31/05/04

Rispondo a Giuseppe Zanon e indirizzo per conoscenza a tutti.

Carissimi,

capisco l'aspettativa di Giuseppe ed immagino sia la stessa per tutti; da un sito ci si aspetta cose nuove e che venga aggiornato.

Mi sono chiesto però: con cosa? Con gli articoli più o meno scandalistici che escono sui giornali sui preti che lasciano il ministero e si sposano? Ci sono già diversi siti che lo fanno, e, tra l'altro, sono tutti linkati su Vocatio; mi riferisco alle sezioni dedicate all'argomento preti sposati sul sito de Il Dialogo e sul sito di Donne Co-Si.

Le tematiche sono sempre le stesse e vengono sempre affrontate allo stesso modo; due o tre giorni di articoli pruriginosi e poi anche Giuseppe Noto (che conosco, era al Maggiore a Roma come seminarista quando io ero assistente) sparirà dalle cronache.

Vi scrivo queste cose per riflettere assieme; perché il punto rimane secondo me sempre lo stesso: non sono i preti sposati che servono per poter riformare la chiesa; i preti sposati nella chiesa cattolica c'erano e ci sono sempre stati (gli orientali della chiesa greca), ce ne sono di più (gli ex-anglicani nella chiesa latina), ma se la struttura della chiesa resta quella che è, gerarchica e tradizio-centrica, potrebbero pure rientrare tutti...

Occorre promuovere, a mio avviso, il sacerdozio comune, i laici, e non preoccuparsi prima di tutto(escluso ovviamente il lato umano e sociale delle singole situazioni) dei preti 'squalificati' perché non hanno rispettato le regole del Magistero cattolico.

Il vizio è alla radice, è nell'ecclesiologia cattolica, non altrove...

Tutte queste cose usatele per riflettere assieme a me; per il sito, in modo spicciolo, vi dico: mandatemi dei contributi e non avrò difficoltà a pubblicarli; dopo la prima settimana di rimessa online del sito non ho più ricevuto nulla da nessuno.

Un abbraccio fraterno

                                  Luca Zacchi

 


02/07/04

Sono contento della risposta di Luca Zacchi, che non ho ancora avuto modo di conoscere, alla sollecitazione di Giuseppe (che invece conosco bene). Luca ripete quanto andavo dicendo da tempo: se ci "incarogniamo" sul discorso preti sposati sì, preti sposati no; amanti clandestine dei preti, storie di straordinaria miseria ecclesiale, polemiche con chi non la pensa come noi o si permette di dissentire dal pensiero di qualcuno... non andiamo molto lontano. In effetti... non ci siamo andati. Anzi... non siamo andati da nessuna parte. In una delle ultime riunioni di Vocatio ricordo che dissi chiaramente che questo discorso andava inserito nel contesto più ampio della riforma della chiesa. Mi permisi di suggerire che il problema del prete sposato veniva DOPO una rivisitazione del sacerdozio ministeriale che a mio avviso, teologicamente, spiritualmente, pastoralmente, andava svestito della sua sacralità. Su questa ed altre strade andavano impostati gli articoli della rivista (che suggerii necessitasse di un piano editoriale) e gli incontri annuali. Ma... Se proviamo a lavorare in questa direzione e a dare contributi in questa direzione forse, fra dieci anni, si riesce a muovere qualcosa. Per parte mia, come ho già detto più volte, fino a quando non risolverò i problemi finanziari della mia ditta, non potrò fare molto. Me la cavo abbastanza con lo scrivere. Se a te, Luca, sembra che possa scrivere qualcosa anche secondo uno schema o un titolo che a te come curatore del sito interessa...fammelo sapere e cercherò di aiutare il più possibile. Cambio argomento per dare a chi legge un suggerimento extra ecclesiale: avrete credo tutti letto il libro di Morre The stupid whit men. Adesso è uscito - purtroppo sempre dalla Mondandori - Come hai ridotto questo paese. Se avete voglia di leggerlo... Ciao Oggi non obbedisco a Ciampi... vado a lavorare. Ernesto

 

 


03/06/04

Ciao Luca!

Carissimo Ernesto, ho visto con piacere e con interesse la tua risposta a Luca Zacchi del sito Vocatio. Innanzitutto vorrei far notare come a volte le parole vengono prese per qualcos'altro da quello che dicono: se a Luca avevo domandato 'qualcosa di nuovo sul sito' era naturalmente da intendersi sulla linea di Vocatio, dell'ultimo numero di 'Sulla Strada', ecc, non certo di "… ci incarogniamo sul discorso dei preti sposati… con amanti clandestine e simili storie di miseria ecclesiale…"

Da te, per la stima che nutro e che ti ho più volte manifestato (penna forbita, abilità e profondità nell'affrontare qualunque argomento, con interventi da battitore libero su vari siti..) mi aspettavo la risposta e un tuo parere sulla rivista 'Sulla Strada', nuova e rinnovata impostazione, mia presenza nella redazione. Stavolta ti è arrivata di certo perché è nel sito di Luca. Mi aspettavo un intervento sul progetto CHIF di Ausilia, per il quale io tifo e per il quale, a suo modo, Vocatio partecipa: e qui c'è veramente aria nuova!!!!

Vocatio? è un punto di partenza per arrivare a quella ecclesiologia e a quel rinnovamento che tu ed Ornella auspicate: voi partite da premesse teologiche, noi partiamo da una piaga della Chiesa, per arrivare ad una Chiesa in cui risplenda il Vangelo e non altro. Mi si passi il paragone, anche Rosmini non era capito all'inizio e condannato. Si pensava che parlasse delle piaghe per allargarle, ci volle del tempo per capirlo.

Semplice, in tre punti, il programma di Vocatio:1non più l'assurda legge del celibato obbligatorio che toglie e cancella un prete per il futile motivo che ama una donna..2 Non è evangelica la Chiesa che infierisce sui divorziati e risposati e poi tollera la percentuale del 25% di preti che hanno relazioni clandestine con donne (tu ed Ausilia ne siete bene al corrente); 3 non è evangelica la Chiesa che assiste impassibile al degrado umano/psicologico/spirituale/economico di quanti lasciano (brava Ausilia colla tua CHIF!!!).

E su questo ci lavoriamo tutti, in varia maniera, tutti noi dei 'nostri' siti: Vocatio, Donne Cosi, Sacerdoti sposati, Dialogo, Mocova, Chiesalternativa, Comunità di base...Personalmente io, con la libertà dei figli di Dio, navigo e mi immergo in questa ricchezza di argomenti, di sentimenti e di ideali. Poi scelgo Vocatio, per i motivi sopraddetti, ma non l'ho sposata e non voglio incarognirmi in essa, sto bene con tutti con la testa (le idee) e con il cuore (vita privata).Chi mi conosce, sa che è cosi.

Ti auguro che le cose della ditta vadano meglio di modo che abbia più tempo per usare la penna! Questa volta mi rispondi vero?

Ciao e saluti cari anche alla tua bella famigliola Giuseppe Zanon

 


 


06/06/04

Carissimo, il dibattito dal titolo ciao Luca è di quelli che lasciano il segno e dimostra che si è imboccata la strada giusta: quella del distacco da un mondo che, per fortuna, non ci appartiene più. Il rinvangare le stesse storie fa parte di quella coazione a ripetere che, come minimo, è un gran dispendio di energia.

Se Benedetto Croce scriveva Perché non possiamo non dirci cristiani, lo faceva soltanto, con un titolo paradossale, per dimostrare quante sono le incrostazioni di cristianesimo inautentico che pesano sulla nostra cultura, noi dobbiamo vedere di quanti orpelli siamo stati caricati nella nostra formazione. Davvero, preti non lo siamo mai stati! Ed è la forza dell'amore, la gioia di vivere, che ha costituito il punto di rottura irreversibile.

Davanti a noi vi può essere spazio per la ricerca razionale sulle origini, sulla preistoria del sentimento religioso, del celibato .. mediante un autentico lavoro di gruppo che elevi il dibattito e lo tolga dalle secche del rivendicazionismo. Se no, ci metteremo al livello dei nostri persecutori e daremo loro degli imput per accusarci ancora di più: Vedete come sono incarogniti, infelici, torturati dai sensi di colpa ? Elevando la discussione, invece, dimostreremo che i nostri problemi fanno parte di quella strategia della repressione che ha origini antropologiche e viene ben prima della chiesa cattolica, ma che quest'ultima ha fatto propria e gestisce in maniera encomiabile!

Il discorso potrebbe continuare ( e continuerà) ma, l'importante è che sia iniziato.

Un abbraccio a tutti voi.

Carlo con Luciana

 

 


18/08/04

Mi inserisco con ritardo. Ho da dire alcune cose.

  1. Mi pare che ognuno faccia bene ad avere le sue idee; ci mancherebbe!

  2. Fa tristezza certa sindrome di Stoccolma, propria di chi ha paura di denunziare certe verità.

  3. Cosa facciamo per far guarire chi soffre della coazione a ripetere? Vogliamo rimproverarli? E se, invece, ci aiutassimo a guardare in avanti (senza sentirci superiori a chi non ce la fa)?

  4. Personalmente detesto la ripetizione delle argomentazioni sul celibato e via dicendo, soprattutto quando ci diamo l'aria di aprire piste teologiche nuove senza esprimere un solo concetto illuminante. Ultimamente sono usciti due testi interessanti, uno di Vogels e uno di Petrà: diamoci la briga di "studiarli".

  5. Collegarci tra noi con amicizia vera, ci aiuterebbe a progettare, a mirare a nuovi traguardi… (la CHIF, per esempio!)

Ausilia