Quel che il Concilio dice del sacerdozio uxorato

 

Sintesi dell’intervento tenuto a Contessa Entellina da don Basilio Petrà

il 31 luglio 2005 sul tema

IL SACERDOZIO UXORATO. RIFLESSIONI SUL SUO

VALORE TEOLOGICO

 

Ringraziamo don Pietro Taffari per averci messo a disposizione questa sintesi dell’intervento tenuto a Contessa Entellina da don Basilio Petrà il 31 luglio 2005 sul tema "IL SACERDOZIO UXORATO. RIFLESSIONI SUL SUO VALORE TEOLOGICO". Durante l’incontro, ci ha scritto don Pietro "E’ stato molto bello e commovente ascoltare l’Eparca di Piana degli Albanesi, S.E.Mons. Sotir Ferrara, elogiare in egual misura e profonda gratitudine i sacerdoti celibi ed uxorati ("non inferiori ai primi") della sua Eparchia". Come è noto in Sicilia e Calabria vi sono alcune eparchie cattoliche di rito orientale dove è i preti sono sia celibi che uxorati.

 

Prima affermazione

Non è legittimo rimanere legati ad una visione preconciliare del sacerdozio

uxorato. Si deve recepire il Concilio, giacchè il Concilio è il grande dono dello Spirito alla chiesa del secolo XX per disporla ad affrontare le sfide del futuro.

 

Seconda affermazione

Per il Concilio il sacerdozio uxorato è vero sacerdozio al pari di quello

celibatario; all’uno e all’altro si applica tutto quello che vale del sacerdozio in generale. Il sacerdozio non è connesso per sua natura né con il celibato né con il matrimonio.

 

Terza affermazione

Proprio perché vero sacerdozio ministeriale il sacerdozio uxorato nasce da una divina chiamata confermata dalla chiesa, al pari della chiamata al sacerdozio celibatario.

 

Quarta affermazione

Proprio perché è vero sacerdozio ministeriale il sacerdozio uxorato al pari di quello celibatario è investito di una particolare chiamata alla santità.

 

Quinta affermazione

Il Concilio parla molto della vita dei preti celibi; non è così per la vita dei preti uxorati. Ma non manca di dire qualcosa di essa.

 

Sesta affermazione

Quel che il Concilio ha insegnato sulla vocazione sacerdotale tanto nella forma celibataria quanto nella forma uxorata è stato fedelmente recepito e raccolto nel CCEO.

 

Settima affermazione

Sulla base di queste affermazioni conciliari possiamo affermare che la differenza che distingue formalmente le due forme dell’unico sacerdozio non è stabilita dal sacerdozio in quanto tale (ovvero dalla natura del sacerdozio), ma dalla condizione esistenziale diversa nella quale sono chiamati a vivere il sacerdozio coloro che ricevono la “santa vocazione”, come la dice il Concilio.

 

Ottava affermazione

L’ordinazione sacerdotale del sacerdote uxorato non contraddice il senso sacramentale del matrimonio cristiano né la forma di vita alla quale sono chiamati gli sposi cristiani.