01/08/05

Agli amici di Donne-contro-il-silenzio, in risposta alla lettera di gennaio 2005

 

  La comunità di base di Coteto, a Livorno, è un gruppo di persone che vivono il cristianesimo con fervore ed impegno. La dirige un prete sposato, Mauro Del Nevo, presidente del movimento “Vocatio”.

Affermazioni:

 

NON ESISTE "EX" SE CHI RESTA E CHI ESCE MANTIENE INTATTO IL SUO RAPPORTO CON DIO.

 

1 – Non esiste il Sacro se chi pretende di darlo per imposizione delle mani o unzioni particolari . . . e chi pensa “ancora” di averlo ricevuto attraverso questi gesti  si “disintossica” con umiltà  chi pretende di darlo e con chiarezza  chi pensa di averlo così ricevuto.

2 – Il sacro, la sacralità di una persona si costruisce giorno per giorno, momento per momento    nella faticosa adesione  alla proposta chiara di Dio fatta ad ognuno: donne uomini, piccoli e grandi, poveri e ricchi senza distinzione alcuna.

3 – Fatto questo cammino finisce anche la paura, la vergogna, dell’ex. E’ essenziale che chi resta e chi esce continui a vivere con entusiasmo con Dio dentro di se,  il suo percorso di unione   con Dio e di servizio al mondo.

4 – Il confronto vis à vis  potrebbe essere valido anche se penso molto difficile a realizzarsi. Perché chi dice di detenere il sacro fa  fatica a mettersi in discussione perché  distribuirlo così, con presunzione,  è molto meno faticoso che cercarlo con umiltà giorno per giorno, sudando!!!

Risposte:

Anzitutto vi ringraziamo del dialogo con noi; ci è estremamente utile.
Il vostro parlare è limpido e cristallino. Si vede che la vostra fede va maturando ogni giorno di più.
Vi invitiamo, però a considerare i seguenti aspetti:
Il cammino di fede è sempre liberante per chi lo intraprende. Ci auguriamo che siano in molti/e a seguire la prassi liberante che voi proponete e praticate.
Ma come aiutare altre persone che non vivono ciò di cui voi parlate? E come liberare la società dagli stereotipi che dividono in due (ma anche in tre, in quattro, ecc.) il Popolo di Dio?
Essere comunità di fede come voi è cosa bellissima, ma non dobbiamo dimenticare che è nostro compito di seguaci di Cristo “evangelizzare”, e cioè portare la buona novella agli altri, a tutti. E a tal fine non basta il buon esempio, e cioè la testimonianza di alcuni/e (anche se utilissima e indispensabile).
Raggiunto il traguardo della propria pace interiore, bisogna aspettare, nel nostro cammino, di farci raggiungere da altri; accorciare il passo per adeguarsi, ed ascoltare ascoltare ascoltare…; poi pian piano spargere il seme, e non stancarsi mai degli insuccessi, perché non basta sudare ogni giorno “per conto nostro”. Pensate a come Gesù continuava a predicare la buona novella, mentre nemmeno gli intimi lo capivano.
Circa il confronto di cui si parlava nella lettera di gennaio, perché lasciarci intimorire dalle difficoltà? Perché non scuotere chi è schiacciato dal peso di un sacro istituzionalizzato, fuori dal quale si sente sperso, mentre chi è protetto dall’istituzione si barrica nelle sue sicurezze?
Siamo nani di fronte ai giganti del potere, ma sappiamo che questi ultimi hanno i piedi di argilla.
Confidiamo nel vostro entusiasmo, ma noi non la smetteremo di tentare tutte le vie, di non aver paura di essere considerate fanatiche. Anche se l’impresa non riuscirà, almeno avremo rotto la sicura cortina di silenzio con la quale chi è dentro prende le distanze da noi che siamo considerate fuori.
Noi vogliamo abolire proprio questo dentro e questo fuori, come voi proponete….
La redazione