Dicembre - Gennaio
2007
don Franco
Maggiotto si è spento il
12-20-2006
ma noi lo sentiamo presente,vivo in mezzo a noi
In primo piano
Vi parliamo così
In dialogo
Lezioni di vita
Discepolato impegnato
Recensioni
La
questione celibataria
Noi
e il femminismo
Diritti delle persone
Quale Chiesa
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La violenza dilaga nel mondo. Lo costatiamo ogni
giorno.
Ed è prossimo il Natale. Non sappiamo come
accostare due realtà diametralmente opposte. Il
Natale invoca il dolce tepore di un seno fecondo:
della terra, di una mamma, di chi offra un caldo
rifugio a vite insicure. Chiede spazio e luce e
cibo e calore. Il Natale è realtà simbolica, che
supera e resiste alla storia; che prende forma
nelle piccole storie e le trasporta verso un
destino che oltrepassa i frammenti in cui si
incarna.
Il fiume della Vita scorre ininterrotto, portando
con sé i flutti ora leggeri e luminosi, ora
torbidi e tetri. "Polemos (la guerra) è la madre
di tutte le cose", diceva l'antico filosofo.
Separare gli opposti significa interrompere, porre
barriere al flusso vitale, sbilanciando i due poli
che tengono sospeso l'arco della vita. Ma Polemos
non è matrigna; è madre che tiene insieme le
contraddizioni, e così ci insegna a convivere con
esse, magari allettandoci con un sogno di bene e
spingendoci a lottare per tradurlo in realtà.
Ricordo che da bimba coltivavo un sogno: avere una
bicicletta. Mai espressi il desiderio. Mi limitavo
ad immaginarmela, nel pre-sonno, correndo leggera
- le mani ben avvinghiate al manubrio rosso vivo -
libera, guardata da un cielo che mi toccava con i
suoi bagliori, fino a che la scena non si
prolungava nel sonno. Una notte mi trovai davanti
ad una montagna di biciclette, sapendo di sognare.
Bene, mi dissi, questa volta ce la faccio: tra
tante, me ne resterà una a sogno finito e farò in
modo che la realtà non me la sottragga; intanto mi
aggrappavo forte all'oggetto del mio desiderio. Al
risveglio nulla di nulla. Oh la grande differenza
tra la beatitudine del sogno e la deludente
realtà! Ma quando ottenni concretamente la mia
bicicletta e vi correvo su, non avevo più la
freschezza e la festa di colori che solo il sogno
sapeva regalarmi.
Fantasia e realtà dovrebbero correre di conserto,
come un binario. Ma siamo balzani e spesso
rincorriamo una realtà dissociata dal sogno o
viceversa; pretendiamo di eludere lo scarto tra
sogno e realtà per la mancanza di pazienza a
relazionarli. Avevano questa funzione i miti: come
Kumbha Mela, la grande festa indù che celebra il
mito della lotta tra dei e demoni per la conquista
dell'immortalità; o il Natale, antica festa del
dio Sole, che non muore mai perché ritorna sempre
uguale a se stesso; o perfino il Natale cristiano
che promette una rinascita perenne del divino
nell'umano.
Oggi i nuovi miti accompagnano e acuiscono la
lacerazioni anziché ricomporle. L'eroe è il
kamikaze che muore dando morte. La guerra è come
una nube tossica che dissemina morte ovunque,
ignorando i confini che dovrebbero separare gli
aventi-diritto-a-vivere, da quelli destinati a
morire! Così facendo, sprofondiamo tutti in un
abisso dove regna l'indistinto e il caos. Per
tirarci su, dobbiamo maciullare le nostre
coscienze scavando in profondità e ricominciare
daccapo a ricamare sogni nutriti di speranza e
preghiera e semplicità e fratellanza… e tutto ciò
che abbiamo lasciato sommergere: "bisogna avere il
caos dentro di sé per partorire una stella
danzante" (Nietzsche).
La paura della guerra non può generare la pace; né
basta la compassione per chi versa sangue
innocente o la semplice condanna dei guerrafondai.
E' edulcorata di droghe la nostra voglia di pace,
fino a che non saremo pronti, come Gandhi, a
porgere il petto contro, anzi "di fronte" a chi
ancora chiamiamo nemico. Perché il sogno scivoli
lieve verso la realtà e la lambisca, è necessario
quel momento di sospensione (nel giudicare, nel
dire, nel fare), per accorgerci che il mondo, la
realtà, ha bisogno di pensiero nuovo, di idee
nuove, di vite nuove. Ogni apocalisse della storia
è sempre unica, e quella che viviamo non abbisogna
di qualche "Fra' Lazzaro", campione del moralismo
piagnone (Machiavelli), ma di profeti. Profeti che
abbiano incorporato il passato (ideologie,
politiche, solidarismi vari), ne facciano una
mappa per orientarsi, ma poi la ridisegnino: nella
linea divisoria, sempre mobile, tra passato e
futuro, sogno e realtà debbono ancora poter
convivere.
E se l'angoscia ci fa chiedere: "Nei tempi oscuri
ci sarà ancora il canto?", risponderemo con Brecht:
"Sì, ci sarà il canto, che parlerà dei tempi
oscuri".
Guida alla lettura delle rubriche
NOTA: quegli articoli che sono attinti a varie fonti, non vogliono distogliere l’attenzione dalle nostre tematiche. Al contrario hanno una specifica funzione: inserire le stesse in un quadro complessivo di cultura della nostra formazione spirituale sempre in divenire, di senso vivo della chiesa che vogliamo rinnovata secondo lo spirito del Vaticano II, di incarnazione nelle realtà terrene
a)“Vi parliamo così” : 1) Prevalgono le poesie in riferimento al Natale. 2) Non mancano le riflessione sul nostro essere e sulle strategie da adottare a favore della causa che portiamo avanti. 3) Suggeriamo l’adesione al movimento “NOI-SIAMO-CHIESA”.
b) “Lezioni di vita”: I titoli dei vari articoli sono eloquenti. Il nostro è un confronto con i valori che impreziosiscono l’esistenza umana e, in particolare, con l’idea di una chiesa e di un presbiterio dal sapore evangelico.
c) “In dialogo”: Questa rubrica vede protagoniste le persone che vivono sulla loro pelle il disagio di una scelta difficile, che si trascina dietro anche problematiche di fede. Quando qualcuna… “ce la fa”, esultiamo con lei!!!!!
d)“La questione celibataria”: Una rubrica densa di articoli, di cui alcuni di grande spessore. L’approccio al tema del celibato presbiterale non cede a semplificazioni e ad approssimazioni…
e) “Il discepolato impegnato”: Il cambiamento del titolo è significativo. Vogliamo dialogare, confrontarci, aiutarci a capire sempre più e sempre meglio il significato della chiamata evangelica: “Andate ed evangelizzate”.
f) Segnalazioni e Recensioni: In primo piano il libro della Codrignani, “l’amore ordinato”, sulla nostra esperienza. Ne faremo presto una nutrita recensione. Siamo citate come sito!!! Gli altri testi consigliati toccano argomenti che ci riguardano direttamente ed indirettamente.
g) “Noi e il femminismo”: Come al solito vi offriamo testi informativi e formativi che riguardano il nostro peso nella storia…
h) “Diritti delle persone”: Non è un allontanarci dai nostri temi la proposta di riconoscere i diritti di persone che hanno una diversità sessuale. il nostro è un tentativo di reagire al modo come viene generalmente trattato l’argomento; di esprimere la nostra sorellanza a tutta prova.
i) “Quale chiesa” : Ernesto Miragoli cura questa rubrica, interessantissima in un sito che tocca “sul vivo” temi da cui dipende l’essere stesso della Chiesa, oggi e domani.
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