Una lettera a cui bisogna rispondere!
 

Febbraio 2005

Ciao amiche ed amici,

sono Caterina da Arezzo, vi ricordate di me? L'ultima mia lettera che è stata pubblicata si intitola "Quando l'amore è ostinato" e mi è stato dato il nome di Marita.

Bene, volevo dirvi che la nostra storia continua ancora, tra alti e bassi, tra concessioni e ripensamenti, e con quell'amore forte che mai riuscirò a negargli. Lui continua a dirmi che vuole seguire Gesù, e io cerco di fargli capire che da laico può amare me e Gesù contemporaneamente, né più né meno come facciamo tutti noi. So che mi ama. Mi cerca continuamente, ci telefoniamo quasi tutti i giorni, di solito la sera tardi quando tutti sono a letto e entrambi sentiamo forte il desiderio di stare vicini. Quando può viene a casa mia per guardarci negli occhi, abbracciati e fare l'amore con quella gioia che può esserci solo tra due persone innamorate. Eppure non è tanto la vicinanza fisica che noi cerchiamo, quanto piuttosto una sorta di sostegno e comprensione reciproca. Lui è il mio punto di riferimento per ogni cosa. A lui mi rivolgo per chiedere consiglio su tutto, per confidargli un mio problema, per condividere con lui una mia gioia. E così fa anche lui, e la confidenza che è nata tra noi ci unisce come se veramente fossimo sposati. So che un giorno lui andrà via da qui, che forse non lo vedrò più, ma la nostra complicità continuerà a unirci e saremo sempre un sostegno uno per l'altra.

Certo non posso dire di essere completamente appagata, mi mancano quelle piccole cose come andare a fare la spesa insieme o andare a fare una vacanza al mare, ma non è poi così importante come sapere che le nostre vite sono unite per sempre. A volte mi prende la rabbia e cerco di forzarlo a lasciare il sacerdozio, gli giuro che se non si decide non lo cerchèrò mai più, e inevitabilmente il giorno dopo ci risentiamo con la solita dolcezza, come se non fosse successo niente. Altre volte decido di non rispondergli al telefono, ma quando vedo che lui ostinatamente chiama, io cedo e lo amo più di prima.

Che dire di più? Sono messa proprio male, ma in fondo sono tanto felice! Lui ha il suo lavoro e io il mio, lui fa la sua vita e io la mia, però... siamo uniti, e questo è quello che più conta per me.

Ciao, un abbraccio

Caterina

Risposte

Nella redazione abbiamo delle perplessità a risponderti, perché in verità tu non chiedi consigli, ma ti sei messa nella direzione che non possiamo approvare, e non per motivi legati alla morale, al costume, alla posizione sociale, come potresti pensare. Certo questi elementi contano, eccome. Ma per capirti basta riflettere su un tuo rigo:“Sono messa proprio male, ma in fondo sono tanto felice!”. Ci addolora il tuo stato di vita che prescinde da una vasta gamma di opportunità che la vita di coppia comporta: non ultima quella di conoscere la realtà non sempre infocata dell’amore, e che prepara alla sua maturazione alla luce di un altro ancora più grande: quello che abbraccia Dio e il prossimo, e che può rendere utile, bella, ricca in tanti modi, la nostra vita.

Ci piacerebbe conoscerti, parlarti vis-à-vis. Se vuoi, puoi provare a farti sentire, meglio a farti vedere. Forse uno scambio amichevole, disinteressato con noi che vorremmo il tuo bene “completo”, potrebbe esserti di aiuto meglio delle parole scritte. Siamo disponibili.

Un abbraccio, Ausilia, altri/e
 

Cara Caterina

ti rispondo con un piccolo episodio: qualche mese fa i miei ragazzi di allora (adesso hanno 40 anni) mi hanno fatto un'improvvisata piacevolissima. Hanno organizzato in pizzeria una serata in cui io ero il solo vecchio di 50 anni. Hanno ricordato cosa fossi significato per loro negli anni in cui li ho accompagnati dalla prima comunione fino alla maturità.

Una ragazza mi ha chiesto che ne pensavo della sua vita sentimentale. Ha detto:" Sai...io
sto a casa mia, lui sta a casa sua. Ci vediamo il fine settimana. Facciamo le vacanze assieme. E' bello! Al mattino ci si sveglia con una bacino... poi... alla fine...ognuno torna ai fatti suoi. Così non si litiga e si va avanti". Le ho risposto che è una storia che mi piace poco. L'amore non è fatto solo di momenti di sogno o comunque gratificanti. L'amore è condividere la vita. Perché quando si arriva a condividere il corpo... significa che si vuole condividere la vita. Quando ero nel ministero e non ero molto tollerante sui rapporti prematrimoniali, sostenevo sempre questa tesi.

 Per quanto dici nella lettera io penso che da parte di entrambi non vi sia molto amore oblativo, ma una buona dose d'amore narcisistico. State bene insieme, ma lui non vuol mollare le sue sicurezze e a te sta bene così.

Ma...se lui sarà trasferito...che farai?

Se un altro ragazzo serio s'accorgerà di te e tu t'accorgerai che questo ragazzo ti fa vibrare il cuore almeno quanto lui... che farai? e che farà lui?

Ciao, Ernesto