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Diaconato femminile

 

 

Care Marina, Elena, Joelle,

 

vi inoltro la petizione per l’accesso al diaconato femminile, volendomi confrontare con voi. Non mi dà alcun entusiasmo la promozione della donna a diacono, come non me la darebbe quella della donna-prete. Vorrei ben altro che la istituzionalizzazione sacramentale. Considero l’uscita da ruoli istituzionali nella chiesa un’opportunità che non finisco mai di raccomandare ai preti sposati. Parlo di “opportunità”, non di necessità. Capisco che si tenda ad accettare i compromessi con le strutture sociali ed anche ecclesiali. Ma si possono fare scelte diverse, davvero propositive. E per questo forse bisogna creare spazi di libertà altrove, in altro modo. C’è bisogno di essere alternativi/e, anche rispetto alla proposta di diaconato femminile. Facciano pure queste petizioni del genere; si accomodino. Io no. E lo stesso propongo alle persone che sento vicine….

Affettuosamente, Ausilia  

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Sono d'accordo con te. Già abbiamo le mogli dei diaconi che si sentono "a tre metri" sopra il popolo... Joelle

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Io non penso che si corra  veramente il rischio di averlo, a breve termine, questo potere. Appoggiare la richiesta e allo stesso tempo lavorare perchè si sviluppi una coscienza femminile diversa possono essere sentieri paralleli del cammino da fare: uno che punta più sulla non esclusione delle donne e l'altro più sulla ridefinizione del servizio stesso. Capisco comunque le tue perplessità . Ci pregherò su, chiedendo lumi interiori. Ciao. Elena

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Cara Ausilia , io  la penso parzialmente come te : non mi piace molto l'idea di  chiedere l'ammissione delle donne all'ordinazione sacramentale e soprattutto alla sua forma minore, quella del diaconato. Penso che il sacerdozio attuale ha troppe analogie con quello giudaico pre-cristiano e che Gesù non ha mai indossato paludamenti  né ordinato sacerdoti. L'unico sacerdozio in cui credo è quello universale, che può essere svolto con funzioni diverse da  persone diverse nelle comunità. 

Riconoscerei  sicuramente  valore alla richiesta di ammissione delle donne, come delle persone sposate, al servizio presbiterale (si dice così?). Cercherei di dialogare con i movimenti che propongono questa petizione perché emerga  un diverso orientamento-approccio al problema  o almeno per sensibilizzarli allo stesso.  Penso   comunque  che una tale istanza (quella del sacerdozio sacramentale femminile) possa essere un primo passo per sfaldare l’impalcatura del sacerdozio sacramentale maschile ed avviare un processo di ripensamento-rinnovamento delle identità e delle funzioni all’interno della chiesa che risponda sempre di più all’esigenza emergente di “religiosità della vita piuttosto che di vita religiosa” (per dirla con Antonietta Potente). Temo quindi di non poterti  essere   molto di aiuto perché mi sembra che la contraddizione in una certa misura rimane e non ci resta che attraversarla.

Un abbraccio, Marina

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Non sono d'accordo con questa politica dei piccoli passi. Una volta ottenuto il diaconato, le donne farebbero parte della gerarchia e Dio ce ne liberi delle donne quando gustano il potere! Non le avremmo alleate!!! Penso ai danni che ne deriverebbero. Perderemmo la partita nel non fare proposte davvero alternative. Ciao, A.

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Io non sono molto d'accordo sul diaconato femminile, ma per motivi un pò diversi da quelli di Ausilia.
Lei dice che la cosa è pericolosa in quanto le donne al potere farebbero dei danni indescrivibili. Ed una volta raggiunto il diaconato non si fermerebbero di certo lì. Il chè è vero. Ma questo è come dire: lasciamo che certe cose le facciano i maschi. Come se i maschi non fossero tentati dal potere al pari delle donne.
Credo che se vogliamo evitare le tentazioni di potere allora dovremmo fare a meno del tutto di papi, vescovi e preti, e finirebbe la chiesa cattolica, giusto? Invece ci vogliono anche quelli, maschi o femmine a mio parere non importa, e piuttosto che controllare il loro sesso dovremo imparare a guardare la loro umiltà, ed il loro spirito di servizio.
Ma resto comunque contrario al diaconato femminile e alla logica dei piccoli passi nel campo dell'Ordine Sacro per un altra ragione. E cioè perchè una donna diacono accanto ad un uomo prete risulterebbe ai fedeli una specie di chierichetto, di aiutante, che andrebbe a rimarcare ancor di più la differenza di ruolo ecclesiale legata al sesso. O le donne possono accedere all'Ordine, e lo possono fare esattamente come gli uomini, quindi dall'episcopato al sacerdozio al diaconato, oppure è meglio lasciar perdere, per non figurare come quelle che elemosinano un pò di visibilità in una gerarchia che però continua al vertice a rimanere saldamente al maschile.
Resto comunque d'accordo con Ausilia sul fatto che la questione dell'Ordinazione non è una priorità. Le donne devono innanzitutto parlare e agire attivamente nella Chiesa. Gli aspetti sacrali liturgici non stanno all'origine di un cambiamento, ma alla fine.

Mauro
 

 

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