Ci confrontiamo
con il blog di don Franco Barbero
(http://donfrancobarbero.blogspot.com)
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Indiscussa e meritevole la condivisione più piena di Franco
con ogni emarginato.
Noi
non amiamo l’impostazione del celebrare matrimoni gay o lesbici.
Chiediamo ai soggetti in causa: perché ricorrere alle categorie solite, quasi
si volessero dare
pagelle di normalità
a ciò che fa eccezione? Non è meglio essere creativi
nel proporre modelli
alternativi dal punto di vista simbolico?
Non la manda certo a dire, don Franco Barbero, ed è anche per questo (e le sue battaglie contro l’omofobia) che la chiesa lo ha ridotto allo stato laicale
Verona - «Continuo a celebrare matrimoni, anche fra gay e lesbiche, e so di almeno duemila preti omosessuali che hanno paura a dichiararsi tali». Non la manda certo a dire, don Franco Barbero, ed è anche per questo (e le sue battaglie contro l’omofobia) che la chiesa lo ha ridotto allo stato laicale. Insomma, lo ha cacciato.
Il sacerdote della comunità cristiana di base «Viottoli» di Pinerolo, in Piemonte, non è a Verona per il convegno della Cei ma per il «contromeeting» del circolo Pink di Verona, dove ha parlato di «Una chiesa "altra" che sa ascoltare e accompagnare». Dopo il suo intervento e l’intenso dibattito che ne è seguito, gli abbiamo rivolto alcune domande.
Don Franco, lei continua a
celebrare messe e matrimoni?
Lei è un prete scomodo. Ma quanti ce ne sono come lei?
Pochissimi visibili ma tra gli
indirizzi della mia posta elettronica ci saranno almeno 5000 preti e più di
2000 sono gay. Cose che non si sanno perché l’Italia è
poco laica, le notizie che riguardano la fede vengono
filtrate da giornalisti interni al mondo cattolico. E
poi, la prima cosa che ti toglie
Il convegno di Verona parla di
speranza. Lei ne ha?
Molta. Noi siamo una regione dell’impero vaticano ma i processi di laicità avanzano perché la realtà sopravanza le pratiche politiche. La speranza la vedo nella gente, nei movimenti, nei gruppi. Io seguo un gruppetto di suore lesbiche, che ovviamente sono uscite dal convento. Hanno ritrovato il loro equilibrio, un po’ di serenità. Io credo che ogni uomo ed ogni donna abbiano qualcosa da dire. Dobbiamo vincere la paura, abituarci al confronto. Nessuno ha la verità, nemmeno il papa e quelli che lo idolatrano. Ma abbiamo il diritto di manifestare delle opinioni. Anche di fronte ai dogmi.
(Paola Bonatelli,
il manifesto, 19 ottobre 2006 )