
di Ernesto Miragoli
C'era grande attesa attorno all'esito della riunione
convocata dal papa in merito alla faccenda del celibato sacerdotale ultimamente
tornata alla ribalta della cronaca dopo la provocazione di mons:
Milingo? No, direi di no.
C'era qualche speranza da parte degli addetti ai lavori. Nulla di più.
Dalla sala, cardinali e vescovi sono usciti con la faccia soddisfatta come
quella dei professori che lasciano l'aula magna dopo gli scrutini di giugno:
tutto come prima.
Sì, la disciplina ecclesiastica di rito romano cattolico che norma la
condizione del presbitero è rimasta immutata.
Una riunione di routine, potrebbe dire qualcuno.
No. Non è stata una riunione di routine. Se lo fosse stata non sarebbe stato
necessario convocarla. Sarebbe stato sufficiente far dire a qualche cardinale
prefetto di congregazione competente che il minacciato scisma di Milingo e comunque il problema del celibato del clero, non
tange i Pastori e tanto meno il Sommo Pastore della chiesa.
Non è stata una riunione di routine perché è stata convocata apposta.
I problemi sul tappeto, immaginiamo, sono stati due: come comportarsi con
l'arcivescovo ribelle e che linea tenere con i preti che lasciano il ministero.
Possiamo immaginare la risposta.
L'arcivescovo ribelle sarà discretamente contattato e si vedrà l'esito dei
contatti fra qualche mese.
Il comportamento da mantenere con i preti che lasciano il ministero rimane
immutato, anzi, se possibile sarà inasprito.
Mi chiedo due cose.
La prima: l'associazione fondata da mons.Milingo
crede davvero che questa sia la strada da percorrere per una riforma ecclesiale
sul tema del sacerdozio ministeriale? E' consacrando vescovi sposati o uomini
sposati che vorrebbero diventare preti che si aiuta la "coinonìa"? E perchè solo preti e vescovi uomini? Cosa
pensano Milingo ed i suoi teologi del sacerdozio alle
donne?
La seconda: che ne sarà dei preti che stanno pensando di lasciare il ministero
per contrarre matrimonio? E di quelli la cui domanda di dispensa dagli oneri
sacerdotali giace presso il competente dicastero?
No. Non è tutto come prima.
Tutto è più complicato di prima.
E Dio sa se c'è bisogno di contribuire a complicare le cose che già sono
difficili.