Lasciamo
che questa notizia giunga a chi legge senza nostri commenti. Invitiamo, però, a
chiedersi: si tratta di dare avvio ad una prassi utile per servire il Popolo di
Dio, o di apertura verso nuove forme della missione
evangelica?
Le risposte che ci giungessero potrebbero
servire ad animare un dialogo tra noi
Le religiose affiancheranno laici e diaconi: avranno «responsabilità
pastorali e di guida» in collaborazione con i sacerdoti
Mancano i preti e a Vicenza arrivano le suore facenti funzione di parroco.
L'annuncio è stato dato dal vescovo della città berica,
monsignor Cesare Nosiglia, approdato in Veneto dopo
essere stato per molti anni il vice del cardinale Ruini
a Roma. Nosiglia, incontrando i rappresentanti
dell'Unione superiori maggiori d'Italia (Usmi), ha
parlato loro della necessità di affidare l'animazione di alcune
comunità alle religiose. «Molte piccole parrocchie restano senza prete
residente - ha spiegato il vescovo di Vicenza - è quindi necessario che si
attivino équipe di laici disponibili ad essere punto di riferimento per
l'azione pastorale d'intesa con i parroci presenti nell'unità pastorale». Ma
oltre ai laici, ha precisato Nosiglia, una funzione
preminente in questo ruolo di supplenza potrebbero
svolgerlo le suore. «Credo che sarebbe importante e significativo
se anche le religiose fossero disponibili ad assumere la responsabilità di una
parrocchia - ha detto il vescovo - diventando così punto di riferimento per
sviluppare l'unità pastorale. La presenza e il servizio delle religiose, in
questo caso, aprirebbe una nuova strada anche per dare al carisma dei vari
istituti uno sbocco interessante di apostolato».
Mentre l'affidamento della gestione di alcune parrocchie ai diaconi
permanenti (solitamente sposati) o ai laici è un esperimento già in vigore da
più parti in Italia, la discesa in campo delle suore è più rara anche se non
rappresenta una novità del tutto inedita: nei decenni scorsi qualche iniziativa
del genere è stata assunta a Udine e a Novara. Ora però, almeno a Vicenza, le
suore viceparroci sembrano proprio destinate a diventare una realtà diffusa.
All'origine del problema c'è il calo di vocazioni sacerdotali e la
distribuzione capillare delle parrocchie nel territorio, che rende difficile
anche in una storica diocesi del Veneto bianco e cattolico provvedere
a tutte con un prete. Quella di sperimentare nuove forme di supplenza è
quindi considerata come una scelta irreversibile e obbligata, da portare avanti
con gradualità.
Monsignor Nosiglia specifica l'ambito della missione
delle religiose che animeranno le parrocchie: «Responsabilità
pastorale e di guida, svolta in collaborazione con i sacerdoti dell'unità
pastorale, ma con pieno e diretto coinvolgimento». Che cosa significa? Significa che l'incarico di parroco
rimarrà a un sacerdote, il quale però dovrà seguire
più comunità e quindi, se potrà essere assicurata
(Andrea Tornelli, Il
giornale n. 24, 19-06-06)