Il papa dà delle indicazioni sul dogma.

i mistici non si pongono in CONTRAPPOSIZIONE, ma hanno

un loro modo di vivere la fede che ci affascina

 

Paolo VI, 5 giugno 1968

 Il dogma non è una prigione del pensiero; è una conquista, è una certezza, che stimola la mente alla contemplazione e all'esplorazione, sia del suo contenuto, di solito profondo fino all'insondabile, sia del suo sviluppo nel concerto e nella derivazione di altre verità. Intellectus quaerens fidem, l'intelligenza esercita nella fede la sua ricerca, diceva il teologo medievale e tuttora degno d'esserci maestro, S. Anselmo; e aggiungeva: fides quaerens intellectum, la fede ha bisogno dell'intelletto. La fede infonde fiducia all'intelligenza, la rispetta, la esige, la difende; e per il fatto stesso che la impegna allo studio di verità divine, la obbliga ad un'assoluta onestà di pensiero, e ad uno sforzo che non la debilita, ma la conforta, tanto nell'ordine speculativo naturale, quanto in quello soprannaturale.

Mistici

 

Il mistico non si pre-occupa del dogma; non chiede né desidera certezze, definizioni, verità assolute.

Il suo intelletto non interroga la fede; riposa nel mistero che alimenta la fiducia nel Dio amato e in tutto ciò che è espressione di Lui (tutto!!!).

La fede è “vita” in ogni suo aspetto. Si nutre dell’oggetto unico della contemplazione:

L’A M O R E

Che non è solo sentimento, ma espressione piena del proprio essere; infatti, per loro, i due piani, naturale e soprannaturale finiscono col coincidere in chi ama.