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Luigi Boschi ci manda questo interessante contributo. Leggendolo, si ricava un’analisi meno superficiale di quella che la stampa solitamente ci ammannisce. Abituarsi a cogliere il nocciolo dei fatti, potrà rodarci a non parlare a vanvera, a non ripetere luoghi comuni che non significano niente; peggio: che ci fanno accodare all’indirizzo ideologico di chi vuole turlupinare la nostra intelligenza.
Come definire oggi l'economia di Parma?
Rosea.Una economia da maiale bollito!
Trattando poi di animali sarebbe più opportuno parlare di diseconomia.
C'è il ritorno di Parmalat in borsa?
Si vorrebbe far investire i risparmi in una impresa che basa il suo business
sull'economia animale, sugli allevamenti intensivi.consapevoli tutti
dell'insostenibilità dell'economia della vacca. Già dimentichi della BSE?
Dell'attuale influenza aviaria.Pensare che alcuni scienziati definiscono il
latte "omicida silenzioso"!! provoca malattie che si sviluppano silenziosamente
senza che la vittima ne abbia la minima consapevolezza.
L'opera di Bondi?
Solo lui, con quel cognome, il plurale italianizzato di bond, poteva
commissariare il muggito della grande bufala in sovralimentazione da fax! Uomo
d'ordine e di ingegno. Ha riordinato, si può dire la libreria.e ridistribuito il
capitale in funzione della "riclassificazione" del debito! Un colpo ben riuscito
la permanenza in A del "Parma calcio" destinato alla C2.
Che oggi Parmalat sia delle banche, non è una novità: la è sempre stata! Tanzi
era la controfigura. Come si fa nel cinema quando si girano parti "pericolose".
La differenza nel capitale tra ieri e oggi sta solo nel risparmio collettivo,
che è stato bruciato, complice il sistema finanziario e il desiderio della
carota di molti.Funziona ancora!
Chi ci ha rimesso è il risparmiatore?
Pinocchio, il gatto e la volpe: il risparmiatore, Tanzi, le banche. Una
triangolazione che rende sempre attuale la favola di Collodi. Si potrebbe poi
dire che le vacche si son vendicate per i torti subiti da anni!
La responsabilità di Tanzi?
Tanzi? Lui lo ha fatto, si è prestato; gli altri lo hanno voluto! Una pedina
scaricata. Mandante o complice? Il sistema banalizza il suo male.quando non è
più funzionale! O si vorrebbe far credere che una bufala mondiale è
riconducibile a un Cavaliere, al suo ragioniere e ai cortigiani della latteria?
Comunque sia, è la rivelazione che il sistema è marcio e al collasso!
Controllori pagati dal controllato! Software bancari per gestione fatturazioni
multiple! Partecipazione di professionisti in conflitto di interessi a consigli
di amministrazione societari, bancari, di fondazioni! Conflitti professionali e
di interesse dilaganti! Garanzie da paradisi fiscali! Distribuzione prodotti
controllata da governi locali malavitosi! Politica e affarismo! Qualcos'altro da
aggiungere al ricettario? Chi era nei centri di potere sapeva, ma taceva
consenziente!
La Parmalat ha rivelato l'attuale etica di impresa, il collasso del sistema
finanziario-economico, la stupidità della finzione democratica rappresentativa.
Così come la teleimbonitrice Vanna Marchi ha rivelato la stupidità dei
teleutenti: la stupidità messa in etere o in borsa, cosa cambia?
Sulla Nuova Parmalat?
Vorrei che divenisse una public company (illusione!) e non sia gestita da una
élite di capitale unita da un patto di sindacato che fa quel che vuole
infischiandosene dell'etica e dei risparmiatori. Spero poi che Parmalat riveda
la propria strategia di impresa alimentare di derivazione animale in quella
vegetale come latte di soia, riso, avena, oltre ad altri prodotti a base di
frutta, verdure, cereali, legumi, erbe di cui è già in parte produttrice. Il
latte vaccino è a termine. Provare a chiedere cosa ne pensa Franco Berrino
dell'Istituto Tumori di Milano! Il futuro è nel vegetale lo sostiene anche
Jeremy Rifkin! Nuovi prodotti che interpretino i nuovi stili di vita, lasciando
in pace gli animali, liberi di vivere nel loro ambiente, non privati di dignità
e ridotti, senza alcun senso, a pure macchine economiche su cui si costruiscono
multinazionali.e si piazzano bonds e azioni. Chi li compra è responsabile come
chi li emette. Se non ci fossero ricettatori e riciclatori ci sarebbero meno
ladri e più ricchezza collettiva.
L'uomo potrebbe vivere senza prodotti di derivazione animale?
E' già dimostrato. Anzi potrebbe vivere meglio. Solo che l'economia animale ha
troppi interessi e vive sull'ignoranza della gente che l'alimenta ed è incapace
di rivedere i propri consumi. Perché star bene quando si può star male? Sembra
essere il loro slogan! Nutrirsi significa produrre quotidianamente buon sangue,
non riempirsi la pancia. E' un problema culturale che viene sapientemente
disatteso e manipolato!
Ma l'animale ha da sempre alimentato l'uomo?
Non è vero l'uomo nasce frugivoro. Poi utilizza prodotti di derivazione animale
per necessità e ignoranza, mentre oggi è per gola e ignoranza! La logica di
conservare alimenti di sopravvivenza non è la stessa di consumare produzioni di
massa. L'animale aveva una sua dignità di vita, oggi non più. Basta guardare
cosa vien fatto ai maiali, ai polli, ai vitelli.alle vacche che devono produrre
60/70 litri di latte al giorno. Una volta ne producevano 10/12. Non si può
paragonare l'economia contadina con quella industriale di massa. Alimentare
1.500.000.000 di persone con prodotti di derivazione animale, significa
sostenere allevamenti intensivi: strumento portante del processo mortifero
generatore di decadenza etica, sociale, ecologica, salutistica, economica.
Ma la gola?
La gola è assuefazione e istinto. Non c'è ragione. Se la mettiamo sul piano
della gola tutto è giustificato: l'uso e l'abuso di fumo, alcool, droghe,
carni.appunto. Per la pura gola va in scena la sopraffazione, la prepotenza
sulle forme di vita...anche sugli altri e sulla propria. E' il circolo vizioso
che prevale su quello virtuoso. Senza rispetto del valore della vita non c'è
limite al peggio.è una caduta libera. Il sentimento e la ragione dovrebbero
governare l'impegno dell'uomo nell'aver cura delle cose del mondo. La natura poi
gli si ritorce contro con una violenza inaudita senza discrimine.
Un pensiero proibizionista?
Assolutamente no. Anzi sono Milliano. Si ottiene di più tollerando che
obbligando. La libertà dell'individuo trova un limite invalicabile solamente nei
diritti degli altri, anche non umani. Occorre altresì generare sensibilità e
consapevolezza sui diritti e sul valore della vita. Ma per ora va di moda solo
il profitto prête a porter. Le conseguenze sono palesi a tutti. E' tempo d'esodo
da un mondo governato dai fanatici del vitello d'oro. E' la perdita di senso
dell'individuo immiserito dall'omologazione che profana i valori
dell'individualità multiforme: "il sale della terra".
Luigi Boschi
luigi.boschi@libero.it (Parma, 3 ottobre 2005)