L a   c i t a z i o n e 
  d e l   P a p a 

 

 

 

 

 

 


Il papa è stato violentemente contestato dall’islam per una citazione fatta in un discorso nell’università di Ratisbona il 15/09/06. La citazione è tratta dal dialogo avvenuto nel 1391 ad Ankara tra l’imperatore bizantino Manuele II Paleologo con un colto persiano sul cristianesimo e l’islam. Nel colloquio, affrontando la questione della “jihad” (la guerra santa), l’imperatore diceva al suo interlocutore musulmano: “Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava” 

 

Cosi esprime il suo parere Ernesto Miragoli

19/09/06

Al coro mistificante le parole di Benedetto XVI a Ratisbona, non riesco ad unire la mia voce.
Ho letto e riletto il discorso all'università del teologo J.Ratzinger e devo dire che non vi trovo nulla, ma proprio nulla che sia biasimevole o poco commendevole da dirsi da parte di un capo di una religione che deve, per ruolo, soppesare le parole.
Ho letto (e non riletto) i fiumi d'inchiostro  che si sono versati come nella stagione delle piogge torrenziali, appena il papa ha chiuso il discorso.
E ne sono nauseato.
C'è un errore che ha commesso il papa (a mio modestissimo avviso):prendere lo spunto dal dialogo del "basileus". Uno spunto lungo che egli ha probabilmente introdotto per attirare l'attenzione e pagare il tributo che tutti i professori universitari pagano all'autocompiacimento delle citazioni erudite (ma glielo perdono).
Questo spunto ha dato la stura all'esegesi sul pensiero di Papa Benedetto XVI che non si scrollerà mai di dosso la colpa di essere stato per oltre 25 anni Prefetto della Dottrina della Fede.
I più moderati hanno detto e scritto che era meglio che tacesse.
Mi chiedo se da cattolico (è vero sempre un po' dissenziente da certe posizioni preconcette!) non debba chiedere al papa, ad ogni papa, quello che Cristo lasciò come mandato:"Conferma nella fede i tuoi fratelli".
Voglio dire: perché debbo rispettare le uscite infuocate degli imam che minacciano ogni sorta di male all'Occidente e non debbo rispettare il capo della mia religione che mi esorta a riflettere che la guerra di religione è un male? Lo so benissimo che nel mio armadio ci sono gli scheletri delle conquiste e delle imposizioni a mano armata della fede in cui credo; lo so benissimo che nel mio cassetto ci sono i panni sporchi e rotti di una sporca e corrotta connivenza e convivenza con le politiche (meglio sarebbe dire gli "homuncoli" politici); lo so benissimo che non posso vantare un passato storico della mia chiesa a prova cristallina.
Ma so anche benissimo che accanto ad episodi condannati troppo tardi vi sono pagine scritte da Madre Teresa, da Massimiliano Kolbe, da Oscar Romero, da Giovanni Bosco, da Luigi Guanella, da....
Non trovo analoghe pagine presso i figli di Dio che minacciano l'Occidente.
Non so se Carlo Martello abbia fatto bene a fermare gli arabi a Poitiers nel 722 o se il generale polacco Sobiesky (pronubo papa Innocenzo XI) abbia compiuto gesti di valore a bloccare i musulmani in Polonia. Non so nemmeno se la battaglia di Lepanto (per la vittoria della quale fu istituita la festa del nome di Maria) sia stata giusta. Non lo so, non perché non lo voglia sapere, ma perché quando penso che si mette mano alla pistola per difendere le proprie idee e le proprie religioni, reputo che ci sia un errore di partenza: interessi che valicano i confini delle idee e delle religioni, si ammantano di ideali e di fedi per continuare a vivere (e lucrare).
Vengo al papa.
Ha esposto in modo un po' professorale delle tesi che sono patrimonio della mia cultura e della mia fede.
Non vedo perché debba chiedere scusa e ritrattare qualcosa.
A me non piacciono i fondamentalismi, siano essi cattolici, ebraici, musulmani, quaccheri, calvinisti, luterani, anglicani o quant'altro.
Il fondamentalismo è una forma di insicurezza, oltre che d'ignoranza.
A me piace che ognuno possa esprimere liberamente la propria opinione e la propria fede. E rivendico il diritto del mio capo di poterne parlare - nei termini in cui ne ha parlato - senza essere offeso, vilipeso, oggetto di orrende caricature.
Sarò antipatico ed impopolare, ma ho paura degli islamici. Anche dei vaselinati Magdi Allam.
Ho paura di chi sgozza la figlia perché non rispetta il matrimonio coranico (e perché l'ha portata in occidente?), ho paura di chi pretende che la comunità gli paghi la moschea (i primi cristiani non chiedevano nulla a nessuno, si riunivano nella catacombe o nelle case di chi voleva mettersi a disposizione), ho paura di chi pensa che la propria religione sia la più giusta e che vada imposta agli altri, ho paura di chi pretende rispetto per sé e non rispetta gli altri. Quante paure che ho, direte! Eh,sì! Mi vedo preda di gente senza scrupoli, arrogante e pretenziosa di essere depositaria di una verità che non sa cercare assieme ai suoi simili lungo il cammino mutevole della storia, ma asserisce immutabile e Vera.
Il mio Maestro invece, diceva:"Se vuoi... vai... vendi quello che hai; se vuoi... vieni e seguimi".
Ciao
Ernesto