Chi siamo

Non suoni male a voi che ci visitate il modo di chiamarci: "Donne contro il silenzio".
Il nostro impegno è per essere accanto alle nostre sorelle costrette al silenzio: a) donne, presunte attentatrici della sacralità celibataria del prete; b) donne in qualche modo “segnate” da un passato di vita religiosa; c) religiose che non rifiutano di collegarsi nella semplicità evangelica con le prime; d) donne che attraversano un qualche disagio in seno alla Chiesa cattolica; e) preti, associati a loro nell'altro versante, in situazione analoga. Persone, insomma, che avrebbero molto da dire e che potrebbero INCIDERE POSITIVAMENTE NEL RINNOVAMENTO DELLA CHIESA, ma non hanno voce in capitolo, perché non autorizzate da essa (Triste circolo vizioso! Può esprimersi chi non si scosta di un apice dall'establishment, anziché chi vive drammi esistenziali dentro lo stesso).
Persone che vogliono fare della parola una testimonianza lasciata alla storia, un seme di novità per un domani migliore. Che hanno aspirazioni, non dettate da pretese, lassismo, voglia demolitrice dell'istituzione, eccetera. Che non si atteggiano a profeti, ma ne vogliono avere lo spirito.

A chi ci rivolgiamo
A chi sente coinvolto nelle dinamiche a cui abbiamo accennato.
A chi è collocato solidamente nel recinto dell’Istituzione.
A tutti e a tutte coloro che vogliono contribuire alla crescita della società, consapevoli del suo rapporto con la Chiesa, in ordine ai valori umani, spesso compromessi da un’opinione pubblica male informata e immatura.