
Così scriveva un amico quando
Giacomo ci lasciava quattro anni fa

Una notte, in cui il cielo era un brillio,
che pareva quasi di udirne
lo sfregolio,
una stella azzurra fece una mossa,
come se un'energia l'avesse
scossa,
e dal firmamento se ne volò via,
lasciandosi dietro una
leggera scia,
Per discutere questo strano fatto,
e come il cielo più non
fosse intatto,
le stelle furono chiamate a concilio,
e tutte accorsero in un
batter di ciglio.
Una stellina disse: Chi se ne accorge
se una di noi nell'infinito
si sporge?
lo spazio è tanto, che c'è di diverso,
se uno vuol esplorare
l'universo?
Ma, la Grande Stella replicò: Che ludibrio!
del bel creato si è rotto
l'equilibrio !
Della stella fuggiasca non si parli più
e chi oserà farlo, sia per
sempre tabù!
E così, la transfuga cadde nell'oblio
dimenticata dagli astri ma
non da Dio.
Passarono mille anni o suppergiù
e della vagabonda chi sentì
più !
Ma, un inverno, quando il sol s'accascia
una stella d'oro sforò una
galassia,
e, come Ulisse ai suoi nella terra amata,
disse alle compagne:-
Eccomi! son tornata !-
- Non è possibile - dissero tutte in coro –
eri una stracciona e or
vesti gemme e oro;
ti credevamo ormai morta di stenti
nel gelo spaziale fra
stridor di denti...-
- Voi, stelle fisse, - rispose la vagabonda -
del cosmo non conoscete
l'altra sponda
l'oro, le gemme e le perle ch'io porto
le ho raccolte nel cammino,
e son conforto:
la solitudine, la pazienza e il coraggio,
queste sono le perle
dell'ESSERE SAGGIO.
Voi siete tante, forti e in compagnia,
ma di voi non ho alcuna
nostalgia.
Rimanete pure fisse nel vostro firmamento,
io del mio viaggiare, non ho
pentimento.
E' vero, non tutti vedono il mio splendore,
ma solo i semplici e chi ha
puro il cuore.
Illuminerò soltanto chi nel CUORE nasce,
per questo ora andrò da un
BIMBO in fasce.-
La stella di Natale sulla capanna mia,
sarà la tua anima, o
Giacomo…
e così sia !
Un amico