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Verso il
WSIS di Tunisi: |
A un mese
dal
Summit mondiale dell'ONU sulla società dell'informazione (WSIS)
che conclude a Tunisi, dal 16 al 18 novembre, il processo iniziato a Ginevra nel
2003, si moltiplicano gli incontri, i seminari, le riflessioni sulle moderne
tecnologie della comunicazione di massa (ICT) alla base di una metamorfosi che
più o meno coscientemente, tutti i popoli stanno vivendo da un estremo all'altro
della terra.
Perché tanto interesse?
Perché milioni di occhi, di orecchi e di cervelli, che regalano la loro
attenzione ad ogni istante della giornata, primo di tutto alla TV, sono un
enorme business, un potere mai conosciuto in passato di in-formare (ossia dare
forma) a milioni di persone, omologarle nel pensiero, nei comportamenti e
soprattutto nei consumi. E perché, è di questo "quarto potere dei media", non
più dalla parte delle democrazie e dei popoli, che la globalizzazione ha bisogno
per imporsi, dominare e retroalimentarsi.
Soft
come uno spot
E pensare che basterebbe spegnere tutti insieme la TV per far crollare uno di
quei programmi che rimbecilliscono milioni di persone, disponibili a orario
fisso, a regalare il loro tempo e il loro cervello ai giganti dei media! Con le
strategie di persuasione sempre più raffinate, anche se in apparenza soft come
uno spot, il semplice gesto di spegnere la TV diventa un'impresa culturale!
Intanto l'87 per cento della gioventù italiana naviga su internet e il mercato
si allarga, le opportunità crescono…
La
missione della Società civile
Anche se pochi giganti concentrano nelle loro mani un numero crescente di media
e i poveri sognano, cresce pure la categoria di chi interagisce
nell'orizzontalità e tesse sempre più la rete di chi non si accontenta di
"vedere dal buco della serratura" quello che succede nel mondo e crea forme di
informazione e partecipazione alla comunicazione, perché oggi chi non si
racconta non esiste.
Per questo non si contano i nodi delle reti, le campagne e le mailing lists che
si intrecciano nella riflessione "on line".
Dei rischi e delle nuove opportunità offerte dalle ICT si è parlato all'Isola di
San Servolo -
VENEZIA
nel convegno "Etica e Comunicazione"; ne hanno parlato a
ROMA
nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, politici ed ecclesiastici partendo
dalla lettera di Giovanni Paolo II "Per un rapido sviluppo"; ne parlano
all'Incontro Africa-Brasile, in atto all'università di
SAN PAOLO,
da dove partiranno iniziative per far fronte al "digital divide" che c'è.
Take action
Per
chi non vuole arrendersi a una società ormai obesa di parole, spesso senza peso,
la parola è "take action". Agire è la regola che s'impone nell'era in cui la
velocità del progresso dei media non regala tempo a nessuno…
E le
donne non stanno a guardare…
Al di
là di ogni discriminazione esistente ai vertici un po' di tutta la sfera
pubblica, le donne sono presenti nel percorso del summit di Tunisi, e si battono
per il diritto di tutti i popoli non solo di informarsi ma di informare, di
partecipare, di collaborare con un equilibrio di genere, al divenire di una
società dove tutti e tutte hanno voce, voto, libertà d'espressione. Lo stanno
dimostrando molte tra le quali ne segnaliamo tre:
Claudia
Padovani -
Campagna
CRIS Italia;
Matilde
Ferraro
- Società Civile Italiana WSIS;
Elisa
Mereghetti
- Nuovi modelli di fare Informazione e fare Società. Senza dimenticare
Femmis
che,
come a Ginevra andrà a Tunisi come piccolo sito, progetto e rete di donne dai
paesi del Sud del Mondo.
La
buona notizia c'è:
Nel contesto di tante violazioni di diritti e libertà, nel mondo di un
'in-formazione della violenza, della paura, del lucro, per chi vuole mettersi in
gioco c'è posto e lavoro. Dm
Femmis 13/10/05