LETTERA APERTA ALLE SUORE

sul Dibattito Arcobaleno
 

 

La nostra non vuole essere una lettera di lagnanze. Non possiamo pretendere ciò che richiede convinzioni, mentalità, quant’altro fa parte dell’identità delle persone (e delle istituzioni).

A volte noi immaginiamo che un’umanità diversa sia realizzata, mentre ci dobbiamo misurare con quella che c’è. E non è il caso di dare la colpa a nessuno: né chi questa umanità diversa se la sogna, né chi non la sa nemmeno concepire.

Rileggendo la definizione che ci siamo data nella homepage, ci siamo ricredute: tra le destinatarie del sito non ci sono le religiose. Sarà il loro, timore di «mischiarsi» a donne particolarmente  «contrassegnate»?

Comunque tenteremo ancora di farci capire, sperando in una risposta.

Le suore sono o non sono donne che si sono «consacrate» a Dio e al prossimo? E se, come è sicuro, la risposta è «sì», certamente non le dovrebbe contraddistinguere una malintesa separazione dalle e dagli altri, ma una più radicale adesione a Cristo. Certamente non è preclusa a nessuno stato di vita la pratica radicale del Vangelo, ma le suore che fanno di tale ideale vocazionale una scelta di vita VISIBILE a tutti, si debbono dissociare da iniziative come la nostra, per restare visibilmente «ALTRE» rispetto a noi?.

Dunque è utopico coinvolgere le religiose in un dibattito davvero LAICO?

Richiamiamo  i quattro quesiti proposti nel mese di maggio:

1.   E’ possibile eliminare la suddivisione dei cristiani in due (o anche in più) categorie?

2. Quale tipo di stato di vita è proprio in maniera esclusiva della vita religiosa?

3. Si possono proporre ideali comuni a tutti, se gli stati di vita sono diversi?

2.   Quale è l’elemento distintivo della vita religiosa?

Sappiamo che il silenzio a volte è la migliore risposta. E’ questo il caso nostro?

E’ male coinvolgere direttamente le suore a rispondere a quesiti che riguardano tutti/e? o è meglio lasciare in pace le singole persone «affiliate» in Istituto, dato che per loro la Chiesa ha tanto  cibo da offrire, da non aver bisogno delle briciole (di opinioni) di persone come «noi» ….?

Abbiamo seriamente pensato di far partire l’iniziativa con la tutela della Gerarchia, ma un pubblico dibattito dal BASSO ci sembra una formula praticabile, se ci consideriamo Popolo di Dio a fatti e non a parole.

La nostra sfida non è contro nessuno, ma contro le nostre stesse perplessità: abituate a considerarci emarginate, sarebbe bello essere smentite; scoprire di essere nella stessa barca…

Queste domande di chiarificazione sul motivo del silenzio con cui rispondete non chiuderà il dibattito Arcobaleno. Continueremo a trattare i temi proposti noi, da sole. Così non sarà compromessa la vostra onorabile presa di distanza da noi. Persisteremo a lungo.

Le promotrici del dibattito