Una lettera: una proposta interessante
che offriamo alla lettura di chi fosse interessato/a
20/04/05
Mi chiamo
Cosimo, ho 58 anni, e vivo in provincia di Salerno a S. Cipriano picentino, a
13 Km circa dal centro urbano di questa città. Sono un ex che non ha avuto
molto bisogno di sostegni esterni, per sua fortuna, quando ha deciso di uscire
dalla vita religiosa. Ho potuto da subito sostenermi, puntando a creare una
comunità con altri amici, per vivere nella semplicità lo spirito del vangelo e
delle prime comunità cristiane. Poi siamo rimasti soli io e mia moglie, ed
abbiamo continuato ad aprire la nostra porta a tante accoglienze, quelle che
il Signore ci mandava e
l'ampiezza della casa rendeva possibili. Gli inizi risalgono al lontano 1980,
ma senza andare troppo per le lunghe, arrivo al punto in cui sono oggi. Da
quando ci mettemmo insieme, io e Giovanna, mia moglie, decidemmo che la
nostra sarebbe stata una famiglia aperta, disponibile ad affidamenti o
adozioni, per rendere visibile già nella nostra famiglia il progetto di Dio
per l'umanità: siamo tutti suoi figli, la paternità/maternità non è
soprattutto fisico-biologica ma di cura, di attenzione e di amore, per tutti i
figli dell'uomo. Non abbiamo avuto figli nostri, ma la mia famiglia è composta
di 5 figli, e la prima è una ragazza in carrozzina gravemente handicappata che
aveva 4 anni quando la prendemmo, ora ne ha 24. Nel frattempo, preoccupati di
dare un futuro a questa nostra figlia abbiamo promosso e realizzato un Centro
di lavoro e poi una casa famiglia per l'accoglienza di persone in situazione
di disagio. Oggi tutto questo è una realtà. Stiamo per terminare una struttura
tutta nostra in cui potranno trovare adeguato spazio sia il Centro di lavoro,
sia la Casa.famiglia per l'ospitalità di 5, o 6 persone che ne hanno bisogno.
Vengo al dunque. Esattamente 8 mesi fa, il 12
aprile u.s. mia moglie, colpita da tumore all'intestino, mi lasciava per
tornarsene al Padre. Il Signore conceda a lei il meritato riposo nella gioia
dei santi. Io però, con tutto il carico di lavoro che ci eravamo costruiti,
sono rimasto solo. Come avrete capito non ho problemi economici. Avendo
vissuto sempre nell'essenzialità e nella totale disponibilità ad accogliere e
farci carico dei poveri, la solidarietà intorno a noi non è mancata. Oggi a me
manca la persona con cui dialogare e progettare insieme il futuro, manca una
guida per i miei figli, una persona che si faccia carico della mia casa, e
appena terminata la struttura di accoglienza, una persona che assieme a me
voglia condividere la vita di quanti il Signore ci manderà nello stile della
condivisione e dell'accoglienza umana e cristiana che sa vedere in chi bussa
alla propria porta il volto di Cristo sofferente.
Non sta a me sottolineare la grandezza e la bellezza di un servizio agli ultimi come quello che ho messo in piedi e sto realizzando. Qualsiasi pur breve esperienza in realtà come la mia può rendere certi di questo.
Questa mia lettera credo possa essere intesa come un appello e un grido di aiuto, ma anche come un'offerta ed una proposta di autenticità e di forte testimonianza di vangelo vissuto, a chi non intende più continuare a vivere soggiogato dalle anguste regole della struttura ecclesiastica ma voglia continuare a testimoniare il suo amore a Cristo negli ultimi e negli esclusi. Vorrei chiarire che non intendo offrire lavoro, né quindi assicurare stipendio, ma proporre una condivisione di ciò che io ho e di quanto sinora ho realizzato. Conoscete una donna, matura e forte che abbia voglia di impegnarsi in una impresa di questo genere? Volete proporre a qualcuna questo mio appello, come l'opportunità di farsi un'esperienza di condivisione reale?
Grazie! Grazie, comunque vada a finire questo mio appello-sfogo. Grazie, perché ci siete, finalmente, e grazie per quanto riuscirete a fare. Credo sia superfluo sottolineare quanto grave sia il problema al quale vi state attrezzando a dare risposta e quanto ingiusto sia il sistema che pone in essere situazioni di abbandono e di miseria, come quelle che hanno per protagonisti tanti ex, sooprattutto donne. Davvero il regno di Dio e la Chiesa di Gesù sono altra cosa dalla struttura gerarchica, spesso settaria, cieca e sorda, ma soprattutto incoerente e traditrice della parola di Gesù di Nazareth. Se dessimo valore reale a quel provocatorio ed esigente "avevo fame e mi avete dato da mangiare ..." sì che la Chiesa e il mondo con essa cambierebbe. Tanti cari auguri ed ancora grazie.
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Riprendo la corrispondenza, anche se mi aspetto che Franco possa rendersi conto meglio di me circa la possibilità di far nostra la tua proposta, almeno per lanciarla e vedere che cosa fare in concreto. Secondo me, se si potesse proporre uno stipendio regolare, la cosa sarebbe facile. Sarebbe ora che anche noi, avendo sperimentato le condizioni di un volontariato estremo, ci rendessimo conto che sarebbe meglio avere la giusta considerazione per i diritti di ci chi si dona al prossimo: pena un grave disagio di fronte a tanti casi della vita, e soprattutto alla vecchiaia prossima futura... Altrimenti ci vorrebbe un miracolo a trovare la persona giusta, almeno se la si vuole capace e preparata. Chi, altrimenti, accetterebbe quanto proponi, dato che i tempi sono cambiati? C'è da chiederti se si possono ottenere aiuti regolari da qualche Ente... Fammi sapere. Ci sentiremo. Un saluto fraterno, Ausilia
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