina al tornasole del rapporto Chiesa/donna.

“Sono proprio le donne che non si dovrebbero amare, e non a causa dell’amore, ma del loro essere donne. E’ perché ci sono le donne che esiste il celibato”. Ancora: “Il celibato non è destinato a cadere finché se ne discute la singola norma. Occorre prima - e insieme - ragionare sullo statuto della donna nella Chiesa. Sono, infatti, la costruzione dell’ideologia di ‘natura della sessualità’ e il pregiudizio che l’uomo sia l’unico paradigma dell’umano (... ) che debbono essere messi in questione prioritariamente”. Il racconto “delicato” diventa , allora, in realtà un’analisi puntuale, ricca - come sempre nei libri dell’autrice - di riferimenti a documenti teologici e prese di posizione ecclesiastiche, dello scarto fra norme canoniche ed esperienza e sapere delle donne: un’esperienza ed un sapere in cui corpo, mente ed emozioni sono compresenti anche quando fanno “teologia”, interrogando/si non soltanto sul senso del sacerdozio che le esclude ma anche su un immaginario divino che non le rappresenta.

Quale credito può aspettarsi il “genio femminile” se non si riparte da qui? se la Chiesa non si fa attraversare fin nei suoi fondamenti dalla libertà delle donne?”. 

Per chi lo vuole è disponibile anche il bel libro di p. Felice Scalia, “Alternativi e poveri – La vita consacrata nel postmoderno”, ed. Paoline, pp. 264, 13 euro. Per noi, 10 euro. Trascrivo dalla quarta di copertina:

“Sono in troppi i cristiani che si lasciano vivere o fanno fatica a vivere anche quando tutto va bene. Con questo “sale scipito” il mondo va come va. C’è chi è stufo e gioca a fare l’alternativo, ma a base di look strani e trasgressioni, fino allo sbando. E chi fa “sogni” spesso sperimenta che la sua “fame di giustizia” si risolve in amarezza.

Una domanda: e la vita consacrata? E’ o può essere una reale alternativa? Un segno di vita per la stessa società? Del resto i religiosi, le religiose nel mondo non sono stati sempre gli imperdonabili costruttori di senso, di bellezza, di “unità”?

Questo testo pensa alla vita consacrata come a un’onda di luce radicalmente “altra” che si allarga all’infinito, pacifica sponda lontana ad indicare che un pezzettino di “cielo”, uno spiraglio di “regno” può sorgere fin d’ora tra gli uomini. I religiosi di domani o saranno mistici, radicali nelle scelte, alternativi al neopaganesimo del mondo, o saranno mero ricordo storico di tempi che furono”.

Il libro è indirizzato ai religiosi, non meno che ai preti e ai laici in genere.