Attenti ai crociati
anti-omosex in viaggio dagli Usa
Delia Vaccarello
Negli Usa hanno avuto
un certo seguito le terapie riparative che vantano di
convertire gli omosessuali in etero. Un
progetto che persino a Freud apparve impossibile.
Il caso di un ragazzo rinchiuso in una sorta di comunità simile a un lager fece il giro del mondo lo scorso anno. E in Italia cosa succede? Risponde Paolo Rigliano,
psichiatra e psicoterapeuta
Quali vecchi
pregiudizi sposano le terapie riparative?
1.Tutti i pregiudizi possibili e immaginabili: dal
pregiudizio che sia innaturale e contraria al dettato evangelico, al
pregiudizio che sia dannosa per il soggetto e per la società, che porti alla
dannazione e all´infelicità, che sia la negazione dei
rapporti sociali e della relazione con l´altro, che i gay siano incapaci di
vero amore, narcisisti e disturbati. Soprattutto questo: che
i gay e le lesbiche siano dei malati che possono, però, con la buona volontà e
la fede in Dio, guarire se stessi. Si può cambiare, guarendo dall´omosessualità: a prezzo di una lotta strenua contro la
parte peggiore e malata di se stessi
In Italia da quando,
con quanta adesione, e perché riscuotono successo le
terapie riparative?
Non riscuotono affatto successo! Piuttosto, siamo di
fronte ad una campagna disonesta e subdola, mai pubblica, da parte di gruppi fondamentalisti cattolici. Ecco una prima enorme differenza
con gli Stati Uniti: lì è la destra evangelica fondamentalista
–quella stessa che appoggia Bush- a pretendere che
queste terapie siano giuste, necessarie ed efficaci, qui sono i gruppi fondamentalisti e integralisti cattolici legati a Comunione
e Liberazione e all´Opus Dei, nel
quadro di una difesa antistorica delle posizioni più retrive della Chiesa
Cattolica, che non sa come gestire le conquiste della modernità, se non
semplicemente… negandole. Questa campagna si rivolge ad un pubblico
selezionato. Dice che per essere normali basta seguire
gli insegnamenti della tradizione e dell´ordine. I
fautori di queste presunte terapie non vogliono nessun confronto pubblico:
sanno bene che non possono sostenere il confronto scientifico. A loro interessa
addomesticare un pubblico già sensibilizzato, in modo da creare una maggioranza
che poi possa esprimere soldati per la vera fede,
quella antiomosessuale.
La tecnica è quella dell´attacco all´autostima, ma
come può una violenza simile sortire degli effetti?
Proprio per questo attacco alla autostima, e prima
ancora all´autoconsapevolezza delle persone gay e
lesbiche, ma direi di ogni persona , la violenza portata da questo movimento
sotterraneo è grave e assai pericolosa: l´una e l´altra, la autoconsapevolezza
e l´autostima sono (quasi) tutto! Questo attacco mira a rinforzare tutti i
pregiudizi peggiori, le metafore offensive e distruttive che sono state usate da sempre per portare alla condanna delle
persone gay e lesbiche. Essi confondono, bloccano iniziative affermative,
aumentano il nascondimento, la simulazione, i sensi di colpa,
l´autodistruzione, la confusione e soprattutto l´insicurezza delle persone gay
e lesbiche su se stesse per prime.
C´è forse una parte
fragile che rende gay e lesbiche più vulnerabili a
simili attacchi. Il pregiudizio sociale e storico crea qualche debolezza nell´autopercezione e nella possibilità di sottrarsi al
"come tu mi vuoi"?
Questi processi di lavaggio del cervello
mirano a impedire che si definisca ben salda la base
fondamentale per la liberazione delle persone gay e lesbiche. Ci si può
liberare partendo dall´autoconsapevolezza che essere
gay e lesbica significa volere amare integralmente e ad ogni livello una
persona del proprio stesso sesso, esattamente come eterosessuale significa
voler amare una persona del sesso opposto. La posta in gioco è la coscienza di
sé, finalmente liberata da ogni pregiudizio e capace di esprimersi a tutti i
livelli dell´esistenza. Ma se vince la possibilità
per tutti di essere liberi e responsabili di se
stessi, tranquillamente sereni e impegnati a realizzare la propria vita, che
fine fanno i pregiudizi e il peccato?
Le terapie riparative
sferrano colpiscono la democrazia affettiva. Qual è il
significato politico di tale manovra e perché avviene oggi?
Il significato è quello di impedire –
riportando indietro l´orologio della storia- ogni processo di
emancipazione, di visibilità, di serenità dei gay e delle lesbiche, per
riaffermare la fede e la certezza nell´unico ordine
naturale e sacro, quello eterosessuale voluto da Dio. La lotta antiomosessuale
diventa il collante di una nuova alleanza reazionaria che vuole opporsi a ogni conquista della liberazione dai pregiudizi e dall´oppressione. Oggi questo può avvenire anche e proprio
per la debolezza di un pensiero laico quanto mai pasticciato, confuso, incerto
e insicuro sui propri fondamenti. Può avvenire nel nostro
paese, dove, per un concorso di motivi politici e istituzionali, le gerarchie
cattoliche condizionano pesantemente gli schieramenti politici.
(L'Unità)