Filippo Gentiloni,
Il silenzio della parola
Claudiana 2005


 

In ideale continuazione con il precedente Abramo contro Ulisse: un itinerario alla ricerca di Dio (Claudiana), Filippo Gentiloni abbandona le inutili, dure certezze della modernità invitandoci a riflettere sui grandi mutamenti in alcuni ambiti del nostro presente inquieto - religione, cultura, conoscenza e politica - e a seguirlo in un cammino personale e coraggioso verso una verità in fieri.

Al frastuono mediatico e pubblicitario, qui accomunati, Gentiloni contrappone il silenzio: non tanto quello forte dei mistici o quello più debole di chi tace non avendo nulla da dire, quanto quella sorta di vuoto provvisorio in cui galleggiano parole marginali da "salvare" - "forse", "grazie", "oggi" -, tessere di un mosaico il cui disegno e valore non sono valutabili, né forse visibili, che alla fine.

Gentiloni non prova neppure a immaginare il domani: si limita a sostenerci nei primi passi all'interno di quella società precaria e instabile in cui viviamo.

· La crisi della parola in politica, nella cultura, nelle religioni e nei rapporti sociali.

· La crisi delle parole sacre, della predicazione e della preghiera.

· Alla ricerca di un "silenzio che si faccia sentire": parole non formali, sussurrate, che esprimono dubbi, interdipendenza, riconoscenza.