23/01/01
Riprendiamo una lettera di inizio anno per riflettere sui modi con cui si pensa di rompere il silenzio da parte di qualcuna che merita stima, in particolare per la rigorosa analisi con cui affronta le strategie su cui discutere. Noi "donne contro il silenzio" non possiamo condividere tutto, ma rispondiamo specificando ancora una volta quali sono gli spazi di attività in cui vogliamo muoverci. Eppure siamo sicure che se ci fossero più persone impegnate in questo settore si potrebbe fare di più.
Leggete dunque le proposte di Bianca ed anche le nostre
Amiche tutte ed amici, conosciuti e non ancora conosciuti
,Ho riflettuto parecchio da quando Vi ho "scoperto" e da quando ho deciso di affiancarmi - per quel poco che posso - alle Vostre battaglie che sono anche le mie. Ritengo quindi sia giusto inviarVi il mio pensiero via e-mail, visto che non riesco per motivi di tempo e di lontananza a partecipare fattivamente ai Vostri incontri.
Prima devo purtroppo fare una
PREMESSA :
purtroppo non sono, o non posso, ancora essere così "spiritosa" da potermi permettere di espormi pubblicamente con quanto andrò affermando e firmando, perché non intendo correre il rischio di querele coinvolgendo persone care che non approvano che io mi esponga e mi impegni in ciò che sappiamo, mettendo in crisi l’incolumità, sacra, della mia famiglia, bene prezioso ed insostituibile!
Per cui voglio garanzie che sarò tutelata assolutamente nella mia privacy e che le mie affermazioni e suggerimenti saranno usati solo nel più stretto anonimato, almeno finché le suddette esigenze di famiglia lo imporranno. Pertanto ti prego di non far girare il mio vero nome in rete.
Non intendo con queste mie riflessioni voler inserire forzatamente nelle strategie che si stanno studiando (perché di strategie bisogna discutere se si vuole arrivare a concreti risultati!) delle imposizioni, ma penso che bisognerebbe riuscire a procedere in modo programmatico e con degli obiettivi ben precisi, comunemente concordati ed approvati, per non rischiare di disperdere energie, risorse e potenzialità girando solo attorno a fumosità che finirebbero per lasciare il tempo che trovano senza portare a cambiamenti incisivi in ciò che vogliamo veramente.
E mi spiego.
A mio parere bisogna innanzitutto analizzare bene il campo di azione in cui si deve operare, cioè , nel caso specifico, quello di una gerarchia più che obsoleta, quasi depassata ( i 2/3 dei Vescovi hanno ormai più di 70 anni! - dato da verificare prima di pubblicarlo in un articolo ) e definire i " bersagli " e i lati deboli del " nemico ".
Loro – si sa – i famosi "superiori ", sia si tratti di diocesani che di appartenenti ai diversi ordini, ci tengono innanzitutto a non scalfire l’ordine costituito. Sappiamo quali terremoti susciterebbero cambiamenti, defezioni in massa e turbative varie……ne andrebbe innanzitutto della loro pace e tranquillità personale proprio ora che vanno verso una vecchiaia "gloriosa" e "ben pasciuta", e poi complessivamente ne risentirebbe il potere ai vertici con tutte le conseguenze politico-economico-finanziario nel mondo in cui purtroppo è invischiata la Chiesa Cattolica con quella brutta invenzione che è il Vaticano, che sta rischiando di diventare la fossa del cristianesimo.
Quindi bisogna trovare il sistema di " sconvolgerli " una volta per tutte ed allora analizziamo come, quali possono essere le armi più incisive.
Io per la mia personale esperienza – che non è da poco con un figlio di mezzo dopo oltre vent’anni nel mondo clericale! – ho notato che ciò che più temono è lo scandalo, ma quale scandalo ? Lo scandalo che a loro potrebbe sfuggire di controllo, quello che non si può far tacere coi soldi e con il compromesso, quello che potrebbe dilagare nel tam-tam dei media e buttare del fango sulle loro facciate sempre ridipinte di bianco e di dubbia credibilità.
Ma quali sono i media più pericolosi ? Quelli più popolari, cioè le TV dei più alti indici di ascolto e nelle ore di prima serata, i quotidiani ed i periodici di più larga diffusione, la pubblicità (qui non so proprio come intervenire).
Io ammiro molto la grande forza di Vocatio ed ora anche di Donne-Così nell’essere riusciti ad entrare dignitosamente in rete, ma – e dico questo per la mia esperienza nel campo del lavoro – il computer è in dotazione ancora a poche persone per uso personale e l’elevato costo della connessione a internet scoraggia molti alla ricerca in rete, che richiede dispersioni non indifferenti di denaro e di tempo, tempo che per chi lavora si riduce a poche ore la sera, al sabato e domenica, momenti in cui la più parte è già nauseata dall’uso del computer in ufficio per tutta la settimana.
Quindi, voglio spiegare, pur essendo indiscutibilmente un mezzo di conoscenza allargata a tutto e a tutti, si deve ammettere che non è di immediata consultazione e non fa effetto tam-tam, almeno di questi tempi ancora no!
Per questo io ritengo che quando si organizzano Convegni, incontri, presentazione di libri o quant’altro non si debba perdere occasioni preziose per invitare e far intervenire i mass media più banali, senza avere paura di "scendere in basso" e mettendo da parte l’orgoglio che "comunque noi vogliamo rimanere una casta superiore al popolino", perché è proprio il popolino – volenti o nolenti – che cambia le mentalità e quindi il mondo.
Pertanto è sì importante e fondamentale trovare agganci con sociologi, psicologi, teologi, ecc. dall’ottima dialettica e dalle grandi parole, ma, se vogliamo smuovere veramente le coscienze di massa ( le uniche che potrebbero far pressione sui vertici) , è indispensabile trovare anche i giornalisti e gli opinionisti giusti, quelli che non si limitano a sollevare polveroni ed a creare baruffa, ma fanno indagini serie e documentate e portano avanti i discorsi con determinazione.
Avere noi stessi il coraggio di trasformare casistiche ritenute normali, (come la mia situazione, la tua, quella di Luciana, ecc.), in veri "scandali" secondo il loro metro di misura e cercare di riuscire a mettere in luce e denunciare tutti i loro immancabili e ricorrenti tentativi di corruzione e di sporchi compromessi per mettere tutto a tacere, cosa di cui molti di noi sono stati vittima.
E’ quindi importante, come in politica, avere delle persone giuste al posto giusto al momento giusto, come i giornalisti dei più diffusi quotidiani e settimanali (tipo la Sig.a Fumagalli del Corriere della Sera, che ha già pubblicato un libro in proposito), che potrebbero condurre , ad esempio, una serie di inchieste settimanali sull’argomento aprendo un dibattito con i lettori.
Giornalisti che abbiano il coraggio di divulgare pubblicamente quelli che sono i veri scandali, ma che contemporaneamente abbiamo sempre pronto un drappello di persone che alternativamente indaghi le diverse casistiche fino ad arrivare alla verità prima che tutto venga insabbiato anche da parte delle vittime (vedi storia del vescovo di Livorno, caso Marcinkus, Vescovo usuraio di Napoli, ecc.).
Fare dei sondaggi sulla vita privata del clero, anche sul clero straniero e all’estero – Africa – America Latina – Asia - che sembra condurre un’esistenza con un alone di rinunce e santità mentre si sa benissimo che la maggior parte soffre in silenzio portando avanti squallide relazioni di ambiguità, umiliazioni, ipocrisie, o, nel migliore dei casi, conducendo furbescamente ed indisturbati una doppia vita - "L’importante che non lascino il loro ministero " – dicono i "superiori".
Sondare l’opinione pubblica con campioni e metodologie diverse per dar più forza ai risultati ed avere poi il coraggio di sbattere in faccia alle autorità ecclesiali in modo eclatante che alla gente non importa proprio niente se i preti hanno una donna, anzi ne verrebbe fuori che l’80% (forse di più?) degli intervistati danno per scontato che tutti i preti "hanno" una donna, quindi per loro il problema non si pone se non in termini di onestà, nel senso che ritengono che sarebbe meglio che la Chiesa Cattolica avesse il coraggio di ufficializzare quanto è ormai diffuso fra i preti in modo sommerso , evitando così l’inclinazione alla omosessualità ed alla pedofilia che ancora è latente, se non manifesta, in parte del clero, anche giovane.
A questo proposito si potrebbe studiare la possibilità di recapitare a tutti i preti, frati compresi, ecc., un questionario molto conciso ma concreto riguardante la loro vita personale, da rispedire in modo anonimo al mittente…..ma qui, comprendo, il lavoro diventerebbe complesso perché oltre a dover essere fatto nel più stretto riserbo, richiederebbe una grande tempestività e contemporaneità nell’inoltrare i questionari, per evitare che l’azione venga subito a conoscenza dei soliti fatidici zelanti superiori che si affannerebbero a boicottare il tutto velocemente. Si potrebbe fare anche per posta elettronica, ma darebbe dei risultati sicuramente parziali, mentre imbucare una lettera per posta sarebbe un modo più sicuro, specialmente per quei personaggi che, sappiamo, hanno "perso le palle"……….e purtroppo ce ne sono tanti!
E tutti i figli di preti, vescovi e cardinali che riconoscimento sacrosanto hanno mai avuto, visto che sono nati senza "colpa" alcuna ? Confermo, io per prima, che questo punto è delicatissimo perché va a toccare la sfera del privato di persone che purtroppo hanno dovuto solo subire l’ingiustizia di chi proclama giustizie dal pulpito, vivendo da orfani perché abortiti da un padre vivente ma costretto a rimanere sempre bambino. Con una madre che si è trovata inaspettatamente e ingiustamente vedova senza il minimo sostegno morale, né tantomeno economico e con l’onta di una colpa non meritata e mai condivisa…….." Mille donne, cento figli – mi disse un giorno un prelato famoso – non importa, importante è solo che lui non "esca" , che se stia con loro e che continui vigliaccamente a fare il prete come se nulla di importante nella sua vita fosse mai capitato; ormai ne hanno così pochi che si tengono anche i più sporchi e vigliacchi! "
Riporto anche questa affermazione che può essere documentata con una lettera manoscritta di un famoso superiore :" Tuo figlio deve dimenticare suo padre" con che coraggio!, sapendo benissimo che Dio stesso nei 10 Comandamenti ci ha ordinato di onorare il padre e la madre! Ma un figlio rimane sempre un figlio, comunque e ovunque, sangue del tuo sangue, ce l’hai sempre dentro! E nello stesso tempo nessuno potrà mai rinnegare le proprie origini!
Ci sarà qualche "figlio abbandonato" che ha già superato l’amarezza in cui la madre è venuta forzatamente a trovarsi e che , se interpellato, potrebbe avere il coraggio di rivendicare i suoi diritti ad avere un padre alla luce del sole, o quantomeno il desiderio di parlarne apertamente!
Ecco, questi secondo me potrebbero essere argomenti corposi ed onerosi per una "3 giorni" di studio fra persone "esperte in materia", per decidere una volta per tutte come muoversi.
Tu mi dirai che tutto questo riguarda solo una sfera della problematica Donna-Sacro, ma, credimi, finché non si riuscirà a superare lo scoglio prete-donna che per il mondo laico rappresenta proprio una banalità superata, sarà ancora più difficile che la donna possa aspirare ad un livello di parità nella gestione del sacro nella chiesa cattolica!
Forse, come già mi dice qualcun altro, potrò sembrarti troppo "extra-parlamentare", ma i moderati, i cheti, i timidi, non hanno mai avuto successo e difficilmente vincono le loro cause, almeno non nel cambiare il mondo………….del resto Gesù Cristo stesso è stato un rivoluzionario.
Ti lascio, Vi lascio, alle Vostre riflessioni, mi spiace non poter venire a……prendere il caffè da Voi…….pazienza, verranno tempi migliori, cerchiamo di resistere.
Un forte abbraccio a tutte!
Bianca
Carissima Bianca, ci interessa sottolineare che ognuno/a fa le sue scelte: c’è chi ha voglia di gridare-contro e di mettere alla gogna chi è da punire o, come nei casi simili al tuo, che è causa di tanto malessere morale e spirituale, oltre che materiale. Noi (ma vorrei che questo "noi" includesse te, almeno circa qualche aspetto), senza disprezzo per altre strategie, ne abbiamo una: a) aiutare con vera compartecipazione affettiva i soggetti, meglio: mettersi dalla loro parte, essere-loro; b) educare l’opinione pubblica; sottolineo la parola "educare", che non può essere contraddetta dai nostri metodi; se l’altro è vigliacco, noi non vogliamo metterlo alla gogna, non vogliamo generalizzare, ma dire la verità; c) mediare anche con la Cultura; dovresti convincerti, carissima, che la cultura (compresi la teologia o il Magistero) esercita un potere invisibile, più forte di quanto non immagini. Questa non resta nemmeno scalfita da chi urla, ma non può ignorare l’elaborazione che viene lanciata attraverso un’analisi seria, paziente e soprattutto frutto della collaborazione dei soggetti in causa. Pensa che il libro di Ausilia Riggi che affronta l'argomento dalla parte delle donne, nel suo piccolo già trova attenzione presso di essa più di quanto non immagini; te lo dico perché tu ne gioisca; anche se non ne vedrai le conseguenze immediate, lo scavo si fa...
Collabora e dacci il tuo affetto. Ne abbiamo bisogno per proseguire,
con tutta la simpatia, le tue amiche "donne contro il silenzio"
25/02/01
Cara Bianca, sono d'accordo con te!!!
Bisogna gridare la verità
Teniamoci in contatto tramite "donne-così". In mancanza di meglio, serviamoci di questo sito, dove compaiono donne volenterose ed aperte.
Io non sono nelle tue condizioni. Sono una donna qualsiasi che soffre per altri motivi, ma sempre per l'emarginazione della donna nella Chiesa. Qualche volta, se ne hai voglia ti racconterò la mia storia (di amore e di dolore). Gesù mi tratterebbe con amore, ne sono sicura. E tu? O sei arrabbiata al punto di averla anche con Lui? Rispondimi.
Ciao, Lina