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Dis-Orientarsi per Ri-Orientarsi

 

Mia cara, come mai questo silenzio? I tuoi articoli mi piacciono tanto. Ora oso chiederti un impegno: la cura di questi e/o di altri eventuali, sempre su argomenti riguardanti le donne, con commenti originali come sai fare tu. Mi piacerebbe che assumessi un tale impegno in maniera continuativa, senza mai dimenticare la tematica di fondo del sito Donne contro il silenzio.

Non dico altro perché non voglio forzare la mano. Fa' liberamente, ma... un po' presto. Un abbraccio, Ausilia

 

Cara Ausilia,

se innamorarsi, e io credo sia così, serve a perdere l'illusorio controllo sulla propria esistenza per farci sperimentare il disorientamento, lo smarrimento, la morte di un IO granitico e, diciamolo , noioso, annoiato e annoiante allora occorre , forse, chiedersi se davvero siamo state mai innamorate/i.

 Guardarsi davvero intorno in questa epoca è davvero illuminante. Allora vale la pena guardare, ma con attenzione reale. Proviamo? Proviamo.

Chiunque sia il Creatore è  davvero geniale se ha pensato di mettere noi esseri umani nella condizione di sperimentare l'innamoramento consapevolmente e avrà avuto le sue ragioni,ma quali?

E perchè? Cosa aveva e ha in mente quando ci concepisce in ogni istante, in questo Adesso in cui l'eternità si raccoglie in un respiro che non tornerà mai uguale?

Ecco:guardando intorno a noi, dentro e fuori di noi, vicino o lontano che sia, nessuno, o quasi, si "innamora" fino a perdere l' Oriente. Va notato e annotato e vale la pena.

Cosa accade in realtà se non che continuiamo ad immaginare l'altro che ci salverà dalla nostra stessa prigione mentale e che per farlo deve liberarsi dalla sua prigione mentale ... ed è incapace e paralizzato/a,perchè forse ,fra due prigioni alla fine si sceglie quella che si conosce meglio? Nasciamo prigionieri. Il percorso è già tracciato, possiamo fare della nostra vita,  in teoria, quel che vogliamo e di fatto ci sono modelli per tutti. Sposarsi, farsi suora o prete ( nello specifico ), l'infermiera, il vigile del fuoco e persino l'astronauta o il fuori -legge. Addirittura con un po' di fortuna ( o sfortuna dipende) possiamo sperare anche di essere beatificati in brevissimo tempo...

Eppure, eppure...ci guardiamo intorno ed è raro vedere quell'essere umano che un Creatore si è inventato nella sua "follia d' Amore" come lo chiama anche Simone Weil alla ricerca di un perdersi, con un desiderio di Dis-Orientamento per ri-Orientarsi ancora consapevolmente nella sua ricerca che è sempre personale e passionale, ma in relazione con gli altri e con un'universo che parla ad ogniuno di noi costantemente e senza stancarsi mai.

Viviamo l'Amore come un collante che deve cementarci ancora di più, continuiamo a chiedere agli altri di scegliere, ma cosa? E perchè mai? In nome di quale ideale o principio o altro? E il dolore di una umanità nasce anche da questo non accettare la possibilità di lasciar andare, di poter crescere e vivere e operare  dopo aver provato l'assoluto disorientamento e da lì ri-partire. Qualcuno diceva : non siamo qui per fare i bravi, per essere buoni, per diventare migliori, per conquistare, per civilizzare, per convincere e vincere ... siamo quì, siamo quì semplicemente. E non è poco. Forse è tutto. Io non lo so, nessuno lo sa, ma è bello non saperlo è bello perchè la verità è sempre assolutamente nuova e inedita...come ogni respiro che non sarà mai identico a se stesso. Con Amore Dis-Orientato. Giovanna Marchioni

 

Gentile Ausilia, eccomi di nuovo e con più calma.

Nella tua mail mi inviti ad assumere un "impegno continuativo" riguardo ad articoli sulle donne ( naturalmente senza perdere di vista la tematica del sito ) e io sono tentata. La donna  e tutto il femminile in genere e in un'altro linguaggio è già di per se una tematica "misteriosa"  e variegata che lascia ampio margine di indagine e di riflessione , ma sopratutto è un oceano che per essere navigato richiede grande libertà di pensiero e di sentimento. E' un mio sentire e un mio vivere che mi ha creato molti problemi di comunicazione e paradossalmente mi ha creato più problemi con le donne che con gli uomini. Oggi che sono biologicamente oltre i 50 ne comprendo anche tutte le ragioni. Per me le donne non hanno sempre ragione in quanto donne e la meraviglia e lo stupore di scoprirsi donne ( il sesso biologico è spesso un dettaglio vedi per esempio le donne in politica o in luoghi di potere ... io guardo il palcoscenico sul quale si muovono le persone che amministrano la società e non vedo "donne", non ne vedo, vedo maschi in tailleur con la messa in piega, ma non riesco con tutta la fantasia possibile a vedere donne ) dovrebbe ancora incantare per prime le donne. Non condivido gli entusiasmi di chi urla "finalmente quante donne nei posti di potere " . .... Già, il potere. Mi  immalinconisce la parola POTERE ( come la si intende oggi ) vicino alla parola DONNA. Gentile Ausilia, posso scrivere se davvero vuoi correre questo rischio, scrivo già in altri contesti sia pure diversi da questo, ma è importante tu sappia che detesto ormai ogni forma di categorizzazione, di definizione, di catalogazione. E' importante tu sappia che non stò dalla parte di nessuno, che non mi schiero quasi più per spirito di corporativismo ( ho lavorato e sto lavorando ancora su questa stupida attitudine mentale che tanti guai porta e ha portato su questo pianeta ).

Ho letto il tuo libro autobiografico e ti ringrazio per averlo scritto. Ebbene : tu hai vissuto e scritto e raccontato e meditato cose che non sono puri concetti o astrazioni. La tua è un'analisi sociologica, oserei dire, oltre che tutto il resto e quindi penso tu possa comprendermi quando dico: non sto dalla parte delle donne in assoluto, ma mi piace pensare che sto dalla parte dell'essere umano in assoluto a prescindere... E' un piccolo passo, il mio in un universo che chiede urgentemente di uscire dalla dualità, dal bianco e nero, buono-cattivo, brutto-bello ecc ecc. Credo tu possa più di ogni altra ( che io conosca naturalmente ) comprendere che è ora di tentare una fuga da queste dimensioni che non sono più sufficienti e che strangolano il nuovo, il ri-voluzionario autentico, la possibilità di una Libertà che non sia utopia e l'Amore può sperare di essere solo nella Libertà. Tutto il resto io trovo sia l'ennesima frustrante via di fuga per chiunque di noi. Perdonami per essermi dilungata e se il discorso è troppo accartocciato, ma... tu capirai lo stesso. Io lo so. Se vuoi che io scriva  sul tuo sito è bene che tu sappia almeno in linea di massima come "sento" di scrivere. Fammi sapere. Con Amore sempre e comunque Giovanna Marchioni.

  PS. Salutami il tuo mare con questa splendida luna che ci rammenta ogni volta che oltre e oltre e oltre ... c'è tanto, ma tanto, ma tanto...

 

 

Grazie Giovanna,

Sono d'accordo per le linee di fondo su cui ti muovi, non con le conclusioni che ne trai.

Ti dico perché.

Tu additi una meta, non un metodo. Non è metodo (la parola, come saprai, etimologicamente significa via-per) saltare le difficoltà presenti nel momento. Le derive che tu vedi nel categorizzare ci sono e pericolosissime. Ma se un settore della società si trova in un margine dal quale non riesce a vedere l'insieme, non bisogna aiutarlo a tirarsi fuori dall'angolazione maschilista che invade tutta la scena tanto che resta l'angolo per tutti/e, la parte per il tutto, e chi è davvero all'angolo vede con gli occhi di chi occupa tutta la scena, pur essendo una parte? Le donne non pensano con la propria testa. La categoria donne non esiste perché le donne hanno l'orizzonte maschile e basta. Adoperarsi a che esse sappiano che la loro dignità piena ci sarà quando strappano se stesse dall'unica categoria dominante, e quindi gli uomini , significa aprirle ad una visione non parziale, ma tale che sappia riconoscere nella parte dominante il sopruso di farsi-tutto. Ti faccio un esempio: se c'è il terrorismo, è sbagliato dire che le ragioni sono causate dalla condizione in cui si trova una fetta di società, come vorrebbe l'ultimo Sofri; bisogna reagire denunciando il metodo della protesta parolaia, rimediata dal terrorismo sanguinario. e per questo ci vogliono persone integre.

Ecco la mia posizione: vorrei uno schieramento provvisorio in cui si lotta coinvolgendo uomini e donne consapevoli di dover restituire a ciascuno/a la propria dignità. Ecco perché le parole del papa, sia pure un grande come G.P. II, lasciano il tempo che trovano fino a che non si compiono gesti significativi DI FATTO. Ecco perché certo femminismo è rovinoso, perché si mette da una sola parte.

Io vorrei affrontare la questione prendendo spunto da quei motivi che hanno determinato il fenomeno culturale del femminismo, per lavorare direttamente su chi è oppresso, per fargli prendere consapevolezza che è anche sua la colpa  dell'emarginazione, per acquiescenza e ignoranza, altro ancora.

Perché non ci diamo da fare per aiutare le donne ad uscire dal ghetto mentale in cui si pongono? Ma per uscire esse debbono sottrarsi alla mentalità comune che hanno assimilata.

Solo questo io mi propongo. Ci stai tu con me?

Se non mi sono spiegata bene, continueremo il dialogo, che, se vuoi, possiamo rendere pubblico nel sito, per allargarlo ad altri interventi.

Cerca di rispondere presto. Tua amica, Ausilia

 

Ho letto il vostro scambio e vorrei aggiungere alcune brevi considerazioni.

Vorrei che Ausilia - così fine nel distinguere tra un "femminismo" buono e uno cattivo - facesse altrettanto, in modo esplicito per il versante maschile. Maschio non significa sbagliato, vorrei che lo diceste chiaramente. Maschilismo è sbagliato, ma non maschio. E quando criticate quel femminismo che insegue i modelli maschili di dominio e potere, vorrei fosse chiaro che quei modelli li devono fuggire anche i maschi, perchè non è un tratto di genere, ma è peccato, prevaricazione, male.

Il valore che manca è la DIVERSITA', non la femminilità. Dio ci scampi da un mondo dominato da uomini tanto quanto da un mondo dominato da donne. Forse è un pò quanto dice Giovanna quando dice "non sto dalla parte delle donne in assoluto, ma mi piace pensare che sto dalla parte dell'essere umano in assoluto a prescindere...".

La seconda considerazione riguarda proprio le donne al potere. Giusto dire come fa Ausilia che non è questo ciò a cui il femminismo "buono" deve puntare, ma occorre pure evitare ogni repulsione a priori verso la donna al potere. Cioè non è quello l'obiettivo, ma deve essere chiaro che il potere per governare il mondo a qualcuno bisogna darlo, e se tra questi qualcuno ci sono delle donne la cosa non è in sè sbagliata. Finchè ci stupiremo del fatto che alcune donne sono al potere vorrà dire che pensiamo ancora in termini maschilisti. Quando non ce ne accorgeremo più e giudicheremo le persone non per il sesso, ma per le loro capacità umane, allora forse avremo fatto un passo in avanti.

Magari per voi sono cose ovvie, ma ci tenevo sottolinearle meglio e magari sentire anche il parere di qualcun altro...        Mauro

 

 

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