Natale
Popolavi la mente ed il cuore
attorno a un presepe adornato
di verde odoroso, arance dorate
melegrane rosate e gioconde
Aprivi un sipario e d'un tratto
di poesia dipingevi statuine fatate
un mondo di povera gente
attorno al proprio mestiere
in un borgo affiatato alla terra
tra greggi e pollami e pozzi e ruscelli
inventando la storia di un povero Dio
disceso a far ricca la terra d'amore
Col cielo di carta puntato di stelle e comete
e luna e sole insieme alleati
fingevi il tempo senza tramonto
donavi così il tuo mistero
Tutti bimbi eravamo a raccolta
un po' di silenzio a pregare
poi canti ferventi a gran voce
talvolta con suoni di piffero e tromba
Idillio fiaba illusione?
C'era attesa nel cuore e sguardo
proteso al domani al futuro alla vita
nel mito di cui ci pascevi
Ormai non sei bimbo che nasce
non sei greppia né culla né festa
non sei cielo di carta che un sorriso
regala di stelle per semplici e puri
Nel presepe svuotato
negli slum dei ricchi senza speranza
negli slum dove chi nasce non vive
S'è spento il diritto a sognare il futuro
Natale, ti prego, ritorna!
A. R.